Luci ed ombre, le due facce dell’amore

Luci ed ombre, le due facce dell’amore

Di certi argomenti non si parla mai abbastanza. Soprattutto quando il fenomeno in oggetto assume dimensioni emergenziali, ed ogni parola scritta o detta in aggiunta costituisce un sasso - l’ennesimo, certo, ma mai sufficiente - lanciato nello stagno per smuovere le acque ed i pensieri; un mattone in più per quel muro di informazione e consapevolezza che, con fatica, si cerca di costruire. Stiamo parlando di violenza sulle donne, argomento a cui, da sempre, 6Donna presta particolare attenzione. E’ l’argomento prìncipe del nostro giornale e che, nel tempo, ne è diventata la mission, con mirate campagne di comunicazione, focus di approfondimento ed inchieste.

In piccolo, stiamo combattendo una battaglia: analizzando il territorio, dati alla mano, seguendo dinamiche e fenomenologie che non possono essere imbrigliate in fasce d’età o ceti sociali, e che proprio per questo ci appaiono ancora come mine vaganti pronte ad esplodere e a fare danni. Per fare ciò, abbiamo raccolto testimonianze, richiesto preziosi contributi pareri esperti (tra gli ultimi, quello della professoressa Anna Costanza Baldry, madre del metodo di autovalutazione del rischio ISA -Increasing Self Awareness o dell’avvocato Giulia Bongiorno di DoppiaDifesa). Ma non è mai troppo presto per prevenire quella che è diventata una delle principali cause di morte per le donne del nostro Paese (si conta una vittima ogni quattro giorni). Questa volta, 6Donna vuole essere il “cavallo di Troia” per entrare nelle scuole, per arrivare sotto agli occhi di vittime potenziali.

Prevenzione. E’ questo il nodo cruciale. Perché per prevenire si deve agire prima. Prima che la violenza sia compiuta, prima di restare in trappola, prima che sia troppo tardi. Insomma, prima. Una vera e propria corsa contro il tempo che non si può realizzare senza strumenti adeguati, senza una giusta preparazione, senza la consapevolezza di sapere cosa è consentito e cosa no. Troppo spesso, infatti, il primo schiaffo non è un segnale ma il punto di non ritorno. La bomba è scoppiata: la violenza ora domina il rapporto ed un misto di paura e umiliazione ne saranno le catene.  Per questo è bene partire dai banchi di scuola e non solo per la cultura di genere. Ma anche e soprattutto per insegnare alle donne di domani a saper cogliere, individuare i campanelli d’allarme, a riconoscere la propria “ora d’oro”, il momento giusto per scappare. 

“E’ molto importante, in un’ottica preventiva, insegnare a riconoscere i fattori di rischio di una violenza partendo dal rispetto dei sessi e dalla parità di genere”, spiega Ines Panessa, psicologa forense, presidente dell’associazione ‘Via le mani dagli occhi’. “Alcuni segnali possono essere riscontrati nell’aggressività, nella difficoltà a mantenere un impegno costante, nell’atteggiamento impositivo dell’altra persona, nella gelosia o il fatto di considerare l’altro un oggetto. Lo scopo per tutti i maltrattanti è lo stesso, a tutte età: ridurre la donna in una condizione di isolamento e quindi di dipendenza”.

“Pertanto è importantissimo lavorare sulla prevenzione al fine di fornire negli adolescenti gli strumenti per il riconoscimento delle caratteristiche relazionali, del ruolo dell’uomo e della donna e dei fattori che possono predisporre ad un comportamento violento prima ancora di arrivarci”.
La storia, infatti, insegna che sono le prime esperienze affettive e sentimentali a segnare, nel bene e nel male, tanto gli uomini quanto le donne, a minare l’animo, ad annientare le difese. Ma riconoscere un ragazzo prevaricatore, non è semplice.spiega. Come se il pericolo non potesse mai arrivare. “Ma è importante tenere in considerazione i modelli di riferimento che vengono trasmessi tra genitori e figli anche per quanto riguarda le relazioni affettive per evitare che la sottomissione all’altro diventi uno stile relazionale. Quindi è importante interrogarsi sulle proprie esperienze che, se fallimentari, con l’aiuto di un esperto possono rappresentare l’inizio di un cambiamento”.

Eppure - paradosso dei tempi - parliamo di ragazzi iper-connessi, figli della generazione dell’aggiornamento in tempo reale. Ma questa sovraesposizione di contenuti ed informazioni può avere un duplice effetto: o sopisce il pericolo (della serie “a me non capiterà mai”) o lo sovrastima (creando allarmismo sociale). “L’uso dei nuovi mezzi di comunicazione di massa da una parte rappresenta un arricchimento culturale, ma in seno gode anche dell’altra faccia della medaglia che è rappresentata dalla capacità di manipolare, indurre, determinare comportamenti disfunzionali e\o lesivi”.

In sostanza, un’arma in più nelle mani del potenziale aguzzino, una sfera di controllo che sfugge quasi totalmente al controllo degli adulti di riferimento (genitori, insegnanti, fratelli maggiori). Lungi dal voler creare una pericolosa “caccia allo stregone”, ci sono però dei segnali che possono (e devono) essere colti, prima che sia troppo tardi. “Non deve essere trascurata l’aggressività, l’imposizione, la gelosia: questo tipo di uomini considerano la compagna un qualcosa di proprietà, ne sono gelosi al punto da impedirle progressivamente di uscire, di avere una propria vita sociale, la umiliano verbalmente fino a distruggere la sua autostima. A questi comportamenti, poi, alternano periodi di estrema docilità e tranquillità. Questo fatto crea - conclude Panessa - confusione e sensi di colpa, soprattutto nelle giovani donne, quelle alle prime esperienze. Ed è questa la ragione per cui si iniziano e si portano avanti relazioni violente così a lungo”.

