Scarlattina, cosa c’è da sapere

Scarlattina, cosa c’è da sapere

Importante l’esecuzione del tampone faringeo. La fascia di età più colpita è tra i 5 e i 15 anni, quella scolare
La malattia si trasmette attraverso la saliva, starnuti e tosse
di Monica Mancini - pediatra

La scarlattina è una malattia esantematica acuta determinata da Streptococcus pyogenes ed in maniera più specifica dalle tossine prodotte da questo batterio. Questo microrganismo si annida nel nasofaringe, può essere riscontrato a tale livello anche in soggetti asintomatici, definiti per tale motivo portatori sani, ma è anche il responsabile di infezioni per lo più al faringe, ma anche a livello cutaneo e polmonare. La scarlattina è una patologia molto contagiosa che si trasmette attraverso la saliva o le goccioline emesse con gli starnuti e la tosse.

La fascia di età colpita è tra i 5 e i 15 anni ovvero quella scolare, con un picco tra i 4 e gli 8 anni. Il periodo di incubazione può variare tra i 2 e i 5 giorni. Il soggetto colpito dalla patologia resta contagioso fino a circa 48 ore dopo l’inizio della terapia antibiotica. I sintomi sono rappresentati da dolore a livello del faringe, febbre, cefalea, malessere generale, dolori muscolari, a volte vomito. Il rash cutaneo si sviluppa in meno del 10% dei casi e solitamente dopo 1-2 giorni di febbre tipicamente inizia a livello della zona genitale per poi estendersi al tronco. Ha un colore rosso accesso ed è costituito da lesioni maculo-papulari confluenti. L’esantema interessa anche il viso che assume l’aspetto a faccia schiaffeggiata o “maschera di Filatov” .

Il faringe appare iperemico, con essudato purulento, possono presentarsi micropetecchie e in sede laterocervicale compaiono linfoadenomegalie legate all’infezione. La lingua è detta “a fragola” perché è ricoperta da una patina bianca con dei rilievi rossi rappresentati dalle papille gustative iperemiche. Naturalmente è fondamentale fare la diagnosi che nella forma con rash cutaneo è semplice e implica il trattamento antibiotico. Il problema insorge nei casi dubbi: in questi casi dirimente è l’esecuzione del tampone faringeo, effettuabile con test rapidi in alcuni studi pediatrici di base e, con metodiche colturali, presso laboratori dei presidi ospedalieri o altri laboratori, sempre su indicazione del pediatra curante. Il tampone faringeo è un test di facile esecuzione con un’alta sensibilità (circa il 90% per i metodi colturali, il 70-90% per i test rapidi) e alta specificità che raggiunge quasi il 100%. Fondamentale è riconoscere e trattare tale patologia, soprattutto per scongiurare alcune complicanze tardive della stessa, tra cui la malattia reumatica e la glomerulonefrite post-streptococcica.

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n. 10 / Dicembre 2017

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