Tutte le donne di Franco

Tutte le donne di Franco

Poker in Giunta senza precedenti per il sindaco di Foggia Landella
La lista dei buoni propositi degli assessori Calabrese, Giuliani, Moffa e Roberto

L’ingegnere non ha mai avuto più di due donne. La prima, pasionaria, l’aveva pure fatta soffrire. Il magistrato non è andato oltre le tre della sua prima giunta da quattordici assessori. Piuttosto le ha decapitate nei successivi, incommensurabili, azzeramenti e rimpasti. Franco Landella vince il piatto con un poker: il sindaco ne ha quattro su nove. Un record. La sua consorte perdonerà la suggestione cinematografica, del resto la dichiarazione d’amore in un pubblico comizio non lascia adito a sospetti. Ed è solo l’ultimo dei romantici di Corso Garibaldi: il suo predecessore, Gianni Mongelli, si scioglieva in tenerezze per la moglie nel giorno di San Valentino scrivendo “auguri a te amore mio” nella piazza virtuale. Al netto del gossip, la presenza di quattro donne nell’esecutivo del amministrazione comunale di Foggia rappresenta un elemento di rottura rispetto alla misoginia dei partiti tradizionali. Non sono impacciate, nonostante sia la “prima volta”, e sanno il fatto loro. In rigoroso ordine alfabetico, Carla Calabrese arriva dal Nuovo Centrodestra ed è assessore alla  Pubblica Istruzione e Politiche del Lavoro. Anna Paola Giuliani, candidata nelle liste delle Destre Unite ma non eletta, ha occupato una delle caselle di Forza Italia (che non ha espresso alcun assessore), con disappunto de La Destra cittadina. A lei il sindaco Landella ha conferito le deleghe alla Cultura e Turismo. Eugenia Moffa, per tutti Jenny, viene dai Fratelli d’Italia e si occupa del Servizio Integrato Attività Economiche e Politiche Giovanili. Sempre dal regno di Franco Di Giuseppe, NCD, proviene Erminia Roberto, titolare dell’assessorato alle Politiche Sociali. Stanno studiando il terreno e hanno già l’agenda piena zeppa di impegni. “Abbiamo un sindaco che ci impone di lavorare senza guardare mai l’orologio - racconta Anna Paola Giuliani - lui vuole i risultati e risposte”.

ISTRUZIONE E LAVORO
Caccia ai fondi europei per le Politiche Educative

Ha messo piede in assessorato con la campanella pronta a suonare. E ha segnato la prima tacca a fine agosto, in perfetto orario per l’inizio dell’anno scolastico: ha riprogrammato l’apertura dell’asilo nido comunale prolungandola di due settimane, in anticipo e in chiusura, dal 4 settembre al 18 luglio.
“Siamo contenti in assessorato, è un bel risultato - commenta Carla Calabrese quando i bambini sono già entrati - anche perché usufruiamo degli stessi servizi al cittadino, e credo che per le mamme lavoratrici garantire questo tipo di servizio sia fondamentale”. Archiviato il caso della presunta incompatibilità, o meglio del conflitto d’interessi - ha rassegnato le dimissioni dalla direzione del Consorzio Icaro, che peraltro gestisce un asilo nido convenzionato con il Comune - non ne vuole più sentire parlare. È nella fase della conoscenza, concentrata sulla ricognizione delle scuole di competenza comunale e sta prendendo confidenza con tutto il mondo dell’istruzione, compresa l’Università. “Abbiamo proceduto alla riorganizzazione dell’orario di lavoro nella scuola senza costi aggiuntivi per l’amministrazione e stiamo riuscendo a garantire maggiori servizi ai cittadini, subito dopo mi impegnerò per la ricerca di tutti fondi europei e nazionali disponibili per far arrivare delle opportunità. Non parlo di quelli del Ministero della Pubblica Istruzione, perché sappiamo che sono pochi e comunque indirizzati soprattutto all’edilizia scolastica mentre a me interesserebbero proprio per l’aspetto educativo”.
Non trascura nemmeno la sua delega alle Politiche del Lavoro: studierà il nuovo programma ministeriale “Garanzia Giovani” e verificherà quali saranno le opportunità per i Neet (ragazzi che non studiano e non lavorano) foggiani.

POLITICHE SOCIALI
“A Foggia c’è tanto da fare per le fasce bisognose”

È terribile sentirsi dire da un uomo, da un padre: io non so come mantenere la mia famiglia”. Erminia Roberto è già in trincea. Forgiata da una vita di volontariato nell’associazionismo, a stretto contatto con le famiglie numerose, ha occupato l’assessorato alle Politiche Sociali, posto che era stato blindato per lei. È al confine della povertà e alla sua porta bussano le fasce più deboli della popolazione. A inizio settembre, al fotofinish, senza soldi della Regione e con poche risorse in cassa, è riuscita a mandare in vacanza gli anziani del soggiorno climatico. Ora si rimbocca di nuovo le maniche e intende stringere rapporti sempre più stretti con tutti i tipi di associazione, soprattutto per la programmazione dei Piani Sociali di Zona.
 La militanza nelle Donne di Capitanata dell’ex Udicap che ha presieduto non ne ha fatto una femminista e tratta i problemi delle donne alla stregua degli altri. “Con i lavori che stiamo portando a termine come l’ampliamento dell’asilo nido Tommy Onofri o il sostegno per i bambini diversamente abili nelle scuole a beneficiarne saranno le mamme. Ma hanno bisogno tutti, non soltanto le donne. Le priorità sono sempre quelle della gente comune, che si rivolge a noi, in assessorato, tutti i giorni, e che purtroppo ha i problemi del quotidiano. Arriva da me gente che mi chiede il minimo indispensabile, e sinceramente, mi creda, io mi sento molto affranta. Purtroppo bisogna considerare che nella nostra città c’è tanto bisogno di aiuto e che abbiamo ancora tanto da fare per le fasce bisognose. Quelli che si presentano da noi sono capifamiglia che fino a qualche anno fa lavoravano ed avevano uno stipendio normale, con cui mantenere il proprio nucleo familiare. Adesso perdendolo sono chiaramente poveri e si rivolgono a centri a cui mai avrebbero pensato di rivolgersi, per esempio alla Caritas, ai centri assistenziali. Sono proprio queste persone che vanno attenzionate”.

