Patch Adams: “Non c’è nulla di più serio di un sorriso”

Patch Adams: “Non c’è nulla di più serio di un sorriso”

LA TESTIMONIANZA | A Foggia il tour della Mediolanum Corporate University
Non chiamatelo clown. Da 40 anni al lavoro per un sistema sanitario solidale

“Non c’è nulla di più serio di un sorriso”. Patch Adams ne è convinto. Ci vuole coraggio, passione e dedizione. Una vera e propria ‘missione’ - scegliere di essere felici e donare la propria felicità agli altri - portata avanti giorno dopo giorno fino a tagliare il traguardo dei 40 anni di impegno sociale.

Non c’è nulla di più serio di un sorriso, soprattutto quando nasce dal dolore, per contrastare la malattia. E allora tolto l’abbigliamento estroso, il naso rosso da clown e quella fascia di capelli blu stretti in una treccia anche ‘Patch’ Adams, al secolo Hunter Doherty, appare un uomo serissimo. Come il progetto che da porta avanti in tutto il mondo. E’ il padre della ‘Terapia del Sorriso’, sbrigativamente detta clownterapia. Un termine che a lui non piace affatto. Gli fa storcere il naso sotto il pomello rosso. Perché il clowning è solo una condizione per creare un contatto e la terapia del sorriso è una cosa molto più complessa, profonda. Seria, appunto. Prova a spiegarla attraverso le tappe della sua vita, tra passaggi di luce e ombre. Ombre dense come le tenebre di un tentato suicidio e tre ricoveri in un ospedale psichiatrico.

La sua storia è un viaggio dal nero al colore reso possibile grazie all’autostima (“è di questo che oggi siamo più poveri”, spiega), alla speranza di poter cambiare le cose e all’amore, in tutte le sue forme. Ebbe la ‘grazia’ di assistere al celebre discorso “I have a dream” di Martin Luther King che gli instillò il seme della rivoluzione non violenta ed ebbe la fortuna di incontrare un gruppo di colleghi e volontari che lo seguirono nel progetto di una casa-ospedale, una sorta di “fattoria organica, mescolata ad una comune di artisti”. Insomma, una vita decisamente più interessante e straordinaria (nel senso di extra-ordinaria) rispetto alla trasposizione cinematografica del 1998, nella quale Robin Wiliams veste i panni del Dottor Sorriso. Che poi, lui, non mi arriva nemmeno alla spalla, ironizza. Un film che lo ha reso celebre in tutto il mondo; una fama che oggi gli permette di rendere più concreto il suo sogno: un ospedale in cui pazienti e dottori vivono insieme, con cure gratuite (“perché in America non c’è business più volgare di quello sulla salute”), sorrisi e disponibilità. “Appena laureato, pensavo che avrei impiegato non più di 5 anni per crearlo. Da allora ne sono passati 40 e ho contattato 14mila fondazioni in tutto il mondo, ma nessuno ha risposto”.

Tempo da dedicare ai pazienti, umana compassione, calore. E’ ciò che oggi manca ai medici, secondo Patch Adams. Nei primi 12 anni della nostra casa-ospedale, ho visitato circa 15mila persone e non ho mai prescritto uno psicofarmaco. Ho dedicato loro il mio tempo, il mio affetto, i miei abbracci”. Insomma, prendersi cura dei pazienti in senso stretto. E’ quello che Patch Adams fa da anni ormai, accompagnato anche dai suoi due figli di 38 e 27 anni. Con loro ha girato il mondo, portando il sorriso nei luoghi più tristi: campi profughi, ospedali, orfanotrofi. Dopo il film, infatti, le missioni clown sono aumentate a dismisura e il suo ‘metodo’ è diventato universale. A 69 anni suonati Patch Adams è un ciclone. E’ un trascinatore nato ed un relatore contagioso. Al punto da convincere una platea di circa 500 persone - quasi tutti adulti - a scatenarsi in un rock ‘n roll che “fa bene al fisico, fa bene all’animo, fa bene alla socializzazione. Se sono ancora così in forma e vitale devo ringraziare Chuck Berry”, sorride.

In lui è ancora grande, visibile, la scintilla di sana follia che ha mosso tutta la sua vita, dedicata allo studio dell’essere umano sotto ogni aspetto e alla creazione di un sistema sanitario alla portata di tutti. Racconta le sue ‘visioni’, parla di speranza e lo fa in modo pragmatico. I suoi Credo sono di una semplicità disarmante, perché le cose più semplici sono le più difficili da comprendere. Come, ad esempio, andare incontro al dolore portando amore e fare ciò che ci rende liberi, dunque felici”.
A portare a Foggia Patch Adams è stata la Mediolanum Corporate University (MCU) nell’ambito del programma “Centodieci è Ispirazione”, il ciclo di incontri che l’istituto educativo di Banca Mediolanum promuove con l’intento di favorire il contatto diretto con personalità che incarnano modelli d’eccellenza in diversi settori professionali.

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n. 10 / Dicembre 2017

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