L’ernia ombelicale in età pediatrica

L’ernia ombelicale in età pediatrica

E’ molto frequente nell’infanzia, in particolare nei neonati prematuri o di basso peso
Il rigonfiamento va gestito dai genitori con semplici manovre. Diversamente, sarà necessaria una valutazione chirurgica

L’ernia ombelicale è una protrusione (fuoriuscita) di una piccola porzione di anse intestinali o omento (grasso di protezione dell’intestino), attraverso una breccia tra i muscoli addominali, dovuta all’incompleta chiusura dell’anello ombelicale. E’ un’ernia molto frequente nell’infanzia, in particolare nei neonati prematuri o di basso peso, nei bambini con una debolezza della parete addominale e nei bambini afro-americani.
Nei neonati, l’ernia ombelicale si manifesta a seguito della caduta del cordone ombelicale e si presenta come una tumefazione (rigonfiamento) in corrispondenza dell’ombelico, di consistenza elastica e di dimensioni variabili (da 1 cm a 5 cm), che tende a rientrare con la semplice pressione di un dito, mentre tende a diventare più evidente nelle situazioni che causano un aumento della pressione intra-addominale (pianto, colpi di tosse, sforzi, stitichezza).
Nella maggioranza dei casi l’ernia ombelicale è asintomatica e tende a risolversi spontaneamente entro i 12-18 mesi di vita, senza ricorrere a terapie mediche o all’uso di dispositivi di contenimento (cerotti, fasce elastiche, cinti erniari, monete, bottoni). Importante è fare evacuare il bimbo se stitico, per favorire una più rapida chiusura.
Sebbene la presenza di un’ernia ombelicale in un neonato sia causa di ansia e preoccupazione nei genitori, è importante ricordare che la suddetta ernia raramente va incontro a complicanze, quali intasamento o strozzamento. Il rigonfiamento va gestito dai genitori con semplici manovre di riduzione nella cavità addominale, che è molto semplice, non dolorosa, alla stregua di un massaggio, ed è sufficiente a tranquillizzare il bambino. Nella situazione, in cui la tumefazione appare di consistenza dura, dolente e non riducibile, è sempre necessaria una valutazione chirurgica per l’immediato trattamento, che solo in una piccolissima percentuale di casi, sarà un’urgenza chirurgica.
Certamente, è opportuno sottoporre il bambino a periodiche visite pediatriche e chirurgiche per valutare l’evoluzione dell’ernia e l’appropriato trattamento. La diagnosi è molto facile e non necessità di particolari indagini. In considerazione del decorso benigno, l’intervento chirurgico è indicato in caso di una mancata risoluzione spontanea dell’ernia ombelicale, ma solo verso i 5 anni di età, oppure nei casi in cui l’ernia diventi sintomatica (dolore,aumento della stitichezza, episodi di intasamento) o tenda ad aumentare progressivamente di volume.
La procedura chirurgica consiste nella riduzione del contenuto erniario nella cavità addominale e nella chiusura del difetto senza l’utilizzo di protesi, con una piccola incisione periombelicale e una sutura estetica.
L’intervento viene eseguito in anestesia generale. Il bambino si rialimenta già in serata, la dimissione avviene il giorno successivo all’intervento o nel secondo giorno nelle ernie particolarmente voluminose. I bambini possono riprendere l’attività scolastica dopo 7-8 giorni, mentre possono riprendere l’attività sportiva a 4 settimane dall’intervento.

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n. 10 / Dicembre 2017

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