Videosorveglianza nelle scuole

Videosorveglianza nelle scuole

Va contemperata con il rispetto della privacy. In caso si tratti di una scuola privata occorre il consenso di tutti gli interessati
di Palma Rubano


In materia di utilizzo della videosorveglianza negli asili nido privato si è interpellato il Garante della Privacy che con una recente pronuncia ha dettato le linee guida precisando che l’utilizzo della videosorveglianza nelle scuole deve necessariamente contemperarsi con il rispetto della privacy.
In particolare rileva che la videosorveglianza è tuttora vista nell’ottica del Garante come un strumento particolarmente invasivo e da utilizzare con l’ausilio di una serie di accorgimenti tali da limitare il più possibile l’intrusione nella vita privata degli interessati.
L’unica ipotesi di videosorveglianza scolastica espressamente ritenuta lecita dal Garante senza necessità di ulteriori verifiche riguarda la finalità di tutela dell’edificio scolastico e dei beni scolastici da atti vandalici, purché le riprese riguardino le sole aree interessate e vengano attivate negli orari di chiusura degli istituti; per detta finalità, viene pertanto esclusa la possibilità di attivare le riprese “in coincidenza con lo svolgimento di eventuali attività extrascolastiche che si svolgono all’interno della scuola” e, quindi, in coincidenza con gli orari delle lezioni.
Anche nella ipotesi di telecamere installate per motivi di antivandalismo dovranno comunque essere rispettate tutte le altre condizioni previste dalla legge e dal Provvedimento a carattere generale del Garante, tra cui l’informativa, l’adozione di misure di sicurezza, la limitazione della eventuale conservazione dei dati.
Occorre pertanto chiedersi se vi possano essere margini per l’utilizzo di videocamere per la tutela dei bambini e dei ragazzi.
Un primo problema preliminare da risolvere è quello del rispetto della normativa posta a tutela del controllo a distanza dei lavoratori, di cui all’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.
La norma contempla due distinte fattispecie: il primo comma sancisce un divieto assoluto dell’utilizzo di apparecchiature finalizzate al mero controllo dell’attività lavorativa, sul presupposto che la vigilanza sul lavoro, ancorché necessaria all’organizzazione produttiva, vada mantenuta in una dimensione “umana”, non esasperata dall’uso di tecnologie che possano violare la riservatezza e l’autonomia nello svolgimento del lavoro; il secondo comma permette al datore di lavoro di installare e utilizzare quegli impianti che, anche se idonei a controllare a distanza i lavoratori, siano tuttavia diretti a soddisfare esigenze organizzative, produttive o di sicurezza, a condizione che per l’installazione dei detti impianti vi sia un preventivo accordo con le rappresentanze sindacali oppure vi sia un’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro.
Pertanto, può ritenersi che allo stato attuale non appare, dunque, lecita l’installazione di telecamere nelle aree didattiche.
Va però differenziata l’ipotesi in cui si tratti di scuola pubblica rispetto a quella di scuola privata.
Qualora si tratti di scuola pubblica, non sarà necessario il consenso degli interessati, ma l’ente potrà trattare i dati solo nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali, come previsto dagli artt. 18-22 del d.lgs. 196/03. In tale ipotesi la liceità del trattamento dipenderà da come vengono inquadrate le funzioni istituzionali di una scuola pubblica: se tra queste possono essere fatte rientrare anche quelle della protezione dei minori e più in generale dei suoi studenti allora, effettivamente, il consenso di tutti gli interessati non sarebbe necessario.
Qualora si tratti di scuola privata, occorrerà invece il consenso di tutti gli interessati per potere mettere in funzione il sistema di videosorveglianza. Tale necessità potrebbe causare problemi tecnici non indifferenti, perché è praticamente impossibile che il sistema possa automaticamente riprendere alcuni bambini e non altri, a meno di immaginare la formazione di classi con bambini sottoposti a videosorveglianza e di classi prive di telecamere.

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n. 7 / Settembre 2014

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