Street food, l’anima delle città

Street food, l’anima delle città

In migliaia per “Libando” il festival che celebra il valore del cibo da strada
Street food, l’anima delle città. Un viaggio itinerante, nei sapori e  nelle tradizioni del Mediterraneo

I sapori, i profumi e i colori dello street food abbracciano il Mediterraneo. Così la seconda edizione di ‘Libando, viaggiaremangiando’ diventa un viaggio itinerante nei sapori dell’Europa che si affaccia sul mare. Non solo il gusto verace dell’Italia, quindi, - quello Stivale di bontà, attraversato in lungo e largo, attraverso chioschetti di delizie alla brace, panini succulenti e dolci della tradizione - ma, ad arricchire la seconda edizione del festival che celebra il valore (oltre che il piacere) del cibo da strada, c’erano anche pietanze della tradizione greca, spagnola, argentina e marocchina.

Guai a definirlo sagra: Libando è un festival a tutto tondo, un contenitore di eventi e di linguaggi che celebrano la cultura del gusto e dello stare insieme, scottandosi le dita. L’iniziativa (che vanta il patrocinio di Regione Puglia e PugliaPromozione, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia, in collaborazione con le associazioni Streetfood e Di terra di mare e con l’impresa creativa Red Hot) riscopre le tradizioni e il gusto della convivialità attraverso il cibo di strada - biglietto da visita di intere culture - che permette di leggere la storia di un paese, i “segreti” e le ricette che molto spesso le famiglie di venditori ambulanti si tramandano di generazione in generazione.

Tanti gli eventi che, dal 17 al 19 aprile, hanno animato il villaggio gastronomico allestito nel quadrilatero del centro storico, tra Piazza Cattedrale, piazza Mercato, piazza Santa Chiara e Piazza Purgatorio. Giorni ricchi di eventi tra street art, presentazioni di libri, tavole rotonde, ospiti illustri, letture, spettacoli, mostre a tema, cooking show e, dulcis in fundo, il concerto dell’artista internazionale Richard Galliano, artista francese “cerniera” nel Mediterraneo, un luogo che diventa la chiave di lettura di tutto il festival. Curiosando (e assaporando) tra gli stand, ce n’era davvero per tutti i gusti: dal dolce, al salato, dal piccante allo speziato per un trionfo di sapori, profumi e colori che hanno richiamato nel cuore di Foggia migliaia tra giovani e famiglie; una vera e propria fiumana che ha invaso il centro storico.

Tutti in fila per assicurarsi la propria porzione di cibo da strada: tra i più gettonati, i dolci di ricotta siciliani, gli arancini, fritture di ogni genere, carne e interiora preparata in mille modi, a seconda della ricetta regionale, dagli arrosticini abruzzesi al lampredotto toscano, passano per l’accoppiata vincente torcinelli&paccanelli. Tutte specialità da gustare e leccarsi le dita, come le regole del ‘cibo da strada’ impongono.

“IL CIBO DELLE DONNE”
È la personale dell’illustratrice e viaggiatrice Daniela d’Elia, allestita nella ‘Sala Diomede’ del Museo Civico, un racconto per immagini del rapporto che l’artista ha con il cibo. Un rapporto di odio e amore, di dipendenza e di sfogo, a cui rivolgere le proprie attenzioni per distrarsi dai mali del mondo e, al tempo stesso, colmare il vuoto che la riempie. Una mostra che ha segnato un passaggio importante per Daniela d’Elia: il superamento dell’utilizzo del cibo con funzione tossica. La mostra, curata da Luisa Sabba, è il racconto di tutto questo, in chiave ironica e allegra, tra tele grandi e minime, colori forti e allegri, che parte da ritratti (e autoritratti) di donne in sovrappeso, cui fa seguito la decisione di mettersi a dieta, il prendersi gioco del cibo per ricondurlo a una funzione ludica e di piacere condiviso, giungendo infine ad un “alleggerimento” interpretato con volteggianti e sognanti ballerine.

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n. 10 / Dicembre 2017

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