Arriva la prima classe digitale

Arriva la prima classe digitale

Alunni e docenti useranno lo stesso linguaggio: quello dei “nativi digitali”
Samsung sceglie l’istituto Santa Chiara per il progetto di digitalizzazione a scuola

In pedagogia si parla di “nativi digitali”, facendo riferimento alle generazioni nate e cresciute tra apparecchi informatici, interattivi, che hanno portato i bambini - enfants prodige - a sviluppare una sorta di “corredo tecnologico” innato, ovvero una predisposizione a comprendere spontaneamente meccanismi e linguaggi digitali. La semplicità e la naturalezza con la quale i più piccoli si approcciano ai nuovi linguaggi è nota e risaputa. Non sempre però quella che è la principale agenzia formativa, ovvero la scuola, è in grado di stare al passo con il galoppante processo di digitalizzazione in atto.
Per sostenere e potenziare questa naturale predisposizione (rendendola un punto di merito e non di demerito) arriva anche a Foggia “Smart Future”, il progetto promosso da Samsung per favorire lo sviluppo della digitalizzazione nell’istruzione delle scuole primarie e secondarie di primo grado; un progetto che vede coinvolti, nel capoluogo dauno, gli alunni di una classe terza elementare della Scuola Santa Chiara di Foggia. “Il progetto consente di trasformare l’aula in un laboratorio del pensiero, in un ambiente di apprendimento privilegiato per realizzare l’approccio ai saperi digitali e la promozione della cultura della multimedialità”, spiega con orgoglio la dirigente scolastica Mariolina Goduto. “Oltre a consentire la sperimentazione di nuove modalità di ‘fare lezione’, inoltre, sono resi possibili scambi e interazioni, nuove prospettive di creatività, di comunicazione e di scrittura collettiva, esperienze di documentazione e di costruzione di narrazioni digitali e di prodotti multimediali”.
Con il progetto “Smart Future”, in sostanza, alunni e docenti torneranno a parlare la stessa lingua e a seguire i medesimi paradigmi di pensiero: non più lineari ma reticolari, ricchi di interconnessioni e fortemente sostenute da un ricco corredo iconografico. Insomma, il paradigma di pensiero tipico dei nativi digitali. Per la realizzazione del progetto, quindi, ogni alunno sarà dotato di tablet, mentre in ogni classe sarà presente una E-Board grazie alla quale l’insegnante, attraverso una soluzione progettata da Samsung appositamente per il mondo-scuola, potrà caricare i contenuti delle lezioni, condividerli con gli studenti, realizzare attività di gruppo, effettuare quiz e sondaggi per verificare la comprensione dei concetti. Il tutto garantendo all’insegnante monitoraggio e controllo delle attività, con la facoltà di bloccare alcune funzionalità dei tablet e addirittura di spegnere tutti i dispositivi in automatico.
“Attraverso questo progetto – ha spiegato Manuele De Mattia, public relations manager di Samsung Italia - si vuole favorire lo sviluppo di competenze che facilitino, a lungo termine, l’inserimento dei giovani in un contesto lavorativo sempre più competitivo cercando di offrire loro un supporto nell’accrescimento del sapere, strumento fondamentale per accedere a un futuro migliore”.
Nell’insieme, Smart Future prevede non solo la dotazione tecnologica delle classi ma anche la realizzazione di training specifici rivolti agli insegnanti, con l’obiettivo di migliorare le modalità di insegnamento (e quindi di apprendimento da parte degli studenti). Parte integrante del progetto è, infatti, l’Advisory Board costituito da esperti provenienti da diversi ambiti attinenti al mondo dell’educazione e della scuola. Il debutto di Smart Future, inoltre, è coinciso con uno studio realizzato insieme al CREMIT (Centro Ricerca sull’Educazione ai media, all’Informazione e alla Tecnologia) dell’Università Cattolica e che vedrà coinvolte 25 classi di altrettanti istituti comprensivi appartenenti a  7 regioni italiane. Tra queste, anche la classe digitale dell’istituto Santa Chiara, individuata da Samsung come un punto di eccellenza per la città.

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n. 10 / Dicembre 2017

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