Cisti e fistole sacro coccigee

Cisti e fistole sacro coccigee

Colpiti di più gli uomini, con un rapporto 3 a 1. Tra i fattori predisponenti: obesità, irsutismo e acne
di Maria Nobili - Chirurgo Pediatrico

Sinus pilonidalis o cisti sacrococcigea è una cavità pseudo- cistica sviluppatasi nel tessuto sottocutaneo della regione sacro-coccigea. I follicoli piliferi della linea mediana sono il sito di origine del processo infiammatorio. Nel 1880 fu definita “malattia pilonidale”, per il riscontro costante di peli all’interno della cisti. E’ una patologia tipica dell’adolescente (12-16 anni), anche se la massima incidenza si ha intorno ai 20-25 anni. E’ più frequente nei maschi con un rapporto di circa 3 a 1 rispetto al sesso femminile.
Le cisti si formano in regione sacrale tra lo strato adiposo sottocutaneo e la fascia muscolare. Nella quasi totalità dei casi contengono peli formati, ma possono contenere anche abbozzi dentari e tessuto tegumentario. Questo fatto, così come la possibilità che il sinus pilonidalis si riformi anche dopo essere stato completamente asportato chirurgicamente, ha fatto ipotizzare che nel meccanismo patogenetico sia determinante una azione di sfregamento dei glutei con conseguente intrappolamento dei peli. Le cisti, sottoposte a microtraumi continui come nella posizione seduta o la vicinanza con il canale anale, finiscono con l’andare incontro ad una infiammazione che comincia dalla cute, si diffonde al tessuto adiposo sottocutaneo circostante e forma un ascesso. Fattori predisponenti sono obesità, presenza di solco intergluteo profondo, irsutismo e acne.
Sintomi: variano dalla presenza di un piccolo avvallamento ad una grande tumefazione dolorosa. Spesso l’area interessata secerne del liquido che può essere chiaro (sieroso), corpuscolato (purulento) od ematico. Con l’infezione, la zona diventa arrossata, soffice al tatto, ed il materiale drenato (pus) avrà un cattivo odore. L’infezione può anche causare febbre e malessere generale. Quasi tutti i pazienti hanno un episodio di ascesso acuto che prende origine dall’infezione della cisti pilonidale. Dopo la risoluzione dell’ascesso, da solo o con terapia medica, molti pazienti sviluppano un sinus pilonidalis. Il seno è una cavità al di sotto della superficie della pelle che si collega alla superficie con uno o più piccole aperture o tragitti (fistole). Anche se alcune di queste fistole possono guarire spontaneamente, la maggior parte dei pazienti ha bisogno di un intervento per eliminarle.
Diagnosi: si effettua con la semplice visita chirurgica, la presenza di uno o più orifizi nel solco intergluteo (a volte con fuoriuscita di ciuffi di peli, associati a secrezione), la palpazione di un’area di infiltrazione sottocutanea, premendo sulla quale può aumentare la fuoriuscita di siero, pus o sangue, sono segni inequivocabili di malattia pilonidale. A completamento per stabilire l’estensione della malattia è sufficiente l’esplorazione del tramite con uno specillo (piccolo ago bottonuto).
Trattamento: dipende dalla tipologia della malattia. Un ascesso acuto è trattato con incisione della lesione e drenaggio della raccolta, il lavaggio. il curettage della cavità ed il posizionamento di uno zaffo di garza con antibiotico per ridurre l’infiammazione e il dolore. Questa procedura può essere eseguita normalmente in ambulatorio o in Day Hospital con anestesia locale. Il paziente, in questo caso, assumerà una terapia antibiotica e verrà sottoposto a medicazioni a giorni alterni fino alla guarigione che richiede 4-6 settimane. In una percentuale ridotta di casi tale trattamento può essere risolutivo. In genere, passata la fase di infiammazione acuta, il seno pilonidale cronico con i suoi tramiti fistolosi, dovrà essere asportato chirurgicamente.
Vi sono diverse possibilità chirurgiche: exeresi completa, un’incisione a losanga comprendente tutti i tramiti fistolosi, andando in profondità fino alla fascia presacrale; marsupializzazione, un’incisione longitudinale, l’apertura della cisti e la fissazione ai bordi cutanei (è una procedura poco adottata); exeresi, rimozione del sinus e guarigione mediante medicazioni quotidiane fino alla cicatrizzazione. Dopo la guarigione, la pelle nella piega delle natiche deve essere tenuta pulita e priva di peli. Questo si ottiene con la rasatura o mediante applicazione di un agente che rimuove i peli ogni due o tre settimane.

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n. 10 / Dicembre 2017

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