Il corpo in evoluzione. Una risorsa

Il corpo in evoluzione. Una risorsa

Come prevenire i “disturbi della gravidanza”.  Riconoscere i cambiamenti per viverli serenamente
A cura della dottoressa Selenia Accettulli - ostretica

“La mia vita e il mio corpo cambieranno. Come?”. Sei incinta, comincia il viaggio verso la maternità e il tuo corpo si prepara ad accogliere la nuova vita. A pochissime settimane di gravidanza lavora già a pieno regime ed imparare a conoscerne i cambiamenti ti aiuterà a viverli serenamente. Quando mamma e bambino sono in salute, un’attività fisica regolare apporta numerosi benefici, che si riscontrano anche durante il parto e il puerperio. Combinata con strategie di rilassamento e respirazione, ha prima di tutto l’obiettivo di favorire la consapevolezza.

Una mamma consapevole di sé, del proprio corpo, delle sue trasformazioni, al centro della propria esperienza di maternità. In questa prospettiva il lavoro corporeo rappresenta l’occasione per ascoltarsi e ritrovare equilibrio, nel rispetto dei propri tempi naturali. Dal concepimento si verificano cambiamenti continui: si modificano il sistema cardiovascolare, la respirazione, l’assorbimento di ossigeno, il metabolismo, la produzione ormonale, l’equilibrio idrico e minerale, la zona genitale-addominale- pelvica, l’apparato motorio, la termoregolazione.

Molti di questi  sono responsabili dei cosiddetti “disturbi della gravidanza” che possono essere bilanciati da un esercizio fisico adeguato. Sentirsi bene e in forma migliora la qualità della vita e il tuo corpo pur diventando pesante rimane agile e forte. Inoltre, un corpo abituato al movimento tollera meglio il calo ormonale nel puerperio, la carenza di sonno e i cambiamenti nei ritmi della giornata. Oggi è possibile continuare a mantenersi in forma grazie alle diverse attività che vedono coinvolti mamme e bambini, come ad esempio la ginnastica e lo yoga. Il tempo che dedicherai alla tua salute sarà importante anche per quella del tuo bambino.

In gravidanza ad esempio, il sistema cardiocircolatorio deve fornire una prestazione superiore a quella normale per rifornire il feto e la placenta di ossigeno e sostanze nutritive. L’attività fisica regolare migliora il rendimento di questo sistema e il feto riceverà un maggiore apporto di sangue e ossigeno. Una carenza di movimento invece, causa (o acuisce) dolori alla schiena e squilibri posturali, ai quali si aggiungono la maggiore vascolarizzazione, le modificazioni della produzione ormonale e l’aumento di peso indotti dalla gravidanza. La ridotta capacità di sostegno e rendimento di muscoli e legamenti inoltre, è particolarmente visibile nelle zone dell’addome, del bacino e delle gambe. Ne può derivare un’eccessiva curvatura della schiena che tende a spingere in fuori l’addome nota come iperlordosi.  L’esercizio fisico contrasta questo fenomeno e contribuisce a mantenere allenato il pavimento pelvico (PV) una delle parti anatomiche più importanti specialmente durante la gravidanza e il parto. Eppure, poiché non è visibile, è facile trascurarne il ruolo. Su questa struttura, che ha la funzione di sostegno, poggiano gli organi interni, i visceri, l’intestino e l’utero.

Una muscolatura pelvica allenata è responsabile di una buona irrorazione sanguigna degli organi genitali, questo è particolarmente importante per la rigenerazione dei tessuti dopo il parto e può anche aiutare a prevenire le emorroidi. Con un aumento della tonicità e dell’elasticità del PV (grazie ad esercizi specifici), sarà più facile ottenere il rilassamento muscolare necessario durante il travaglio e si avrà una guarigione più rapida delle eventuali lesioni da parto (lacerazioni del perineo, episiotomia). Questa muscolatura è coinvolta anche nell’eccitazione sessuale. Il P.V. inoltre controlla i movimenti di apertura e chiusura di uretra, vagina e retto. Pertanto una muscolatura pelvica debole può essere la causa di dolori di schiena, incontinenza, disturbi al basso ventre e prolasso dell’utero. Insomma “prevenire è meglio che curare”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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