Ingestione di corpi estranei in età pediatrica

Ingestione di corpi estranei in età pediatrica

È spesso un evento accidentale, da non sottovalutare
Si verifica soprattutto nella fascia tra 6 mesi e 6 anni

di Maria Nobili

L’ingestione di corpi estranei da parte di bambini si verifica soprattutto nella fascia di età compresa tra 6 mesi e 6 anni , con picco di incidenza tra 1 e 2 anni, predominanza nel sesso maschile. È spesso un evento del tutto accidentale e legato alla naturale tendenza del bambino all’esplorazione orale dell’oggetto. In altri casi si verifica in pazienti affetti da disturbi neuropsichiatrici o per malattie organiche e funzionali.

Nei ragazzi e negli adulti collaboranti, l’ingestione del CE (Corpo Estraneo) viene percepita con esattezza nel momento in cui avviene e viene riferita con precisione la natura del CE. Nei bambini e negli adulti con deficit cognitivi l’ingestione del CE può rimanere misconosciuta anche per molti giorni. Nell’80% dei casi il CE viene eliminato spontaneamente, nel 10-20% dei casi è necessaria la rimozione endoscopica, nell’1-2% dei casi vi sono condizioni eccezionali, in cui si rende necessario un approccio chirurgico. E’ il caso in cui si tratti di un CE la cui la rimozione endoscopica abbia un elevato margine di rischio/insuccesso, oppure il caso in cui ci sia una patologia di base che possa interferire con l’eliminazione spontanea dell’oggetto, o ancora casi complicati da occlusione o perforazione intestinale o fenomeni emorragici (in queste ultime evenienze l’intervento va effettuato con carattere di indifferibilità).

Nell’approcciarsi all’ingestione di CE bisogna considerare sempre la tipologia dell’oggetto ingerito tenendo conto delle dimensioni: CE di dimensioni inferiori ai 2 cm possono superare facilmente lo stomaco ed essere espulsi dall’ano; CE di dimensioni maggiori possono invece incontrare restringimenti anatomici fisiologici e arrestarsi nel loro percorso (più frequentemente sfintere esofageo superiore, terzo medio dell’esofago, sfintere esofageo inferiore, piloro); raramente la valvola ileocecale (appendice) e anche ginocchio inferiore del duodeno). La sede di impatto e di stazionamento e la natura del CE rappresentano un elemento condizionante nel timing dell’intervento. Sono considerati grandi, oggetti di dimensioni superiori a 2 cm in un bambino di età inferiore ad un anno e oggetti maggiori di 3 cm nei bambini più grandi. La natura del CE ingerito in base alla quale distinguiamo: alimenti bolo carneo, grossi semi, ossi, cartilagini, lische di pesce. Gli oggetti devono poi essere distinti in “innocui” cioè smussi (monete, perline o simili) oppure “vulneranti” appuntiti, potenzialmente contundenti, taglienti (spille, mollette, ganci, bastoncini, giocattoli vari, o tossici come disk battery, oggetti contenenti piombo, contenitori di sostanze stupefacenti, bezoari, tricobezoari (capelli), fitobezoari (fibre vegetali), magneti: in genere non pericolosi sia per forma che per dimensioni ma, se assunti in numero superiore ad uno ed in tempi diversi, possono aderire tra loro attraverso le pareti intestinali con grave rischio di perforazione di uno o più visceri.

Cosa fare se un bimbo ingerisce un CE? Radiografia dell’addome, consulenza medica e valutazione dell’oggetto ingerito, se è nello stomaco, ed è innocuo non riveste carattere d’urgenza, eseguire una dieta appropriata (pane, patate e molta acqua) e controllo radiologico a distanza per valutare la progressione del CE. Se la sede è rimasta la stessa per più di 48 ore, si procede alla rimozione endoscopica. È sempre meglio procedere all’estrazione endoscopica dove sia anche disponibile una chirurgia pediatrica che permetta di far fronte chirurgicamente a situazioni gravi ed inattese. In un’ottica di ottimale gestione del paziente pediatrico, la procedura va eseguita in anestesia in una sala endoscopica attrezzata o, meglio, in sala operatoria. Vengono utilizzati videoendoscopi di calibro standard in quanto il canale operatore deve essere di dimensioni adatte a permettere il passaggio degli accessori disponibili. La rimozione dei corpi estranei è una procedura relativamente frequente in età pediatrica, indicata in circa il 20% dei casi ed in genere scevra da complicazioni, la cui prevenzione è però della massima importanza.

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n. 10 / Dicembre 2017

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