Vacanze: un sogno, non un incubo!

Vacanze: un sogno, non un incubo!

Evitare delusioni o vere truffe: cosa c’è da sapere
Il turista non è privo di tutela: ecco come difendersi
di  Daniela Murano - Avvocato

È in arrivo il tanto atteso periodo estivo per cui tantissimi pensano al modo in cui trascorrere le meritate giornate di ferie. Sempre molto diffusa è l’abitudine di rivolgersi ad un’agenzia di viaggi che propone in vendita i cosiddetti pacchetti turistici all inclusive a fronte di un prezzo dalla stessa prestabilito. Si tratta di contratti di viaggio turistico in cui, a fronte del pagamento del prezzo, l’agenzia è tenuta non solo ad assicurare il trasporto ed il soggiorno del turista nella località prescelta ma anche ad organizzare tutta una serie di servizi funzionali al viaggio.

E se qualcosa non va come dovrebbe? Sono emersi diversi casi in cuil’agognata vacanza si è trasformata in un vero e proprio incubo: la qualità delle strutture alberghiere e dei servizi promessi non era affatto quella concordata.
Ad esempio, una volta arrivati nel luogo di vacanza i turisti hanno dovuto sopportare lunghe attese prima di ricevere le camere oppure fare i conti con cattive condizioni igieniche oppure verificare personalmente di essere giunti in una struttura di fatto obsoleta in cui le migliorie apportate come aria condizionata e piscina idromassaggio erano di fatto non funzionanti o non praticabili. In casi come questi il turista non è privo di tutela: già da qualche anno infatti, con il D. Lgs. n. 79/2011 o codice del turismo, è stabilito che con il contratto avente ad oggetto un pacchetto turistico l’organizzatore assume specifici obblighi contrattuali. Ciò significa che nel caso in cui i servizi pattuiti non siano stati correttamente eseguiti il turista ha diritto al risarcimento del danno subito e pertanto alla restituzione del prezzo pagato.

L’organizzatore può sottrarsi alla restituzione del prezzo soltanto dimostrando di aver svolto diligentemente il proprio lavoro e di non essere responsabile dei danni subiti dal turista perché dovuti a caso fortuito o forza maggiore. In particolare il turista non può chiedere il risarcimento dei danni dovuti al maltempo poiché in tal caso nessun rimprovero può essere rivolto all’organizzatore.

Ma non è tutto: nel caso di specie l’inadempimento contrattuale dell’organizzatore oltre ad aver causato al turista il danno patrimoniale causato dal pagamento del prezzo è stato altresì fonte di un danno non patrimoniale dato dal disagio psico-fisico subito proprio in conseguenza della privazione della vacanza desiderata e dunque il turista ha diritto ad un risarcimento ulteriore alla mera restituzione del prezzo pagato. In altre parole l’organizzatore è altresì tenuto a risarcire al turista anche del danno da vacanza rovinata.

Se dunque il turista non ha realizzato in tutto o in parte la vacanza programmata ed ha subito disagi tali da superare una soglia minima di tollerabilità ha diritto ad ottenere, a seconda di casi più o meno gravi, un cospicuo risarcimento dei danni subiti. Cosa fare se ci si trova nella condizione di aver subito simili danni? Innanzitutto è opportuno fare reclamo all’agenzia di viaggio mediante lettera raccomandata A/R entro 10 giorni dalla data di rientro ma non è necessario. Tale reclamo serve infatti unicamente a favorire una soluzione della controversia in via stragiudiziale. Il mancato reclamo non priva il turista del diritto di rivolgersi al giudice competente per ottenere il risarcimento dovuto entro un anno dal rientro della vacanza rovinata.

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n. 10 / Dicembre 2017

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