La vita? Un dono prezioso

La vita? Un dono prezioso

Un convegno per ripercorrere la storia. La testimonianza di impegno della dott.ssa Maria Nobili, chirurga pediatrica e presidentessa dell’AIDO Foggia
di Maria Nobili - Chirurgo Pediatrico

La nostra storia comincia nel novembre 2011 quando con il nuovo consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Foggia, si costituì la Commissione per il Volontariato.
Io fui subito entusiasta e onorata di esserne la coordinatrice, mi guardai intorno e tra tanti colleghi impegnati nel volontariato, il mio cuore mi dettò le persone da coinvolgere e soprattutto le Associazioni a cui mi sentivo più vicina per finalità.
Iniziammo così un percorso con intenti comuni, ma separato negli eventi da organizzare, con l’ADMO, l’AIL, la FASNE e l’AISM ed io con la mia associazione: l’AIDO. Gli eventi sono stati diversi per ciascuna associazione, ognuno per le proprie peculiarità: l’ADMO e l’AIL per la donazione del midollo osseo e per la lotta alle leucemie e mielomi, la FASNE per l’assistenza ai bambini prematuri, l’AISM per la lotta alle malattie neurodegenerative e l’AIDO per diffondere la cultura della donazione degli organi a scopo di trapianto terapeutico. Quest’anno, essendo giunti alla fine del mandato, abbiamo pensato di mettere in comune le nostre esperienze, ed offrire alla cittadinanza un momento di riflessione sul nostro operato, attraverso il convegno “La Vita è un dono”.
Il titolo era molto ambizioso ma ci è sembrato che racchiudesse tutto in nostro percorso: in fondo, le nostre associazioni e la nostra attività di medici ci porta a confrontarci continuamente con la malattia, la disabilità, la vita e la morte.
Molte volte siamo costretti a prendere decisioni importanti in un lasso di tempo breve che pone dei dubbi etici (ne vale la pena? Che vita è o sarà?). Poi la risposta vien fuori quasi spontanea (La vita è un dono, appunto) e ce la mettiamo tutta per far sì che sia degna di essere vissuta.
Sì, perché la vita è comunque un dono, dal momento del concepimento fino alla sua stessa fine, che può iniziare prematuramente con un basso peso alla nascita, continuare percorrendo vie tortuose, incontrare una malattia più o meno invalidante, risultare una sfida vincente o avere un epilogo doloroso. E alla fine può essere ridata ad altre persone che senza un dono non potrebbero vivere.
Il convegno è iniziato con la relazione del dott.Giuseppe Popolo della FASNE che ha parlato della sua esperienza di neonatologo che quotidianamente conduce la sua battaglia per garantire una dignitosa sopravvivenza ai neonati prematuri e la degna sepoltura ai feti abortiti. A seguire, l’intervento della dott.ssa Nella Santoro dell’ADMO che ha commosso tutti gli intervenuti presentando il filmato della storia di un malato di leucemia morto in attesa di trapianto di midollo osseo. Il dott. Michele Carella, ematologo dell’AIL, invece, ha presentato una relazione dettagliata sui pazienti affetti dalle varie forme di leucemia e della sua esperienza di trapianti di midollo, e la dott.ssa AnnaRita Papa, psicoterapeuta dell’AISM, ha approfondito il concetto di malattia, la sua accettazione e le sue sfaccettature, declamando anche i versi di una poesia inedita, scritta da un malato di Sclerosi multipla, che ringraziava per il dono della vita.
In conclusione, il mio intervento, in qualità di presidentessa AIDO. La mia relazione ha dimostrato come la vita può essere donata nuovamente con un gesto di solidarietà: la donazione degli organi dopo la morte, una vera e propria rinascita. Ho fatto una breve storia dei trapianti dimostrando che la donazione di organi, tessuti e cellule è trasversale a tutto, non conosce etnie, religioni e sesso.
Al convegno hanno partecipato anche due donatori che hanno parlato della loro esperienza di donazione, una si è conclusa con esito positivo, l’altra con esito negativo. Dalle relazioni e dal dibattito si è giunti ad un concetto comune: la vita per difficile che sia vale la pena di essere vissuta, perché mettersi in gioco e provarci è una chance che ci viene offerta.

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n. 10 / Dicembre 2017

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