Comunali, 332 donne  vogliono diventare consigliere

Comunali, 332 donne vogliono diventare consigliere

Campagna elettorale con pochi veleni, tanti chilometri e big della politica
Spopola in Rete Santino Chicozza, campi da golf per valorizzare le buche

Colpo d’occhio non indifferente dei nomi al femminile nelle liste per le elezioni amministrative del 25 maggio, quando si voterà anche per il rinnovo del Parlamento Europeo. Se nel 2009 i movimenti e i partiti non andavano oltre le 14 donne (e allora c’erano 40 candidati a lista), oggi le superano di gran lunga. Merito della legge n.215 del 2012 che ha stabilito nuove norme per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali. Nella composizione delle liste nessuno dei due sessi poteva essere rappresentato oltre i due terzi. A Foggia per la prima volta si va ai seggi con la doppia preferenza: l’elettore può esprimere fino a due voti per candidati al Consiglio della stessa lista e di genere diverso, un uomo e una donna, pena l’annullamento della seconda preferenza. Sono 332 le donne candidate al Consiglio Comunale di Foggia su 786 concorrenti per 32 posti, otto poltrone in meno rispetto alla passata consiliatura, la sforbiciata inflitta dal governo Monti. Molte di loro hanno disdegnato gli abbinamenti, il ticket con un uomo. Trasversalmente, i due sessi più che la coppia hanno cercato il poker, e strada facendo hanno scoperto le carte.
C’è una sola donna in corsa per la poltrona di primo cittadino, cinque anni fa ne erano due. Alla sfilza di aspiranti sindaci, rimescolati per ben due volte prima di posizionarli sulla scheda dopo la riammissione di una lista da parte del Tar, i foggiani erano abituati. Nessuno scandalo: nel 2009 erano dieci.
MANIFESTI SELVAGGI A fare semmai più scalpore sono le affissioni abusive, prontamente segnalate e “marchiate a fuoco”. Solo 50 i candidati che si sono rivolti all’ufficio affissioni dell’Aipa - ma ci sono anche i concessionari privati - fino al 26 aprile, data ultima per le affissioni fuori dagli spazi assegnati dal Comune, ovvero le plance. Non l’hanno passata liscia nei comitati che non hanno rispettato la normativa che vieta le vetrofanie e i manifesti affissi fuori o sui vetri, regole che appaiono anche un po’ anacronistiche: la Digos li ha battuti a tappeto, sono volate le sanzioni, quelle minime da 103 euro, elevate anche dalla polizia municipale.
IL CLIMA E I TEMI Veleni pochi, chilometri macinati tanti, sentimento e cuore a intermittenza e big della politica a bizzeffe. Campagna elettorale low profile di Giuseppe Martorana, il candidato del Nuovo Ordine Nazionale, l’estrema destra, che guadagna il primo posto nella scheda elettorale. Vuole rivoluzionare il sistema di governo della città e propone l’adozione di una moneta locale.
Domenico Fiano, che da un “filo d’acqua” ha generato un’Onda di Popolo, si accontenta di mandare tutti a casa. Con la sua lista civica, ricusata due volte e poi ammessa con una sentenza del Tar, intende spodestare i partiti perché il vero cambiamento può partire solo dalla gente.
Leonardo Di Gioia, che vuole scrivere Un’altra storia per Foggia, ha convinto i suoi a lasciare a casa le bandiere di partito pur di avere una coalizione completamente civica. Si offre per un governo d’emergenza, si concentra sui conti del Comune e non gli interessano le prove muscolari.
Il candidato del centrodestra Franco Landella rivendica con orgoglio la propria coerenza, si mischia continuamente tra la gente col suo esercito democratico di liberazione - aveva definito così i suoi consiglieri - e indossa la sciarpetta del Foggia. Si confronta con i cittadini, non con gli avversari.
Gianfranco Piemontese, la Foggia a sinistra, col suo inconfondibile papillon, al primo comizio parla di legalità e trasparenza. Pochi giorni prima aveva curato e allestito una mostra su Luigi Pinto, morto nella strage di Brescia. Non perde occasione per parlare di cultura.
Lucia Lambresa, con la sua lista civica 50 e 50 (perfetta parità di genere), si presenta con un pronome personale, “io”, e il nome di battesimo. Agli elettori chiede fiducia. Mette i consensi nel salvadanaio, e vuole la rivincita. Che questa volta siano gli altri ad apparentarsi con lei.
Il candidato del centrosinistra Augusto Marasco ha degli obiettivi misurabili, a cominciare dal rifacimento di 40 chilometri di strade. Vuole prendere il treno dei fondi comunitari, da intercettare assolutamente. Segni particolari: la puntualità svizzera.
Vincenzo Rizzi non si scompone quando Foggia scompare dalla lista dei comuni col simbolo del movimento 5 stelle sul Blog di Beppe Grillo e tira dritto. Piazzati con un gazebo nell’isola pedonale, ogni fine settimana i grillini tranquillizzano i cittadini: il M5S c’è.
Luigi Miranda ha trascinato la sua lista in un viaggio nei luoghi simbolo della città, dal Teatro Giordano al Gino Lisa. Il suo tour lo entusiasma. Ha sondato le periferie e ha stretto la mano a residenti e commercianti impegnandosi a non farli rimanere cittadini di serie B.
L’OUTSIDER Non sarà il più suffragato, ma rischia di prendere qualche voto di protesta (nullo) Santino Chicozza, il non-candidato sindaco di Foggia sotto lo slogan “E po’ s penz”. Al secolo Giuseppe Gaeta, la sua parodia ha già conquistato la Rete. Paga in lire, vuole portare il mare a Foggia (già sentita), propone di valorizzare le buche stradali con campi da golf e non si accontenta della B, vuole il Foggia in Champions League. Chi vincerà? Anche in questo caso, la risposta ce l’ha Santino Chicozza.


L’APPELLO

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n. 10 / Dicembre 2017

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