La SEU, questa sconosciuta

La SEU, questa sconosciuta

Focus su sindrome emolitico- uremica: cos’è e come si manifesta
L’incidenza della malattia è bassa, circa 1-2 casi su 100.000, anche se in alcune occasioni assistiamo a focolai epidemici
di Monica Mancini - Pediatra

La sindrome emolitico- uremica (SEU) è una grave condizione clinica che riconosce come fattore etiologico l’infezione da Escherichia coli. Quest’ultimo è un germe comunemente responsabile di infezioni del tratto intestinale e urinario, ma nel caso specifico trattasi di un sottogruppo produttore di una potente tossina, nota anche come enteroemorragica o verocitossina.
L’incidenza della malattia è bassa, circa 1-2 casi su 100.000; anche se in alcune occasioni assistiamo a focolai epidemici. Questo perché la trasmissione è di tipo oro-fecale, ovvero per ingestione di alimenti contaminati (latte, carne) o acque contaminate o anche per contaminazione ambientale (stalle).
Per fortuna la gran parte dei ceppi di Escherichia coli non determina l’insorgenza della SEU, ma la determinano soltanto quei ceppi i cui i microrganismi producono la tossina specifica che, veicolata a livello intestinale, viene assorbita e scatena tutti gli eventi responsabili del quadro clinico.
Generalmente la prima manifestazione clinica è rappresentata dalla comparsa di una diarrea muco-ematica associata a vomito, dolori addominali, cui fa seguito la comparsa di anemia emolitica, riduzione del numero di piastrine e sintomi urinari quali presenza di sangue e proteine nelle urine, riduzione della diuresi, edema degli arti fino ad arrivare ai sintomi più gravi, quali l’insufficienza renale e i sintomi neurologici (cefalea, convulsioni, ecc.).
Identificare tra i bambini con diarrea muco-ematica i soggetti che hanno contratto la SEU è fondamentale per intervenire tempestivamente e consentire una migliore gestione delle manifestazioni cliniche e delle complicanze. In caso di presenza di diarrea con sangue è, pertanto, essenziale contattare il proprio pediatra curante per consentire una diagnosi corretta e il trattamento tempestivo.
La diagnosi clinica si avvale di esami ematici e di esami microbiologici mirati all’ identificazione del ceppo e della tossina batterica, eseguiti di norma in ambiente ospedaliero.
Ad oggi non esiste una terapia specifica per la sindrome emolitico-uremica, ma è solo possibile una terapia di supporto che ha lo scopo di trattare i sintomi clinici e di ridurre la severità della patologia. La somministrazione di antibiotici è ritenuta di scarsa utilità clinica, per cui l’arma migliore a tutt’oggi rimane la prevenzione e la bonifica delle acque contaminate, degli ambienti e il controllo degli alimenti.

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n. 10 / Dicembre 2017

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