Memoria e sentimenti ritrovati,  “tesoro” custodito in 100 lettere

Memoria e sentimenti ritrovati, “tesoro” custodito in 100 lettere

Un regalo del tempo, per la Piccola compagnia impertinente
Una intera corrispondenza degli anni ’50 abbandonata in strada, ispira Pierluigi Bevilacqua che pone il sigillo artistico alla vicenda

Da una vicenda come questa, Fabrizio De Andrè si sarebbe certamente lasciato ispirare per comporre una delle sue indimenticabili ballate. E, leggendo quella fitta corrispondenza tra giovani innamorati, chissà che capolavoro sarebbe venuto fuori. Purtroppo per noi, ai tempi in cui Antonio e Amalia - o Tonino e Lia, per gli amici - si scambiavano lettere tra Foggia e Napoli, Faber era ancora un adolescente, e le missive d’amore non potevano fare altro che continuare ad affollare gli uffici postali delle due città, rincorrendosi senza quella patina di eccezionalità che 60 anni di storia conferiscono loro oggi.

Come spesso accade, nel momento in cui una vicenda sembra archiviata, sepolta da una spessa coltre di polvere e vita vissuta, il destino rimescola le carte. E in modo del tutto inaspettato. E così oltre 100 lettere, dopo un valzer di possibili traslochi e passaggi di testimone, finiscono nelle mani di Pierluigi Bevilacqua, direttore artistico della Piccola compagnia impertinente di Foggia, che ne resta affascinato. Tanto da crearci un applauditissimo studio teatrale, andato in scena nel chiostro di Santa Chiara, a Foggia, all’interno di ‘DNA – Dove Nascere Ancora’, spettacolo finale di un workshop teatrale inserito all’interno degli eventi del Foggia Teatro Festival 2014. Nessuna finzione drammaturgica, dunque, sul palcoscenico. Era tutto vero: “Abbiamo vissuto questo ritrovamento come un regalo, due giorni prima di andare in scena”, spiega Bevilacqua.

Oltre 100 lettere, scritte tra il 1951 ed il 1958, perfettamente conservate. Sono quasi tutte indirizzate ad una ragazza di Foggia, Amalia appunto, scritte dal suo fidanzato dell’epoca. Solo due lettere di ritorno, inviate all’amato Antonio.
“Le abbiamo trovate all’interno di un baule abbandonato nei pressi di un contenitore della spazzatura in via Onorato, a due passi dalla sede della nostra compagnia”, precisa. E pensare che ad attirare l’attenzione degli ‘Impertinenti’ era stato soltanto il baule: verde con le fibbie dorate e abbastanza ‘vissuto’ da renderlo un perfetto elemento di scena. Poi la sorpresa. Non appena aperta la cassapanca gli sguardi degli attori della compagnia di via Castiglione e dei corsisti del workshop sono si concentrati sulle lettere. Ordinate per giorno, mese e anno e caratterizzate da una grafia elegante e d’altri tempi. Come i sentimenti che costudiscono.

Gli attori hanno divorato quella corrispondenza, fantasticando sull’aspetto dei due fidanzati a distanza. Ma lo hanno fatto in punta di piedi, con un rispetto ed un timore quasi reverenziale. Hanno imparato a conoscere i loro nomi, le loro abitudini, i sentimenti che si agitavano nel loro petto prima rievocare; hanno imparato a conoscere la Foggia degli anni Cinquanta, anche attraverso alcuni fatti di cronaca raccontati con dovizia di particolari. E così, a 48 ore dal debutto, hanno deciso di modificare l’impostazione dello spettacolo e portare in scena quel piccolo tesoro diventato per loro così prezioso.
“Quelle lettere, giunte in modo così inaspettato, sono state il sigillo per questo progetto teatrale che partiva da una serie di interrogativi. ‘Dove nascere ancora’ implica una serie di domande, quasi una confessione: quanto contano le nostre origini, le nostre radici? Come rinascere e reinventarsi? Da dove ripartire? Insomma, quelle lettere ci hanno mostrato le radici, la semplicità dei sentimenti”, puntualizza Bevilacqua.

Il modo di scrivere, la correttezza e l’eleganza dell’eloquio, infatti, danno forma e sostanza ad un altro modo di vivere gli affetti, con un pudore d’altri tempi che a tratti appare anacronistico, a tratti si rimpiange.
Ma non è questo l’unico regalo che le lettere hanno portato agli attori della compagnia di via Castiglione: dopo una serie di ricerche e di passaparola tra ‘amici di amici’, Pierluigi Bevilacqua è riuscito a contattare la destinataria delle missive, oggi 80enne.

Delle lettere aveva perso traccia tempo fa, e resta il mistero sulle traversie che hanno attraversato in questi decenni. Fatto sta che torneranno presto nelle mani di Lia, che dopo una certa ritrosia iniziale (anche quella figlia di un’educazione d’altri tempi) tornerà in possesso di quel piccolo scrigno di ricordi. “Alla fine tutto torna al suo posto - spiega Bevilaqua - e il fatto di essere stati un mezzo, un anello di questa catena, ci emoziona e ci inorgoglisce. Ci piacerebbe pensare ad uno spettacolo teatrale incentrato esclusivamente su questa vicenda e sugli inaspettati regali del tempo. Ne parlerò presto con la diretta interessata - conclude - perché avrò bisogno del suo consenso”. E in quel caso, non sarà una ballata o una serie di versi, ma uno spettacolo teatrale a suggellare la storia di Lia e Tonino. In ogni caso, la degna cornice per un inaspettato regalo del tempo.

Maria Grazia Frisaldi

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n. 10 / Dicembre 2017

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