straOrdinaria Aritmia

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Nasce il Fronte Danzatrici Foggiane
La danza orientale conquista lo ‘Scurìa’

Undici danzatrici, altrettanti sguardi sulle diverse declinazioni della danza orientale; un unico percorso che va dal popolare al contemporaneo, transitando per il tribale e per il classico stile “oriental”. Tutto questo è ‘Storie di ordinaria aritmìa’, lo spettacolo presentato negli spazi del Centro Sociale Scurìa di Foggia dal Fronte Danzatrici Foggiane. “Un nome collettivo e condiviso, sotto il quale, per la prima volta, le danzatrici orientali foggiane si sono riunite per contribuire e sostenere con la danza la ragion d’essere del centro sociale”, spiega Ada Santamaria. Insieme a lei, nel Fdf ci sono Sara De Vita (in arte Sahara Amira), Marianna Di Vito, Antonella Inicorbaf, Anna Muscatiello (in arte Anya Sahar), Daniela Speranza, Daniela Tibollo e Francesca Trisciuoglio Capozzi.

‘Storie di ordinaria aritmìa’ è stato uno spettacolo nato e vissuto dal basso, in un luogo nato e vissuto dal basso. Interpretazioni, discorsi sincopati, proposte, sperimentazioni che accomunano le danzatrici ed il luogo che percorreranno con i loro passi. Storie aritmiche, appunto, che escono dagli ingranaggi del precostituito, che nascono dall’incontro di stili diversi e non sempre si fondono. “Siamo riuscite, com’era nel nostro intento, a far conoscere lo Scurìa ai tanti che vi si sono avvicinati per la prima volta, ammirando quanto svolto nelle settimane di occupazione dal Collettivo 0881, e abbiamo mostrato al pubblico presente la varietà di stili della danza orientale, attraverso esibizioni singole, di gruppo, ed un gran finale che ci ha viste tutte coinvolte in una performance molto suggestiva in cui abbiamo utilizzato come strumenti i veli”. 

Di fatto, con la serata del 7 giugno, si è venuto a creare un nuovo contatto, uno spin-off culturale. “Ci auguriamo di continuare a diffondere la danza orientale in una città che ha fortemente bisogno di nuovi stimoli culturali e di lasciarsi alle spalle una grettezza che non deve appartenerle. Nelle nostre intenzioni c’è voglia di promozione culturale, c’è il desiderio di continuare a sostenere con azioni di protesta pacifica – attraverso la danza, appunto – realtà territoriali che vivono stati di profondo disagio. Il nostro prossimo obiettivo - conclude Ada - è una raccolta fondi per le spese di gestione del locale “Adottami”: siamo già al lavoro per un nuovo spettacolo”.    

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n. 10 / Dicembre 2017

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