Dal teatro al jazz: ‘Giordano’ fa brand

Dal teatro al jazz: ‘Giordano’ fa brand

La ‘scommessa’ di Anna Paola Giuliani in vetrina al “Medimex”

La prima stagione, per il ‘rinato’ Teatro Giordano, è andata. E, al netto delle critiche - alcune condivisibili, qualcuna fisiologica, altre strumentali - il cartellone teatrale della ‘casa della cultura’ di Foggia, con il Teatro Pubblico Pugliese, ha totalizzato 11000 presenze. E sulla scorta di questi numeri a tre zeri, l’assessore alla Cultura Anna Paola Giuliani racconta di un anno entusiasmante - anzi di più: galvanizzante, lo definisce - mentre si appresta a presentare alla città gli appuntamenti teatrali che animeranno il gigante buono di piazza Cesare Battisti. Assessore Giuliani, lei è salda al timone dell’Assessorato alla Cultura. Tra i pochi assessori della ‘prima ora’ dell’Amministrazione Landella, che ha retto ai venti - a volte impetuosi - di rimpasti e giri di valzer in Giunta. A quanto pare, il Teatro Giordano è in buone mani… Mi auguro proprio di sì. Credo che il Teatro sia in buone mani, ma non sono solo le mie. Sono quelle della “famiglia allargata” dell’Ufficio Cultura e dello staff del ‘Giordano’. I meriti sono condivisi. La riapertura del ‘Giordano’ è stata un’opportunità importante, certo. Ma anche una grande responsabilità. Un’arma a doppio taglio: poteva trasformarsi in un grandissimo successo o in un suicidio. Per nostra fortuna si è rivelata la prima delle opzioni: una serata magica, con il Maestro Riccardo Muti; da lì in poi un susseguirsi di iniziative ed eventi, una prima stagione con oltre 11000 presenze (dato record) e siamo pronti a ricominciare con la prosa (vedi box a lato). Si riparte con un ricco cartellone di prosa e musica. Ci sarà spazio anche per la lirica? Forse. E’ un’idea alla quale stiamo lavorando già da tempo. Non potrà esserci una vera e propria stagione di lirica - è troppo difficile di questi tempi - ma pensiamo ad alcuni appuntamenti che possano portare nuovamente la lirica a teatro, a Foggia. Aspettatevi sorprese. Con il suo videomessaggio, Michele Placido ha sfatato ogni dubbio. Riconfermato quindi il direttore artistico per la prosa… Sicuramente. Le voci di un addio a Foggia da parte di Placido erano del tutto infondate. La verità è che c’era un contratto che è scaduto a giugno. Lo stesso Placido ha poi più volte manifestato la volontà di proseguire in questa attività che - lo voglio sottolineare - offre alla città a titolo gratuito. E così è stato. Sin dalla sua rinascita, la volontà dichiarata è stata quella di fare del ‘Giordano’ una “casa della cultura” aperta a tutti. Non solo cornice per grandi eventi. Certamente. Un luogo della città, per la città: non solo per gli eventi dell’Assessorato alla Cultura. E devo dire che le risposte non sono mancate: abbiamo dato a tanta gente possibilità di esibirsi su questo palco, una vetrina importante per realtà del territorio e associazioni. Per chi ci ha creduto. A tal proposito, abbiamo sottoscritto convenzioni con le realtà de “Gli Amici della Musica”, “Daunia Classica” e una terza realtà presieduta dal Maestro Fiore. C’è grande apertura al confronto e alla collaborazione. Occasioni per liaison artistiche che possano far vivere la struttura tutto l’anno. Ovviamente. I numeri ci dicono che in sette mesi, dal 10 dicembre (serata inaugurale) a giugno, abbiamo avuto 200 date piene. Basta come dato? Tra i figli più belli di questo anno, vi è la rassegna “Giordano in Jazz”. Il nome del Maestro fa brand? Sì, Giordano torna a casa. Possiamo dirlo? Ora il nome di Giordano diventa un brand importante, che ci porta per la prima volta al “Medimex” (il Salone dell’innovazione musicale in calendario a Bari, Fiera del Levante, ndr). “Giordano in Jazz”, quindi, lancia e raddoppia? Sì, con una sessione invernale importante. L’idea è stata quella di associare alla figura del Maestro un festival jazz. E, in materia, Foggia ha tradizioni importanti (basti dire che il Foggia Jazz è più antico del blasonato Umbria Jazz). Abbiamo riannodato due fili spezzati nel tempo: quello con il nostro Festival jazz e quello con il nostro intelletto più grande. E non saranno solo concerti, ma un percorso più ampio, nel corso del quale conoscere luoghi della città non così scontati. Con Medimex, poi, posizioneremo Foggia e il ‘Teatro Giordano’ sulla scena cultura nazionale ed internazionale. Credo stiamo facendo le mosse giuste.


Si va in scena! Gli spettacoli

Quattordici gli spettacoli in programma, 13 di prosa e il balletto “Sheherazade e le mille e una notte”, con protagonista Carla Fracci (il 12 e 13 marzo). Ad aprire la stagione sarà Emilio Solfrizzi, con “Sarto per Signora” (9 e 10 novembre). Dieci giorni dopo sarà la volta de “L’abito nuovo” della compagnia La luna nel letto. A seguire, Stefano Accorsi sarà protagonista del “Decamerone” (2 e 3 dicembre) e Alessandro Preziosi dirigerà se stesso nel “Don Giovanni” (17 e 18). Luigi De Filippo porterà in scena “Miseria e Nobiltà” (16 e 17 gennaio), mentre Alessandro Gassmann dirigerà “Qualcuno volò sul nido del cuculo” (30 e 31). Il 6 e 7 febbraio, Carlo Cecchi interpreterà Shakespeare ne “La dodicesima notte” mentre il trio Ferilli-Micheli-Quartullo presenterà “Signori… le paté de la maison” il 17 e 18 febbraio. Ancora Napoli con la comicità di Vincenzo Salemme (“Sogni e bisogni, incubi e risvegli”, 1 e 2 marzo), poi Silvio Orlando (“La scuola”, 19 e 20 marzo) e Boni-Prayer (“I duellanti”, 5 e 6 aprile). Umberto Orsini chiuderà il 13 e 14 aprile con “Il Prezzo” di Massimo Popolizio. Spazio all’arte il 26 e 27 febbraio con Vittorio Sgarbi ed il suo ritratto di Caravaggio. Fuori abbonamento, entrambi della rassegna “Giordano in Jazz”, gli Incognito - storico gruppo britannico, tra i primi interpreti dell’Acid Jazz - il 5 dicembre, e il Gospel di Pastor Patrick George il giorno di Natale.



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n. 10 / Dicembre 2017

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