Provincia, il carrozzone va avanti da sé

Provincia, il carrozzone va avanti da sé

Il sequel delle Province è un grande bluff e che la legge Delrio sia un pasticcio bello e buono sono tutti d’accordo. La politica si è riproposta come gli avanzi della domenica. Ammesso che fosse un ente inutile, più di una Regione o una Prefettura, un carrozzone, la Provincia è ancora là. Un pacco.

È stato abolito solo il diritto di voto dei cittadini che hanno assistito alle solite scaramucce dei partiti. Se la sono cantata e suonata loro. Hanno votato sindaci e consiglieri comunali. Magra consolazione: gli eletti non prenderanno un centesimo. In ballo c’era il potere. Eppure sono proprio i cittadini a contribuire nella misura maggiore alle entrate dell’Ente per oltre 45 milioni di euro (dati 2013). La somma più cospicua, più della metà, deriva dall’imposta R.C.A. Auto. Le entrate correnti finiscono soprattutto nelle funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo. Per far funzionare l’ente nel 2013 sono stati spesi quasi 94 milioni di euro, di cui però oltre otto milioni rappresentano le quote del capitale mutui in ammortamento (fonte bilancio consuntivo).

La voce più onerosa è costituita dalle prestazioni di servizi, quasi 30 milioni di euro, seguono il personale e i contributi. La dieta del commissario Fabio Costantini, che ha cessato le sue funzioni dopo un anno e mezzo, dovrebbe aver fruttato, secondo le stime del bilancio di previsione, un risparmio di quasi quattro milioni. Ci sono due Palazzi da mantenere, la Dogana e l’edificio di Via Telesforo, oltre ad una serie di uffici sparsi per la città. “L’amministrazione provinciale ha oltre 600 dipendenti (634 per la precisione, ndr) - fa notare Francesco Miglio, neoeletto Presidente della Provincia di Foggia (candidato per il centrosinistra) - Quindi ha necessità di essere governata e non può farlo un uomo soltanto. Sicuramente il legislatore ha preso un abbaglio quando ha concentrato tutte le competenze in capo al presidente. Una decisione di politica legislativa completamente sbagliata”.

Non c’è altra soluzione che delegare. “Le politiche provinciali che intendiamo promuovere richiedono una convergenza e una partecipazione la più ampia possibile. Una rete che funzioni, che sia efficiente, che tenti di far risalire la china a questa nostra Capitanata, a questo nostro territorio provinciale che ormai da troppi anni compare negli ultimi posti della classifica del Sole 24 ore”. C’è posto anche per chi ha sostenuto i suoi avversari del centrodestra. Scordiamoci il passato. Franco Landella, spodestato per una manciata di voti ponderati, aveva la vittoria in pugno, seppure insidiato da Paolo Mongiello, del suo stesso partito. La matematica è diventata un’opinione. La politica ha fatto male i conti. Il sistema del voto ponderato (la preferenza di un consigliere comunale di un piccolo comune valeva quisquilie rispetto a quella di un consigliere comunale di Foggia) ha contribuito a estromettere ulteriormente i cittadini, spettatori di un altro giochetto della casta. Se vi può consolare, di quel metodo, lì per lì, forse non ci aveva capito molto nemmeno la politica.

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n. 10 / Dicembre 2017

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