Saldi guida al consumatore

Saldi guida al consumatore

Saldi: tutti hanno diritto di poter fare acquisti a prezzi più convenienti e tale diritto è adeguatamente tutelato dalla legislazione statale e regionale contro il rischio di eventuali frodi o abusi. Le vendite di fine stagione o a saldo possono essere effettuate soltanto in determinati periodi dell’anno e di durata limitata prestabiliti dalle Regioni: in Puglia sono iniziate a partire dal 3 gennaio 2016. Esse però non possono svolgersi arbitrariamente: i negozianti sono tenuti infatti a rispettare le precise regole contenute nel D. Lgs. n. 114/ 1998 e nel Codice del Consumo contenente particolari garanzie in favore dei consumatori.

Prima di conoscere quali sono tali regole occorre prestare attenzione alla natura dei prodotti su cui ci si aspetta uno sconto sul prezzo di acquisto: i saldi non riguardano tutti i prodotti destinati alla vendita ma soltanto i prodotti “di carattere stagionale o di moda suscettibili di un notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo”. Non deve pertanto stupire la presenza, tra gli scaffali del negozio preferito, di merce esclusa dai saldi sulla quale il prezzo di vendita non subisce alcuna decurtazione. Le merci offerte a prezzo di saldo devono essere però separate in modo chiaro ed inequivocabile da quelle che siano contemporaneamente poste in vendita alle condizioni normali. Le vendite a saldo non sono altresì obbligatorie per i negozianti ma quelli che decidono di praticarle devono darne comunicazione al Comune ove è ubicata la loro attività commerciale almeno cinque giorni prima di darvi inizio.

La legge regionale n. 27/2000 della regione Puglia ha precisato che oggetto di saldo possono essere generi di vestiario e abbigliamento in genere, gli accessori dell’abbigliamento e la biancheria intima, le calzature, le pelletterie, gli articoli di valigeria e da viaggio, gli articoli sportivi, gli articoli di elettronica. I prodotti in saldo sono caratterizzati dallo sconto applicato dal rivenditore sul prezzo normale di vendita. Lo sconto applicato deve essere espresso in percentuale su ogni prodotto di cui deve necessariamente essere indicato anche il prezzo originario: il negoziante non potrà chiedere un prezzo diverso da quello dichiarato con lo sconto. Le modalità di pagamento cui l’acquirente può giovarsi devono essere le stesse di quelle normalmente praticate dal negoziante.

Se il negoziante è obbligato alla chiarezza ed alla precisione nell’indicazione dei prezzi al fine di esternare l’entità del risparmio garantito al potenziale acquirente è bene fare attenzione al fatto che lo stesso negoziante non è tenuto al cambio del prodotto venduto a meno che detto prodotto non sia affetto da vizi o difetti non conoscibili dall’acquirente al momento dell’acquisto. Nelle vendite in saldo infatti il risparmio ottenuto sul prezzo normale di vendita non è connesso alla vendita di un prodotto difettoso: in tal caso, ma solo entro due anni dall’acquisto e su presentazione dello scontrino, il negoziante è obbligato a sostituire il prodotto difettoso ovvero a ripararlo senza ulteriori spese a carico dell’acquirente a scelta dell’acquirente stesso. Se la riparazione e la sostituzione del prodotto acquistato sono impossibili o eccessivamente onerose per il venditore ovvero proprio il venditore non vi ha provveduto entro un congruo termine l’acquirente può scegliere di tenere il prodotto difettoso richiedendo una ulteriore riduzione del prezzo di vendita o addirittura può rifiutare il prodotto difettoso esigendo l’integrale restituzione del prezzo già pagato per l’acquisto.

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n. 10 / Dicembre 2017

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