La separazione diventa “smart”

La separazione diventa “smart”

Finalmente è in vigore la legge n. 162/2014
I coniugi possono scegliere un procedimento più snello:
saranno direttamente gli avvocati a redigere gli accordi
di  Daniela Murano - Avvocato

Finalmente è stata soddisfatta l’esigenza di abbreviare i tempi della separazione personale: è in vigore la legge n. 162/2014. Le novità riguardano la separazione cosiddetta consensuale: i coniugi devono essere d’accordo non solo sul fatto di separarsi ma anche sulle modalità con cui addivenire alla separazione, in particolare riguardo alla gestione dei figli ed alla regolamentazione degli aspetti economici relativi all’assegno di mantenimento o l’assegnazione della casa familiare.

Ebbene prima della nuova legge i coniugi dovevano necessariamente instaurare il procedimento di separazione consensuale innanzi al Tribunale. Tale procedimento richiede l’intervento del giudice che è investito del dovere di controllare il contenuto dell’accordo di separazione: se tale controllo ha esito positivo il Tribunale, con decreto di omologazione, rende efficace la separazione. Con la nuova legge tale procedimento non è stato eliminato ma i coniugi hanno la possibilità di scegliere un procedimento più snello con cui si riducono i tempi della separazione dal momento che il controllo del giudice viene agevolato dall’operato degli avvocati. Sono gli avvocati, regolarmente iscritti nell’apposito albo, ad avere la responsabilità di  redigere gli accordi di separazione effettuando il controllo di conformità degli accordi stessi agli interessi di tutti i soggetti coinvolti.

Che ruolo ha dunque, a questo punto, l’intervento del giudice?
Se i coniugi non hanno figli minori o portatori di handicap o maggiorenni ma non economicamente autosufficienti il giudice deve controllare unicamente che gli avvocati abbiano rispettato le regole di forma per la validità dell’accordo. In poche parole gli avvocati devono essere bravi soltanto a scrivere un accordo di separazione giuridicamente corretto. Se il pubblico ministero non riscontra irregolarità rilascia il nulla-osta per la annotazione della separazione nei registri dello stato civile: i coniugi saranno separati nel giro di dieci giorni!

Se i coniugi invece hanno figli minori o portatori di handicap o maggiorenni non economicamente autosufficienti gli avvocati dovranno essere ancora più bravi poiché hanno il dovere di redigere un accordo di separazione che tuteli nel modo migliore possibile i figli. Se il pubblico ministero verifica che l’accordo di separazione è stato stipulato tenendo conto del fatto che i figli necessitano della presenza non solo economica ma anche affettiva di entrambi i genitori rilascia l’autorizzazione ed anche in questo caso lo status di coniuge separato potrà acquistarsi nel giro di dieci giorni.

Requisiti minimi necessari per il rilascio dell’autorizzazione sono generalmente considerati la congruità dell’assegno di mantenimento con il reddito del coniuge obbligato e la ragionevolezza nella gestione del rapporto genitori-figli. Nel caso invece di accordi furbescamente orientati alla sola agevolazione nei tempi per la separazione il pubblico ministero non potrà accontentarsi dell’operato degli avvocati ma dovrà richiedere il controllo del tribunale. Le novità non sono finite: questo procedimento semplificato può infatti essere utilizzato anche per il divorzio ovvero per modificare le condizioni già pattuite in sede di separazione o divorzio.
In conclusione: la legge c’è ed è dalla parte dei cittadini ma è fondamentale rivolgersi ad avvocati competenti e preparati.

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n. 10 / Dicembre 2017

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