Schiamazzi sotto casa

Schiamazzi sotto casa

Disturbo della quiete pubblica e disagio urbano. Gli strumenti di intervento ad opera dei cittadini
dell'avv. Palma Rubano

Contrastare il disturbo alla quiete e il disagio urbano significa rilevarne la qualità e quantità e disporre di strumenti giuridici per agire direttamente o indirettamente sui responsabili, al fine di poter ricercare una civile convivenza.
In materia di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, i rumori e gli schiamazzi vietati possono essere penalmente sanzionati quando incidono sulla quiete pubblica. Nello specifico la pubblica quieta implica l’assenza di cause di disturbo per la collettività con l’ovvia conseguenza che l’evento di disturbo potrà essere considerato tale solo se percepito da un numero indeterminato di persone.
Se il rumore molesto viene percepito invece da un numero limitato di persone il fatto potrà costituire un illecito civile sprovvisto di qualsivoglia rilevanza penale.
Ove gli schiamazzi notturni siano generati dagli avventori di un’attività commerciale che arrechino agli abitanti del posto un disagio tale da assurgere a una forma di vero e proprio inquinamento acustico con danno alla salute delle persone, potrebbe sollecitarsi l’intervento del Sindaco al quale potrà richiedersi, con la presentazione di un esposto sottoscritto dai soggetti interessati, di adottare un’ordinanza di necessità. In siffatta situazione, qualora, cioè, si raggiunga tale stato di emergenza, deve riconoscersi al Sindaco il potere di intervenire con i mezzi eccezionali che l’ordinamento pone a sua disposizione con l’art. 38, comma 2 bis introdotto dall’art 11 della legge 3.8.1999, n. 265 (oggi trasfuso dell’art. 54 del D.Lgs. 18.8.2000, n. 267), che lo facoltizza “a modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici” per fronteggiare l’inquinamento acustico. Inoltre, in tali ipotesi l’esistenza della situazione di emergenza potrebbe essere fatta accertare dai vigili urbani.
Nell’ipotesi in cui gli schiamazzi o i rumori molesti notturni provengano da soggetti soliti ad intrattenersi sulla pubblica via, ove si verifichino i presupposti di cui all’art. 659 c.p., potrebbe, ad opera di tutti gli abitanti della zona, denunciarsi la violazione della quiete pubblica con l’esatta individuazione degli eventi che disturbano la quiete pubblica.
Deve, però nello specifico trattarsi di situazioni che siano di fatto concretamente idonee a disturbare il riposo e le occupazioni di una pluralità indeterminata di persone in quanto anche in tale ipotesi è applicabile il principio pacifico secondo cui la condotta produttiva di rumori, censurati come fonte di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, per essere penalmente rilevante, deve incidere sulla tranquillità pubblica, in quanto l’interesse tutelato dal legislatore è la pubblica quiete e che quindi i rumori devono avere una tale diffusívità che l’evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone. Occorrerebbe, inoltre che il disturbo e la situazione di insicurezza urbana vengano accertati dalle competenti autorità quali per l’appunto anche gli agenti di polizia municipale che potrebbero essere sollecitati, insieme a polizia e carabinieri, ad intervenire sul posto per far rilevare la presenza dei rumori molesti.

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n. 10 / Dicembre 2017

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