CULTURA
Teatro Giordano, si apre con un’opera del Maestro

Anna Paola Giuliani non è solo la figlia di Giuliano, l’alter ego sanseverese di Paolo Agostinacchio. La politica le scorre nelle vene. E non ha vita facile nel suo partito in trasferta dopo che ha fatto le scarpe alla Destra foggiana. In questo momento la delega-rompicapo è quella al Teatro Giordano.

I foggiani aspettano la riapertura, a che punto siamo?
La situazione non è complicata come qualcuno la paventa, solo che noi abbiamo deciso di mantenere un “profilo basso” per evitare strumentalizzazioni. Chi ci ha preceduto ha ritenuto opportuno rilasciare delle dichiarazioni in campagna elettorale: fin qui, nascevano sulla scorta del nulla. Dare una data vuol dire prendere un impegno con la città. Quella data non è stata veritiera: il teatro non solo non ha riaperto ma le potrei raccontare che quando abbiamo chiesto perché si parlasse del 9 agosto qualcuno ci ha risposto “non so”. La verità è che riaprirà, però mi riservo di avere la certezza che il giorno in cui dirò alla città che Foggia riavrà il suo teatro per quel giorno riaprirà veramente i battenti. Posso dirle che siamo in dirittura di arrivo. Abbiamo contattato il Teatro Pubblico Pugliese, abbiamo già pensato all’avvio di questa stagione teatrale - perché ci sarà una stagione di prosa che abbiamo già visionato - e abbiamo contattato Michele Placido con il quale abbiamo avuto un incontro abbastanza fruttuoso.
E con cosa riapre quindi lo sapete già?
L’idea è quella di scindere i due momenti. Ci sarà una serata di inaugurazione, perché credo sia giusto che il salotto buono della città riapra i battenti così ,e  ritengo doveroso riaprire questo teatro con un’opera di Umberto Giordano.
Oltre al Teatro, per le politiche culturali lei cos’ha in mente?
A Foggia c’è grande fame di cultura e poi c’è anche grande fame di tradizioni. La gente non vuole altro che la riscoperta delle proprie tradizioni, che possono passare anche attraverso sagre, percorsi enogastronomici. Sicuramente quest’anno verrà riproposta Libando, iniziativa che ha riscosso tanto successo. Bisogna lavorare per il bene della città, rispettando delle iniziative che hanno avuto successo nel segno della continuità.

ATTIVITA’ ECONOMICHE
Il ‘Venerdì’ pronto a traslocare, al vaglio nuove ipotesi

Cresciuta nel vivaio di Alleanza Nazionale e nell’associazionismo studentesco, poi migrata in Fratelli d’Italia sulle orme dell’amico Giuseppe Mainiero, Jenny Moffa è il più giovane assessore della Giunta Landella. Diplomaticamente, cerca di non entrare in polemica con chi l’ha preceduta, ma non risparmia velate critiche sull’eredità ricevuta. “Ho trovato una situazione un po’ pesante: ci sono servizi, regolamenti e  modulistica abbastanza arretrati. Abbiamo bisogno di riorganizzare tutta la documentazione e metterla on line. Sarà il nostro primo obiettivo”.
Tra le sue priorità, la lotta all’abusivismo, alla concorrenza sleale degli ambulanti senza licenza: allo studio del suo assessorato ci sono dei protocolli d’intesa con la Prefettura e con la Questura. Ma al vaglio c’è anche lo spostamento del mercato settimanale del venerdì. “Stiamo incontrando le associazioni di categoria, ancora non le vedo tutte, però l’orientamento è quello. Oggi la collocazione di un tempo è molto più apprezzata. Rendeva viva la città”. Non per questo tornerà al suo posto. Non si può. “Sarebbe bellissimo averlo in centro però stiamo studiando un po’ la zona e penso che non sarà possibile, ma abbiamo un’altra idea. Una zona che sta diventando ormai centro, un tempo era periferia. Dobbiamo avere prima l’ok da questa nuova struttura e successivamente convocheremo tutte le associazioni di categoria per vedere se per loro va bene, anche perché sarebbe ben servita”.
Di grattacapi con il servizio attività economiche ne ha tanti: intende mappare le occupazioni di suolo, i mercati e soprattutto gli impianti pubblicitari, per eliminare quelli abusivi. Tranchant sulle politiche giovanili: “Mi sono ritrovata una situazione abbastanza triste, non c’è molto”. Unica eccezione il Forum dei Giovani con cui vuole riallacciare i rapporti. È convinta che sia necessario coinvolgere i ragazzi soprattutto a livello di quartiere e ha in mente una serie di progetti. Tra tutti, quello che sembra avere più a cuore è l’officina dei mestieri. “Alcuni studi ci permetteranno di capire quali sono i mestieri che stanno scomparendo per poi magari organizzare delle scuole professionali”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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