CHECK LIST
10 campanelli d’allarme a cui prestare attenzione (*)

1) CONTROLLO COMPULSIVO
Guai se il cellulare finisce nelle mani dei genitori. Ma se il tuo fidanzato controlla e monitora compulsivamente ogni tua conversazione, o chiamata in entrata ed in uscita chiedendoti conto di tutto, stringi le spalle. PERICOLO: sta violando la tua privacy, sta impugnando la tua vita e presto potrebbe averne pieno controllo.

2) NON GLI VA mai BENE NULLA. PERCHE’ STA CON ME?
La domanda, direbbe qualcuno, sorge spontanea. Critica ogni tua mossa, giudica ogni tua azione, colpevolizza ogni gesto, svaluta ogni atteggiamento. Insomma, non gli va mai bene nulla. PERICOLO: questo processo ti porterà a perdere sicurezza e annienterà la tua autostima. Questo lo porterà ad essere ai tuoi occhi l’unico punto di riferimento possibile, mentre tu sarai una marionetta nelle sue mani.

3) GELOSIA PATOLOGICA
No, oltre certi limiti, la gelosia non è “il pizzico di pepe nel rapporto”. E se la gelosia si estende alle amiche e ai familiari è in atto un meccanismo di isolamento. PERICOLO: Continuerà ad essere geloso di tutto e di tutti e quando lo capirai non avrai più nessuno a cui raccontarlo, con cui confrontarti.

4) SVILIMENTO DEI TUOI AFFETTI
Pensa che i tuoi amici e i tuoi parenti non valgano abbastanza e spesso te ne parla male evidenziandone i difetti. Infonde nell’altro una sensazione di disagio, di inadeguatezza, che si manifesta sin dai primi incontri. PERICOLO: è un malcelato tentativo di nascondere una personalità dominante. Col passare del tempo la maschera cade e si rivelerà per quello che è.

5) NON E’ CHIARO…
Ti manda una quantità di sms e mail eccessiva eppure non capisci mai quello che vuole. Dice una cosa e subito dopo si auto smentisce. E tu sbagli sempre. Tipico. Attraverso una comunicazione ambigua e poco chiara l’uomo violento destabilizza la vittima. PERICOLO: chi subisce l’abuso non riesce a capire, mette in discussione le proprie capacità di comprensione e di relazionarsi con gli altri.

6) …OPPURE NON PARLA AFFATTO
E’ il re del mutismo? Spesso i potenziali abuser non manifestano necessariamente aggressività fisica, ma ricorrono a quella passiva, fatta di silenzi e mancate risposte. Un lento stillicidio. PERICOLO: tutto ciò provoca disagio e senso di colpa nella vittima che, inconsciamente, si attribuisce la ragione del suo comportamento ostile.

7) LA MAMMA, LO SPECCHIO DEL RAPPORTO
Non parla con rispetto delle donne della sua vita (la mamma, l’amica, la sua ex) perché di loro non ha rispetto e dice, come per scherzo, che le donne sono inferiori e più stupide. PERICOLO: il pericolo è non capire quello che ti sta già dicendo e dimostrando.

8) TI VUOLE A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA
Critica i tuoi difetti e i tuoi comportamenti davanti agli amici, spesso, in modo umiliante. Ti spinge a cambiare modo di truccarti o vestirti, di comportarti in pubblico e di relazionarti con gli altri. PERICOLO: è un atto un meccanismo di plagio della personalità, parte dagli aspetti esteriori per arrivare a quelli più profondi.
Il rischio è che un giorno ti sveglierai e non saprai più chi sei e cosa vuoi. Sei dipendente in tutto e per tutto da lui.

9) RICATTI PSICOLOGICI
Ti dice più di una volta che se lo lasci si ucciderà. Alterna umiliazioni ed offese a momenti di infinita dolcezza. Oggi sei tutto per lui, domani no. Questa altalena di emozioni è destabilizzante e lascia alla vittima l’idea folle di poter recuperare il rapporto. PERICOLO: gli umori ballerini del partner incastrano la vittima nel rapporto. Gli atteggiamenti ambivalenti renderanno difficile, se non impossibile, tagliare il cordone ombelicale che ti lega a lui, interrompere la relazione.

10) IL MATRIMONIO NON E’ LA SOLUZIONE
Dice che la causa dei continui litigi è vivere in case differenti. E tu gli credi, ciecamente. Allora ti propone la favola dell’abito bianco. Ma il matrimonio è solo “scacco alla regina”. PERICOLO: più il rapporto si consolida, formalmente e socialmente, più fuggire è difficile.

(*) Il vademecum è ispirato a casi e situazioni analizzati nel tempo dalla redazione di 6Donna. Altre fonti di partenza sono le ricerche del National Network to end domestic violence, il metodo ISA Increasing Self Awareness e contributi di professionisti interni al nostro corpo redazionale. I punti del decalogo vanno intesi come consigli e non hanno alcuna pretesa di verità o valenza scientifica. Illustrazioni da Wikihow




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n. 10 / Dicembre 2017

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