Un anno di Rec24, tutti reporter di Capitanata

Un anno di Rec24, tutti reporter di Capitanata

La testata diretta da Ivana Gaeta spegne la sua prima candelina
Una realtà per gran parte al femminile: dalla direzione alla redazione


Si scrive giornalismo partecipativo, si legge opportunità, per chiunque, per raccontare le città e territorio, per condividere il bello e il buono che c’è, o per denunciarne brutture e storture. Dalla “A” di Accadia alla “Z” di Zapponeta, armati solo di tablet, smartphone e spirito di osservazione. E’ questo quello che, da un anno a questa parte, fa (e permette di fare) la piattaforma Rec24.it.
A dirigere la testata è la giornalista Ivana Gaeta, circondata da donne: Mariangela Mariani in redazione e Maria Grazia Di Gennaro ideatrice del logo. A supportare le quote rose di Rec24, però, ci sono anche valenti colleghi e collaboratori, come Francesco Quitadamo. Oggi Rec24 spegne la sua prima candelina e i suoi numeri sono imponenti: all’8 novembre (anniversario del debutto nella rete delle reti) sono stati caricati oltre 1.110 contenuti, 2000 fotografie a corredo degli articoli e otre 750 video.

Direttore, qual è il bilancio di questo primo anno di attività?
Il bilancio è positivo: l’idea sta funzionando e riceviamo video e segnalazioni da tutta la provincia. Il progetto è stato apprezzato anche da importanti realtà, che hanno scelto Rec24 come partner giornalistico, come la CIA Foggia-Confederazione Italiana Agricoltori, SPI Cgil e Smile Puglia. Inoltre, siamo stati media-partner del Premio Lupo e del Comune di Orsara di Puglia per la notte dei Fucacoste, per citare solo alcune delle iniziative che ci hanno visto ‘in campo’. Sinceramente non ci aspettavamo tanto in un solo anno di vita.

Un progetto - direzione, redazione e comparto grafico - quasi tutto al femminile: in che modo questo aspetto caratterizza il vostro lavoro?
Comandiamo noi donne: lo dico sorridendo ma è vero. Ci mettiamo un tocco in più di passione e creatività, ma anche di equilibrio. Amiamo questo lavoro, che facciamo ormai da molti anni, forti di esperienze precedenti che ci hanno viste impegnate in radio, televisione e sulla carta stampata. La credibilità ce la siamo conquistata sul campo e non rinunciamo mai a confrontarci.

Come è possibile far convivere e dialogare le deontologia giornalistica con il protagonismo di utenti, lettori, cittadini?
Gran bella domanda. In poche occasioni ci siamo trovati a dover rifiutare la pubblicazione di un video inviatoci. Un utente ci inviò un video per denunciare un presunto ‘fannullone’, ma del sensazionalismo non ce ne importa nulla: nessuno deve essere messo in cattiva luce senza prove e senza potersi difendere. Noi non siamo né un tribunale né un ufficio-delazioni. Un altro video che abbiamo rispedito al mittente, invece, vedeva protagonista un personaggio che, alle ultime elezioni amministrative, ha conquistato l’attenzione dei media nazionali. Era un insieme di insulti e di accuse rivolte ai suoi avversari politici: avremmo fatto tanti click, ma in situazioni come queste ne facciamo volentieri a meno.

Qual è stato l’evento più “sentito”, raccontato e condiviso fino ad ora?
Ce ne sono stati diversi. La serata di Muti per la riapertura del Teatro Giordano ci ha dato le prime grandi soddisfazioni. Gli utenti hanno inviato video dall’interno del teatro e poi li hanno condivisi e commentati, aggiungendo emozioni e dettagli al racconto collettivo di una serata storica per Foggia. Poi le contestazioni al leghista Salvini, le nevicate dello scorso inverno, le vittorie del Foggia e le alluvioni delle scorse settimane sono state ‘virali’, per usare un termine che rende bene l’idea.

Tavoliere, Gargano, Monti Dauni: qual è la fetta di territorio che si è mostrata più collaborativa?
Tra quanti ci inviano video e foto abitualmente, con molti ormai c’è un rapporto confidenziale. Lucia, Gioacchino, Ennio, per fare solo alcuni nomi, sono affezionati a Rec24: tengono al progetto, e questo è bellissimo. Video, foto e segnalazioni arrivano da Foggia e da tutte le aree della provincia, ma quelli più condivisi riguardano i Monti Dauni. Vogliono far apprezzare a tutti le bellezze e la vivacità culturale dei loro borghi.            
(m.g.f.)

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n. 10 / Dicembre 2017

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