Dolori addominali ricorrenti

Dolori addominali ricorrenti

Una patologia a metà strada tra pediatra e chirurgo pediatra
Le infezioni gastrointestinali possono favorirne l’esordio
di Maria Nobili - Chirurgo Pediatrico

La patologia a carico dell’apparato gastroenterico è molto frequente in età pediatrica e si manifesta con una serie di condizioni caratterizzate da una variabilità di sintomi che comprendono il vomito, il rigurgito, il dolore addominale, la diarrea e la stipsi. Una condizione molto frequente è costituita dai dolori addominali ricorrenti (DAR) termine che non rappresenta una diagnosi ma semplicemente una definizione. È stata evidenziata in bambini che soffrono di DAR funzionali la presenza di iperalgesia viscerale e di un particolare tipo di onde peristaltiche del tubo gastro-enterico associate a dolore, definite come stimoli motori migranti.

Infezioni gastrointestinali possono favorire l’esordio del problema che poi riceve rinforzo dall’ambiente e dallo stress. Il dolore addominale funzionale non è quasi mai periombelicale, è episodico, non in concomitanza con i pasti e raramente è causa di risveglio notturno. L’esame obiettivo è negativo e la crescita nella norma. Spesso questi bambini hanno un ottimo rendimento scolastico, sono impegnati in molteplici attività scolastiche ed extrascolastiche o in alternativa sono presenti problematiche familiari importanti che spesso sono sotto-stimate dai genitori.

L’approccio clinico si basa su un’accurata anamnesi e su un attento esame obiettivo. Vanno esclusi, anche rivolgendo domande specifiche ai familiari, i segnali di allarme (dolori periombelicali, dimagramento, infezioni intestinali, febbre, diarrea, perdita di sangue con le feci, vomito persistente, stitichezza ostinata), che quando presenti, impongono indagini più approfondite. In assenza di questi segnali e con un esame obiettivo ed una crescita nella norma, sono sufficienti per una diagnosi di DAR funzionali esami minimi quali emocromo, indici di flogosi, esame urine, urinocoltura, screening sierologico della celiachia. L’ecografia addome va riservata solo ai casi in cui esiste un sospetto diagnostico di patologia a carico dell’apparato genito-urinario (cisti ovariche o malformazioni renali, calcoli) o delle vie biliari. Nel sospetto di una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI), l’esame ecografico serve per valutare lo spessore delle anse intestinali. Se le caratteristiche del dolore suggeriscono la presenza di un’ulcera peptica è necessario ricorrere ad esami endoscopici. Quando il dolore si localizza a livello epigastrico associato a sintomi dispeptici nel bambino, ma soprattutto nell’adolescente deve essere esclusa una gastrite associata ad infezione da Helicobacter pylori con o senza ulcera duodenale, una malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE), un esofagite eosinofila.

Importante è escludere anche in età pediatrica l’uso eccessivo di farmaci anti-infiammatori non steroidei (paracetamolo, ibuprofene, ketoprofene). Un breve ciclo di terapia anti-secretiva (antagonisti H2 o inibitori di pompa protonica), può essere di aiuto. Se i DAR si associano a scariche diarroiche che risolvono il dolore, presenza di meteorismo, distensione addominale, sensazione di evacuazione incompleta, alternanza di diarrea e stipsi, con esame obiettivo e crescita nella norma, esami di laboratorio normali, il bambino presenta una sindrome dell’intestino irritabile. Deve essere verificato se esiste un consumo eccessivo di bevande zuccherate e si cura con i probiotici (fermenti lattici). Una particolare condizione che si verifica nella fascia di età fra i 6 e i 36 mesi è la diarrea cronica aspecifica: colpisce soprattutto i maschi si tratta di una diarrea acquosa con presenza di elementi indigeriti. In genere non sono evitabili, considerata la preoccupazione familiare, indagini di primo livello con esami colturali e parassitologici delle feci e lo screening sierologico della celiachia.

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n. 10 / Dicembre 2017

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