Il Giordano? “Sarà una chiesa laica”

Il Giordano? “Sarà una chiesa laica”

Michele Placido, direttore artistico "fresco di nomina" della struttura comunale
A settembre la presentazione di una stagione ‘col botto’
La promessa: “Foggia nei circuiti dei teatri che contano”


“Il Teatro Giordano dovrà essere come una chiesa laica: un luogo in cui si cerca di migliorare la società dal punto di vista etico e morale. E per fare questo c’è bisogno di tanto rispetto e devozione”. Michele Placido, direttore artistico del Teatro Giordano fresco di nomina, ha visitato il teatro comunale di Foggia all’indomani del risultato elettorale, con il ballottaggio Marasco-Landella e l’elezione a sindaco di quest’ultimo. In teatro sono in corso gli ultimi lavori necessari per riaprire i battenti entro la data prevista: 9 agosto 2014. “Per troppo tempo Foggia ha dovuto fare a meno di questo posto. Ora, la politica non deve entrare nel teatro, come non deve entrare in chiesa. Non è che il Padre Eterno chiede ai fedeli se siano di destra o di sinistra”, sorride. “E così deve essere anche a teatro”.

Prima di presentare la sua idea di teatro come ‘chiesa laica’ riprendendo gli insegnamenti del maestro Strehler, l’attore di Ascoli Satriano ha attraversato la sala della struttura dedicata al maestro Giordano e con la memoria ha ripercorso le sue performance sulle tavole di quel palco dove presto potrà portare il suo ‘Re Lear’, produzione che lo vede nella doppia veste di attore e regista. Poi, però, sul divanetto dorato della Sala Fedora mette subito le cose in chiaro: “E’ necessario che il nuovo corso del Teatro Giordano abbia una sua linea, chiara e riconoscibile. Questo accade in tutti i teatri d’Italia, dove c’è un direttore artistico che va rispettato”. Nessun atto di forza, assicura; nessun riferimento alle polemiche che hanno fatto seguito, poche settimane fa, ai rumors sulla sua nomina: “Ho saputo di un certo malcontento, perché mi è stato riferito. Volutamente non ho letto giornali al riguardo, perché voglio iniziare questa nuova avventura con spirito sereno e nell’interesse della città”.

E, per essere ancora più chiari e diretti, specifica: “Da questa vicenda io né ci guadagno (non percepirà compensi dalle casse comunali, ndr), né ci rimetto. Ma voglio mettermi in gioco in questa sfida affascinante. Se lavoriamo bene, i frutti saranno solo per la città”. E per farlo precisa: “Dobbiamo riportare la gente a teatro. Servono abbonamenti e biglietti, basta inviti e omaggi. Io staccherò il biglietto per ogni spettacolo, dopo di me anche il sindaco neo-eletto”. Accanto a Gianni Mongelli, infatti, lo scorso lunedì mattina c’era anche Franco Landella, nuovo sindaco di Foggia. “La mia presenza è il segno di una progettualità condivisa e che ha trovato accordo sul nome di Placido”, ha sottolineato Landella, prima di rilanciare e promettere: “ogni mia energia sarà spesa per rilanciare questo importante contenitore culturale”.

L’obiettivo dichiarato è quello di poter presentare entro i primi di settembre un cartellone teatrale col botto. A breve, infatti, verrà avviata la fase di programmazione con il Teatro Pubblico Pugliese (che seguirà la struttura per i prossimi tre anni) per una stagione che possa riposizionare il teatro comunale foggiano nel novero dei teatri italiani di importante tradizione. Non una anticipazione sul programma. “E’ prematuro”, spiega Placido e gli fa subito eco Carmelo Grassi del TPP. Tuttavia, uno spettacolo che Placido vorrebbe portare presto a Foggia c’è: è Servo per due, una rivisitazione dell’Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni, scritto da Richard Bean, riadattato e tradotto Pierfrancesco Favino (attore protagonista) insieme a Paolo Sassanelli, con il quale cura anche la regia. Garantisce pluralità di generi ed esperienze, per riportare nella platea del Giordano tutta la città. Soprattutto i più giovani, gli adolescenti, ovvero quelli che non hanno mai potuto varcare l’ingresso della struttura pensata da Oberty nel 1828, costruita in appena tre anni e ristrutturata con fatica in otto. Tanto teatro ragazzi e teatro civile, ma non mancherà la lirica. Tantomeno omaggi al compositore Giordano. Prima di avviare la macchina organizzativa, però, Placido ha voluto incontrare le associazioni teatrali della città per un confrontarsi sul futuro culturale di Foggia. L’obiettivo da centrare, infatti, non sarà solo quello di inaugurare presto il teatro e confezionare la stagione 2014-2015. La sfida vera sarà quella di rendere il teatro vivo per tutto l’anno.

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n. 10 / Dicembre 2017

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