Fratelli fornelli: la cucina  del fuorisede alla foggiana

Fratelli fornelli: la cucina del fuorisede alla foggiana

“Lasagnetta bianca con pesto di pistacchio e basilico, con salsa verde ai piselli, aglio, basilico e prezzemolo” a casa di uno studente universitario fuorisede. Chi l’avrebbe mai detto. A smentire gli scettici è l’appetitoso progetto di Andrea e Valentina Pietrocola, fratello e sorella foggiani di 22 e 25 anni, uno studia Architettura, l’altra Giornalismo a Roma. Case diverse e stessa passione per i fornelli.  Hanno messo su una community che in soli sei mesi è riuscita a catalizzare anche l’attenzione dei network nazionali. “La cucina del fuorisede - Universitari in cucina” è un vademecum per lo studente che vive lontano dalla propria città e dai vizi culinari della mamma. Il ricettario completo è sulla pagina Facebook ma sta migrando sul sito ufficiale con un’ulteriore cura per l’aspetto grafico, gli step preparatori e il costo del piatto. Sono oltre 250 le ricette postate fino ad ora, da quella veloce a quella etnica, l’elaborata, la particolare e quella patatosa. Ce n’è per tutti i gusti. Pochi ingredienti, e soprattutto economici: secondo i calcoli degli ideatori, seguendo i loro suggerimenti, si risparmiano 200 euro al mese. Fanno la spesa coi loro coinquilini: 25 euro a settimana. E te la cavi anche con un euro e cinquanta a pasto. Fuori ne spenderesti almeno dieci al giorno. Nello staff ci sono dodici ragazze tra i 22 e i 25 anni provenienti da facoltà diverse, la componente più numerosa, ma gli uomini non mancano e danno filo da torcere alle colleghe. Valentina ha la sua ricetta del cuore: la “bandiera”, pasta rucola e patate, che le ricorda il nonno.

Quanto cambiano le ricette da uomo a donna? Un dato evidente è che non è così facile vedere un uomo che prepara un dolce, mentre è più facile vederlo impegnato nella preparazione di risotti o carni. Non so se sia una questione di precisione, perché bisogna calibrare il dosaggio alla perfezione: sono preparazioni quasi chimiche.

Se l’immagine che ci viene in mente associata allo studente fuorisede è un frigorifero vuoto, perché questo tipo di esperimento dovrebbe funzionare? La nostra pagina nasce proprio per sfatare il falso mito dello studente fuorisede che non sa prepararsi da mangiare o non dedica importanza all’alimentazione. L’amore per la cucina è anche condivisione del cibo, un’occasione di aggregazione sociale. E quanto lo studente fuorisede dedica alla cucina? Per il pranzo pochissimo. Spesso lo prepara la mattina o la sera prima. Per la cena è diverso: ti rilassi, semmai guardi la televisione, e nei mesi invernali accanto al fuoco ti riscaldi - perché a volte nelle case dei fuorisede i riscaldamenti faticano a ingranare. Poi rimane una piccola parte antipatica, il lavaggio dei piatti, però mangiare un piatto caldo e ben riuscito ti fa ricordare il sapore di casa e ti permette di avere un’alimentazione più corretta e sana rispetto a pezzi di pizza e panini.

Quanta Puglia e quanta foggianità ci sono nelle ricette? Il 50-60% di noi è pugliese, quindi anche nelle ricette c’è un richiamo alla Madre Puglia. Non possono mancare piatti di orecchiette che vengono “importate” da giù. Una domenica pubblicammo la braciola perché giocava anche il Foggia.

Qual è il menu perfetto del fuorisede? Un piatto di insalata di pasta o di riso, perché è facilmente trasportabile anche nei contenitori, specialmente per un pranzo da consumare in giardino o nel parco antistante l’università. Molto spesso abbiamo cucinato cotolette con vari tipi di panatura, per esempio con la farina di mais, in modo tale che risultasse più croccante. Poi per festeggiare successi universitari di solito cuciniamo paste da spadellare: alla norma coi pomodorini, oppure con vari tipi di verdure. Facciamo tanta attenzione anche alla stagionalità dei prodotti, e mio fratello tiene molto alla presentazione del piatto. Presentare un risotto su un letto di vellutata di zucca e un po’ di speck croccante sopra ripaga l’aver sporcato le pentole per realizzarlo ma, soprattutto, è un piatto caldo che ti fa sentire un po’ a casa rispetto alla solitudine di un’insalata col tonno.


Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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