Usura bancaria: nella ‘trappola’ degli interessi

Usura bancaria: nella ‘trappola’ degli interessi

Una disamina del fenomeno con l’avvocato Elda Panniello
Tra le vittime, sia privati che imprese: come difendersi e tutelarsi

Rivolgersi ad una banca o ad un istituto di credito autorizzato non è sempre sinonimo di garanzia e sicurezza per chi ha necessità di accedere ad un credito più o meno importante. Anche le banche, infatti, possono incorrere in reati quali l’usura bancaria, oppure illeciti quali commissioni troppo elevate o variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali. Tutto questo approfittando della buona fede di clienti interessati più all’importo della rata del mutuo o prestito, che al tasso di interesse applicato. Un fenomeno in crescita, al quale prestare massima attenzione e in merito al quale la Legge offre maggiori strumenti di tutela. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Elda Panniello, dell’omonimo studio legale.

Avvocato Panniello, facciamo un po’ chiarezza: cos’è il reato di usura bancaria?
L’usura è un reato che può essere commesso da chi concede somme di denaro in prestito o a titolo di finanziamento a tassi di interesse decisamente superiori rispetto a quelli consentiti dalla legge. Tale comportamento è punito con la pena della reclusione da due a dieci anni e con una multa fino a 30.000 euro. Non si può poi escludere, inoltre, che le stesse banche o le società finanziarie possano richiedere ai propri clienti la restituzione di interessi superiori a quelli consentiti dalla legge e in questo caso le pene sono aumentate da un terzo alla metà.

Quali sono le potenziali vittime?
Sia i privati che le imprese possono essere vittime inconsce: il fenomeno dell’usura bancaria, infatti, si verifica nel momento in cui le banche o le società finanziarie pretendono la restituzione di interessi superiori al tasso soglia consentito dalla legge per effetto della conclusione di un contratto di apertura di credito in conto corrente, di un mutuo, di un leasing o di qualsiasi altro contratto di finanziamento che prevede la remunerazione degli interessi. Per questo, bisogna fare attenzione a quanti si propongono di offrire denaro a condizioni vantaggiose e senza troppe formalità, chiedono denaro per portare avanti una pratica di finanziamento, oppure offrono denaro, ma chiedono a garanzia del credito assegni o cambiali in bianco o con importi maggiorati, contratti preliminari o scritture private o procure di vendita, atti di riconoscimento del debito, cessioni di quote di azienda, polizze assicurative sulla vita.

Cosa possono fare i cittadini o i consumatori vittime di usura bancaria?
A mio parere, per l’accertamento dell’usura bancaria occorre una perizia a regola d’arte che non può limitarsi al mero calcolo del tasso globale [t(a)eg] risultante dalla documentazione contabile, ma dovrà partire dall’esame dei rapporti giuridici (contratti) esistenti tra le parti, tenendo conto della eventuale nullità di clausole relative al calcolo degli interessi. Il perito, come primo atto dell’accertamento di usurarietà di un tasso, dovrebbe pertanto verificare l’esistenza delle clausole del contratto (di finanziamento) che potrebbero provocare l’usura, cioè un tasso annuo (effettivo e globale) superiore al tasso soglia (usura oggettiva) o sproporzionato (usura soggettiva).

Che tutela offre la legge ai cittadini?
Negli ultimi tempi si sta affermando il principio secondo il quale il contratto usurario è un contratto nullo per illiceità. La nullità è tuttavia parziale perché riguarda solo le singole clausole del contratto colpite da illiceità, che vengono sostituite di diritto con le disposizioni corrette che riconducono il calcolo degli interessi entro i limiti del tasso soglia. Se il cliente ha effettuato il pagamento di interessi usurari è possibile quindi agire in giudizio contro la banca per ottenere la restituzione delle somme ingiustamente pagate. Il cliente può ottenere anche il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale se ha subito dei danni materiali o morali alla propria persona o all’impresa.

STUDIO LEGALE Avv. ELDA PANNIELLO

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n. 10 / Dicembre 2017

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