Cerusico pronto alla disobbedienza civile

Cerusico pronto alla disobbedienza civile

A Foggia uno dei guru della fecondazione assistita: “Vengo in pace”.
Caduti i divieti della legge 40, i ginecologi attendono le linee guida

La fila delle coppie si allunga, ma è presto perché i ginecologi cantino vittoria. Le cicogne dovranno aspettare. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa, il governo potrebbe vincolare la tecnica a linee guida meno clementi della Consulta. Fabrizio Cerusico, medico specialista in Ginecologia ed Ostetricia e professore universitario alla Sapienza di Roma, è pronto alla disobbedienza civile. “Se mi dovrò far radiare dall’albo lo farò per aver aiutato una coppia ad avere una gravidanza. Mi incatenerò di fronte ad un tribunale con mille carrozzine e mille famiglie felici. È la donna che deve decidere di non avere un figlio, non lo Stato. La legge 40 è decaduta, quindi se volessi utilizzare una tecnica eterologa potrei farlo, ma per non indispettire i nostri legislatori aspettiamo l’uscita sulla Gazzetta Ufficiale”.
Volto noto al grande pubblico per le sue apparizioni nei salotti televisivi, Cerusico è il genero del pioniere della fecondazione assistita, Severino Antinori, col quale ha lavorato per anni, prima della scissione. Il suo gruppo è rimasto nella sede storica. Insieme alla moglie Monica, anche lei ginecologa, è responsabile dell’attività clinica del centro R.A.P.R.U.I. di Roma ancora a conduzione familiare. Nel team, c’è la foggiana Silvia Valletta, biologo embriologo. Lei lo ha convinto a sbarcare in Puglia, sebbene fosse corteggiato da altre regioni d’Italia, in primis Lombardia e Calabria. A Foggia si effettuano solo le visite, per sottoporsi ai trattamenti di fecondazione assistita bisognerà comunque spostarsi a Roma. “Non è che venga la scienza. Porto tutta l’esperienza di un gruppo che ha venticinque anni e che in questo momento ha una percentuale di gravidanze del 44%, età media 38 anni. Faccio circa 800 visite l’anno e un 20% arriva dalla Puglia. C’è un tasso di infertilità abbastanza elevato”.
Viene in pace e sventola bandiera bianca: non intende creare problemi ai colleghi e qualcuno lo ha pure incontrato, per instaurare un rapporto di collaborazione. Si autodefinisce un uomo di scienza all’antica - è contrario alla clonazione, tanto per iniziare - e un ginecologo femminista. In mezz’ora nomina Dio più di un uomo di Chiesa, e ammette di essere profondamente innamorato di Cristo a modo suo. Stabilisce immediatamente un rapporto empatico ed è persuasivo. Difficile stabilire in che misura sia laico, e quanto ci sappia fare, anche a indorare la pillola di un miracolo della vita che un prezzo ce l’ha. “Fate i figli prima di 40 anni, dopo i 40 anni pregate”, questo pare dica alle donne. “Sarà Dio a darvi un figlio se lo vorrà”. Non un figlio a tutti i costi, ma con l’aiuto della scienza sì.
L’eterologa, che prevede il ricorso ad un donatore esterno, fornisce maggiori probabilità di successo e le donne, piuttosto che recitare rosari, vanno all’estero, sottoponendosi a stressanti e costosi viaggi della speranza. Cerusico definisce la legge 40 del 2004, di matrice marcatamente cattolica, una legge col burqa, contro le donne. “Il Governo non ha preso bene la decisione della Consulta. Potrebbero inserire delle restrizioni sulle donatrici dall’estero, o sulla donazione tra sorelle. Una paziente che fa un prelievo di ovuli potrà donarli? Potrebbe tenerli da parte e conservarli, perché non deve rifare la terapia: sarà un grande limite. Prima del 2004 era molto più facile perché non c’era la conservazione degli ovuli. Le pazienti oggi fanno la fecondazione assistita da 35 anni in poi e un ovulo di una donna di 38 anni non sarà mai come quello di una donatrice di 30 anni che viene dall’estero”.
Per etica si autocensura, il paziente non è un codice a barre: “Trattiamo solamente fino a 50 anni i pazienti di eterologa, oltre non visito nemmeno. Ho avuto spesso richieste tra sorelle mai accettate. L’infertilità non è business, è la richiesta di un paziente per un diritto della vita. Una visita ginecologica la paghi 150 euro, la fecondazione assistita costa da 3 a 6 mila euro. Le coppie fanno degli investimenti. Anche se vanno in ospedale e fanno un ticket, che poi non sono a basso costo ma superano anche i mille euro, aspettano quel test di gravidanza come carcerati. Si sottopongono a richiesta di mutui, vendono case, terreni”. Da Bari arriva il più alto numero di richieste: “Se vedete tanti gemellari pensate a me”. Non esclude di stabilirsi qui: “Mi auguro di aprire una struttura a Foggia o nei dintorni, un giorno. Da qui a qualche anno, perché no, potremmo aprire un centro di fecondazione assistita”.
Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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