La riscoperta di “Madre Terra”

La riscoperta di “Madre Terra”

La riscoperta delle ‘radici’, delle tradizioni del proprio territorio, delle ricchezze insite nella terra e delle prospettive che quest’ultima può offrire. Il DESS - Decennio Educazione allo Sviluppo Sostenibile, indetto dalle Nazioni Unite nel 2005 e portato avanti dall’Unesco, è volto al termine. E con un inaspettato successo, nella città di Foggia: “Una partecipazione di giovani - universitari e non - massiccia ed interessata”, spiega Floredana Arnò, presidentessa del Club Unesco di Foggia. Un percorso incentrato sulla sostenibilità alimentare che ha interessato i tanti giovani di Capitanata che si stanno progressivamente riavvicinando “alla terra” scorgendo nella vasta vetrina agroalimentare locale occasioni di crescita e concreti sbocchi lavorativi.

“Dalla teoria alla pratica, quindi, con testimonianze dirette, messaggi e consigli rivolti dai giovani ai giovani”, continua Arnò. Erano, infatti, presenti - tra gli altri - anche Luana Stramaglia (fondatrice di ‘Fork in Progress’, avviato grazie ad un finanziamento Bollenti Spiriti) e Roberta Liso (vincitrice di Bake-off Italia). Il Comitato Scientifico della Commissione Italiana Unesco ha deciso di dedicare questo ultimo anno del DESS alla ‘Educazione’, anzi alla buona educazione, e ha invitato quanti sono impegnati nell’esplorazione di modalità di vita e di produzione sostenibili, a riflettere assieme su quali siano gli strumenti e le azioni educative necessari per costruire una società più equa, rispettosa del pianeta e delle sue tante diversità.

“La necessità di un cambiamento culturale, di una diversa visione del mondo è oggi ancora più urgente, e l’educazione è lo strumento principale attraverso il quale costruire il cambiamento. Il Club Unesco Foggia ha inteso dedicare questo ultimo anno a ‘Madre Terra’, per riscoprire il sapore del passato e costruire il futuro”. Le giovani generazioni, attraverso progetti validi, potranno usufruire di finanziamenti per mettere in moto meccanismi di nuove occupazioni inerenti all’agroalimentare di cui la Capitanata è regina. Dal 24 al 30 novembre, quindi, Foggia ha ospitato una settimana di eventi e laboratori didattici, con relatori d’eccezione afferenti al mondo accademico e scientifico che hanno incontrato gli studenti del Dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Foggia e quelli degli Istituti ‘Pietro Giannone’ (indirizzo turistico), ‘Notarangelo-Rosati’ (indirizzo tecnologie alimentari) e ‘Bovio’, che hanno partecipato ad un vero e proprio laboratorio didattico con un docente speciale: lo chef Peppe Zullo. “A Foggia non siamo ultimi in tutto. Abbiamo eccellenze da valorizzare e sostenere che vedono nel settore agroalimentare terreno fertile per ricerche rivoluzionarie. Non buttiamoci giù. Siamo una terra fantastica, abbiamo solo bisogno delle menti e dei talenti dei nostri giovani per portare la Capitanata ad alte vette. Perché se il territorio non sembra essere particolarmente amato dalle nuove generazioni è solo perché non lo conoscono appieno. Solo dopo la conoscenza diretta impareranno a rispettarlo: ne sono certa”.


NASCE IL TELEFONO ANTIRACKET
Uniti contro le bombe, uniti contro il racket. Foggia reagisce, mette in campo gli uomini e le donne dell’esercito civile della legalità, tutti commercianti ed imprenditori stretti sotto l’insegna dell’associazione antiracket “Giovanni Panunzio” di Foggia. Con la costituzione dell’associazione - presieduta da Cristina Cucci; il presidente onorario è Michele Panunzio, figlio del testimone di legalità Giovanni, l’imprenditore ucciso 22 anni fa perché si ribellò al racket delle estorsioni - è stata posata la prima pietra di una nuova coscienza civica, pronta a sostenere ed affiancare tutti i commercianti taglieggiati, vittime di estorsione o piegati dalla prassi del pizzo. Una linea diretta che si completa con il numero telefonico dedicato agli operatori economici. Dieci cifre per la legalità: 391.183.13.31

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n. 10 / Dicembre 2017

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