Allarme devianze e criminalità minorile

Allarme devianze e criminalità minorile

Best practices, il “caso Foggia” diventa un laboratorio sperimentale
Nuove forme di ‘lavoro tutelato’ , entro il 2015 due cooperative sociali

Non si può pensare di combattere la criminalità minorile senza contrapporre al ‘guadagno facile’ forme di ‘lavoro tutelato’. Dura, semplice, ineffabile verità. Per questo, l’avvocato Massimiliano Arena va dritto al cuore del problema e - cercando soluzioni possibili al fenomeno, che a Foggia assume dimensioni emergenziali - annuncia che entro il 2015 nasceranno due nuove cooperative sociali per la prevenzione e il recupero dei minori ‘a rischio’.

Si tratterà di un centro diurno e di un centro per il reinserimento lavorativo di giovani svantaggiati, due realtà che cercheranno di arginare l’impennata delle devianze e della criminalità minorile, colmando (almeno in parte) la carenza di strutture e progetti che caratterizza la Capitanata. Purtroppo i dati, in materia, non sono confortanti. “Al 30 giugno 2014, i minori denunciati a piede libero nel capoluogo dauno sono stati 30, di cui 15 per furti e 8 per ricettazione e rapina”, ha spiegato Massimiliano Arena, avvocato e direttore del corso di alta formazione Geform in Criminologia e Devianza minorile. “Attualmente, nelle sole due comunità per minori della Capitanata attive a Foggia e San Severo, sono presenti 15 minori. La scarsità di strutture – ha aggiunto Arena – produce sia un aumento del numero di minori che cadono nelle maglie della criminalità sia l’effetto di trasferire i ragazzi in strutture del ‘privato sociale’ situate nel Leccese o in altre regioni”.

Numeri, però, che rappresentano solo la punta dell’iceberg. Bisognerebbe infatti scandagliare l’intero sottobosco delle dipendenze, realtà sempre più spesso correlate alle condotte criminali. Dalla tossicodipendenza alle ludopatie, passando per il cyber-bullismo: tutte tematiche già affrontate in questi mesi sulle colonne di 6Donna e che, purtroppo, riguardano anche i giovani di Capitanata. Su un campione nazionale di 32mila studenti (età compresa tra i 13 ed i 17 anni) un quarto è consumatore abituale di cannabis, il blocco più consistente prima dei consumatori di alcol e cocaina. La città di Foggia è assolutamente in linea con questi dati. “Il Sert, Servizio Tossicodipendenze di Foggia - spiega Giuseppe Mammana, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Asl Foggia – ha attivato una struttura dedicata specificamente ai minori. Nell’ultimo anno la domanda dell’utenza è aumentata del 100%. Sta aumentando anche l’attenzione verso la sempre più evidente correlazione tra i minori tossicodipendenti o ludopatici e la loro propensione a commettere reati”.

“La risposta sul piano della prevenzione e del recupero, tuttavia, è largamente insufficiente in provincia di Foggia”, ha proseguito Mammana. “I Piani Sociali di Zona sono lacunosi sia qualitativamente che dal punto di vista delle risorse dedicate al problema. E, intanto, i problemi si aggravano e alle dipendenze da sostanze stupefacenti si aggiungono le nuove forme di dipendenza patologica da gioco”. Bisogna quindi partire da questi numeri e da queste lacune, analizzare il fenomeno e trasformare l’esperienza sul campo in un ‘laboratorio sperimentale’ che possa portare ad un ‘modello di buone prassi’ da esportare anche in altre parti d’Italia: un progetto ambizioso, che culminerà con la nascita delle due cooperative per la legalità. Un percorso che non può prescindere dalla formazione di professionalità spiccate e formate sul campo, mediante il corso di alta formazione, del quale l’avvocato Arena è il direttore.

Angela Dalicco

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf