Abbandono del genitore incapace: e i figli?

Abbandono del genitore incapace: e i figli?

È uno dei delitti che interessa più diffusamente gli anziani
Ogni abbandono può comportare un pericolo, che è da solo sufficiente a far scattare il reato
di  Valentina Dinisi

Per il figlio che non aiuta il genitore che si trovi in difficoltà, scatta il reato di abbandono di persone incapaci. E a dirlo è la norma del codice penale all’articolo 591 per cui l’“abbandono” è integrato “da qualunque azione od omissione contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia) che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del soggetto passivo”.
Anche la giurisprudenza è concorde nel ritenere l’esistenza di questo reato in situazioni del genere.
Ed infatti, recentemente il Tribunale di Firenze ha condannato un uomo per essersi disinteressato totalmente della propria madre, affetta da psicosi cronica con deficit cognitivo e lasciata a vivere isolata e in stato di degrado, sia morale che materiale.
Il reato di abbandono di persone incapaci previsto dall’articolo 591 del codice penale è uno dei delitti contro la vita e l’incolumità individuale che interessa più diffusamente gli anziani, soprattutto se malati e non autosufficienti. Per la sussistenza di questo delitto non è necessario che si verifichi un danno, ma basta che, in conseguenza dell’abbandono, si verifichi un pericolo per la incolumità personale del soggetto incapace che viene abbandonato da chi ne ha la custodia o ne debba avere cura.
Il delitto è certamente integrato allorquando un soggetto tenga condotte contrarie all’obbligo giuridico di cura che grava sullo stesso e si verifichi un pericolo per la persona trascurata. E a poco può valere il tentativo difensivo di sottolineare che sullo stesso figlio non gravi l’obbligo di assistenza solo perché il genitore non è affidato “giuridicamente” alla sua custodia.
Il figlio, infatti, riveste sempre una posizione di garanzia nei confronti del genitore.
Si tratta, oltre che di un dovere morale di cura, di un dovere giuridico, che trova le sue fonti non solo nel codice penale, ma anche nella Costituzione italiana alla cui base vi è il riconoscimento della famiglia come società naturale, ove si svolge la personalità dei singoli e l’adempimento dei doveri di solidarietà sociale. Anche dal punto di vista civilistico è possibile rinvenire quelle regole che impongono il dovere di rispetto dei figli verso i genitori, che diventa concretamente stringente in caso di stato di bisogno ed incapacità del genitore a provvedere al proprio mantenimento.
Ma torniamo al reato.
La norma di cui all’articolo 591 codice penale tutela il valore etico-sociale della sicurezza della persona fisica in caso di determinate situazioni di pericolo. Ad ogni situazione che richiede una protezione, si esige che il soggetto garante si attivi, in quanto ogni abbandono può comportare un pericolo, che è da solo sufficiente a far scattare il reato.
Lasciare il padre anziano da solo può costituire, dunque, un’ipotesi di abbandono di persone incapaci penalmente sanzionata.
Il delitto di cui all’articolo 591 del codice penale è perfettamente integrato allorquando un soggetto tenga condotte contrarie all’obbligo giuridico di cura su di lui gravante e si verifichi un pericolo per il soggetto trascurato.
Autore del reato in questione è la persona che riveste una posizione di garanzia, come nel caso di un figlio nei confronti del genitore anziano e, in forza di questa relazione ha il dovere di non abbandonarlo. Se lo abbandona, con la coscienza e consapevolezza di lasciarlo in una situazione di pericolo, è penalmente responsabile.

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n. 10 / Dicembre 2017

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