Ice Bucket Challenge? Un buco nell’acqua

Ice Bucket Challenge? Un buco nell’acqua

La catena delle secchiate gelate non funziona in Capitanata
Scettici anche i malati di Sla che chiedono controlli sulle donazioni

La mappa georeferenziata dei tweet che menzionano tramite hashtag (il cancelletto che sui social precede l’etichetta, la parola chiave per le ricerche) l’Ice Bucket Challenge indica un’attività su Foggia solo a partire dal 18 agosto. Nel resto del mondo per tutto il mese la catena delle secchiate d’acqua ghiacciata ha continuato a diffondersi con un’incredibile potenza virale, facendo registrare un boom di donazioni in favore della ricerca sulla Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica, una malattia terribile che indebolisce i muscoli fino ad atrofizzarli.

Quando scopri di averla è molto più che una doccia fredda. Nella provincia di Foggia si contano 54 malati di Sla. La campagna è partita dall’America con la duplice finalità di raccogliere fondi e sensibilizzare la popolazione. La Capitanata, da sempre in testa almeno alla classifica della solidarietà, questa volta non ha brillato. Il termometro ce l’ha Savino Romagnuolo, vicepresidente dell’associazione Viva la Vita Onlus Italia. Non ha funzionato in provincia di Foggia, e con la sua associazione sta cercando di far girare ancora la catena. Da Manfredonia, in un videomessaggio insieme al sindaco, aveva lanciato una nuova sfida: scattare un selfie col bonifico in favore dell’Aisla e di Viva la Vita.

Angelo Riccardi aveva nominato i colleghi di Foggia (Franco Landella), San Severo (Francesco Miglio), e Cerignola (Antonio Giannatempo), ma la catena si è interrotta. Le donazioni devolute all’associazione Onlus saranno destinate al dottor Sabatelli (Gemelli di Roma) e al dottor Chiò (Molinette di Torino). I Vip nostrani hanno fatto la loro parte: si sono sottoposti alla secchiata i comici Pio e Amedeo e Vladimir Luxuria, che prima ha mostrato la donazione. Il Presidente di Amiu Puglia, la società che si occupa della gestione del servizio rifiuti a Bari e Foggia, Gianfranco Grandaliano, si è sottoposto ad una secchiata aziendale piovuta giù da un cassonetto. Lui per primo aveva nominato il sindaco Landella, che sembrava intenzionato ad accettare. Ma la catena è rimasta in azienda, dove è partita una raccolta fondi tra i dipendenti.


Savino Romagnuolo gradirebbe sapere che fine faranno i soldi investiti per la ricerca che andrebbe controllata: “Aisla, associazione principale in Italia, ha raccolto milioni di euro ma come li investirà? Sappiamo di trial che in America stanno suscitando grande interesse ma noi non possiamo nemmeno partecipare alle sperimentazioni perché viviamo in Italia”. Non tutte le persone affette da Sla condividono l’Ice Bucket Challange mania. “La maggioranza è contraria e molto arrabbiata - spiega Savino Romagnuolo - perché ad esempio il Premier Renzi si è fatto la doccia gelata ma in realtà è lui il primo responsabile del fatto che lo Stato italiano non garantisca una buona assistenza ai malati”. Ben vengano, a sentire lui, queste iniziative solidali, che peraltro accendono i riflettori su una malattia di cui non si parla abbastanza, ma si domanda dove siano le istituzioni. “Se vai in casa di un malato ti dirà: io soldi non ne ho visti, e nemmeno ho visto farmaci nuovi”. 

Mariangela Mariani

n. 10 / Dicembre 2017

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