Ad ognuno il suo… sport!

Ad ognuno il suo… sport!

L’importanza dell’attività fisica, sin da piccolissimi
In base all’età, favorisce lo sviluppo fisico, emotivo e sociale

Crescere ed educare un figlio, al giorno d’oggi, è particolarmente difficile. Ci sono tante cose di cui occuparsi, ma ce n’è una, in particolare, che dovrebbe essere alla base della vita del piccolo. Una certezza da cui partire: l’attività fisica. Si tratta di un elemento talmente scontato che spesso viene sottovalutato o messo da parte o posticipato a data indefinita. Ed è un grave errore. Praticare sport, di qualsiasi tipo esso sia, aiuta il bambino in mille modi.Sono moltissimi i benefici che ne derivano, da un punto di vista fisico, emotivo e sociale. Sia che si giochi a calcio, a pallavolo, a basket o si pratichi danza, karate, equitazione o nuoto, la prima cosa fondamentale che si apprende è la disciplina. In alcuni casi più che in altri, come ad esempio accade per il karate e la danza classica. Si coltiva la costanza e la determinazione. Ci si pone il raggiungimento di un obiettivo che talvolta coincide con la competizione agonistica e si fa il possibile per raggiungerlo.

Per gli sport di squadra, come il calcio o la pallavolo, è importantissimo far gruppo e condividere, perché dando una mano all’altro ci si aiuta e si raggiungono le mete comuni. In questi sport c’è un forte spirito di aggregazione. Si diventa amici e a volte fratelli. Si trascorre insieme molto tempo: sia quello in campo che al di fuori. Quando si è molto piccoli tutto questo è utile per comprendere il senso della condivisione. Lo sport è un elemento fondamentale per il sano sviluppo dei bambini, per la salute e per gli insegnamenti di vita. Per tale motivo le Nazioni Unite lo hanno inserito tra i diritti fondamentali. Avvicinarsi allo sport vuol dire allontanarsi dalle situazioni pericolose che strada facendo si potrebbero incontrare.

Da un punto di vista fisico si irrobustisce l’organismo prevenendo le malattie, e si allontana il rischio obesità. Favorisce il corretto sviluppo delle ossa. È importantissimo anche sul piano psicologico perché combatte la depressione, aiuta ad adattarsi in vari ambienti, favorisce le nuove esperienze, aumenta l’autostima e, ovviamente, consente di divertirsi e di imparare. Nel caso in cui il bambino decida di competere a livello agonistico è importante che accetti la sconfitta ed impari a rimettersi in gioco. Così come, nel caso contrario, dovrà imparare a gestire la vittoria.

Per iniziare il bambino all’attività motoria è importante che sia lui a sceglierla. Non deve essere imposta dai genitori in alcun modo. Deve essere divertente, svolgersi all’aria aperta e deve permettere lo sviluppo complessivo delle capacità motorie del bambino. Il tutto va contestualizzato con l’età del bambino. Se è al di sotto dei due anni i genitori dovrebbero proporre dei momenti di gioco istruttivi e poco strutturati da svolgersi all’aria aperta. L’ideale sono le passeggiate e i giochi al parco. I bambini fino ai 6 anni dovrebbero partecipare ad attività che siano innanzitutto divertenti e semplici, con poche regole come correre, nuotare, giocare a palla.

Tra i 6 e i 9 anni possono cominciare a praticare sport organizzati allo scopo di svagarsi e non finalizzati alla competizione. All’età di 10 anni si possono spiegare tattiche e strategie attraverso sport complessi e che mirino allo sviluppo della massa muscolare. In tutto ciò si deve garantire una continuità al piccolo e per farlo bisogna proporre sport interessanti e in compagnia di amici. Tra i vari tipi di sport il nuoto è il più consigliato dai pediatri, perché favorisce la crescita armonica del corpo con l’impiego di tutti i muscoli. Si può praticare da piccolissimi ed essendo un’attività aerobica migliora l’ossigenazione e la resistenza fisica. Praticare sport ha solo conseguenze positive, senza controindicazioni e, soprattutto, è la cura per prevenire molte malattie.
Carmen La Gatta

n. 10 / Dicembre 2017

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