Convulsioni, quando la febbre fa paura

Convulsioni, quando la febbre fa paura

E’ un evento dell’infanzia che insorge abitualmente tra i 3 mesi e i 5 anni
E’ una delle manifestazioni che terrorizza maggiormente i genitori Una sola condizione deve essere temuta ed esclusa: la meningite
della pediatra Monica Mancini

Le convulsioni febbrili sono il disturbo neurologico più frequente in età pediatrica. E’ un evento dell’infanzia che insorge abitualmente tra i 3 mesi e i 5 anni accompagnato da febbre senza segni di interessamento del sistema nervoso e di cui non è nota la causa scatenante.
Molti studiosi ritengono che in alcuni soggetti vi sia un’aumentata sensibilità alla febbre, ovvero, un aumento dell’eccitabilità neuronale durante il periodo della maturazione cerebrale. Generalmente hanno una buona prognosi, non determinano danno cerebrale o delle capacità intellettive, recidivano solo nel 30% dei casi e il rischio di sviluppare un’epilessia è molto raro circa 2-4%.
La maggior parte delle crisi dura pochi minuti. Le crisi convulsive sono definite semplici quando durano meno di 10 minuti, non si ripetono nelle 24 ore e non hanno segni di localizzazione. Le crisi convulsive complesse invece durano più di 10 minuti, iniziano con segni focali che si mantengono durante la crisi convulsiva. La maggior parte dei bambini con convulsione febbrile non avrà successivamente un altro episodio, ma un 1/3 di essi avrà almeno un altro episodio.
Il rischio di ricorrenza è legato ad alcuni fattori di rischio, quali l’età inferiore a 18 mesi, la familiarità, la temperatura corporea relativamente bassa al primo episodio convulsivo, breve intervallo fra l’insorgenza della febbre e la convulsione e più episodi convulsivi nell’ambito dello stesso episodio febbrile. La maggior parte delle convulsioni febbrili è già terminata quando il bambino arriva in ospedale ed è seguita dalla così detta fase post critica in cui il piccolo risulta sonnolento. Se invece la crisi è ancora in atto, va interrotta immediatamente con gli idonei presidi farmacologici. E’ certamente un evento che terrorizza i genitori per le caratteristiche di presentazione e per la paura della morte che genera e che va affrontata. Ma ben più importante è determinare la causa della febbre. Una sola condizione deve essere temuta ed esclusa, la meningite.La puntura lombare, esame cardine per escludere tale condizione, diventa necessaria quando ci sono determinate condizioni: sintomi meningei, crisi prolungate, deficit focale.
È molto importante informare e istruire adeguatamente con informazioni scritte e orali la famiglia su come comportarsi in caso di febbre e in caso di crisi convulsiva e rassicurarli sul fatto che non vi è evidenza che si possa morire per una convulsione febbrile.

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n. 10 / Dicembre 2017

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