Il Cardo mariano

Il Cardo mariano

Viene utilizzato per l’azione protettiva sul fegato
a cura del dott. Gianluca D’Alessandro

Questa bella pianta delle Composite deve l’origine del suo nome ad una leggenda in cui si narra che la  Sacra Famiglia, in fuga verso l’Egitto, inseguita dalle truppe di Erode che cercavano Gesù per ucciderlo, mentre stava per essere raggiunta dai soldati trovò riparo e rifugio proprio  fra le piante di cardo, che li protessero con le loro acuminate spine e che, per nascondere le gocce di latte cadute dal seno di Maria, si trasformarono in fusti picchiettati di macchie bianche, facendo in modo che i soldati non cercassero oltre, salvando in questo modo Maria.
Usato fin dall’Alto Medioevo, il cardo mariano entra in tutti gli erbari come rimedio per le fitte al cuore e all’addome, contro le emorragie e i crampi infantili.
Il suo regno è però quello dei disturbi epatici, grazie a un componente attivo, la silimarina, che stimola il rinnovamento dei tessuti del fegato e si dimostra efficacissima negli avvelenamenti acuti causati dai funghi velenosi.
La silimarina ha una forte attività protettiva del fegato. Protegge le cellule epatiche dal danno causato da sostanze tossiche come la falloidina del fungo Amanita falloide, l’alcol, i farmaci, gli insetticidi o gli antiparassitari. Tale principio attivo sembra in grado di stabilizzare la membrana delle cellule epatiche. Lo fa inibendo i processi di lipoperossidazione, cioè i danni provocati alle cellule del fegato dai radicali liberi.
Gli estratti di cardo mariano infatti catturano i radicali liberi impedendo loro di formare con le membrane cellulari i lipoperossidi, estremamente tossici per il fegato. Inoltre il Cardo mariano stimola la produzione di cellule epatiche nuove, probabilmente favorendo la sintesi proteica. Il Cardo mariano è anche in grado di migliorare i risultati degli esami epatici nei soggetti che hanno subito danni al fegato. Sembra inibire la produzione di leucotriene, con un effetto di prevenzione delle reazioni allergiche e infiammatorie. Si utilizza inoltre come coadiuvante in pazienti con danno al fegato causato da epatite A, B o C. Nei forti bevitori, anche in caso di cirrosi, il Cardo mariano migliora lo stato delle cellule del fegato e riduce le transaminasi. Aiuta nei problemi digestivi che dipendono dal fegato, nelle dispepsie e nei dolori intestinali, ha inoltre la capacità di rinforzare le pareti dei capillari sanguigni.
Notevoli sono i benefici dell’assunzione di cardo, sia come estratto secco a capsule sia come tintura madre. Vari problemi di salute, dalle gastriti all’acidità, da una pelle non sana all’alito cattivo possono essere generati da un fegato appesantito per cui una depurazione di quest’organo porterà giovamenti su tutta la salute dell’organismo.

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n. 10 / Dicembre 2017

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