In piedi con l’esoscheletro

In piedi con l’esoscheletro

Tornare a deambulare in autonomia, tornare a vedere il mondo dall’alto e non più dal basso di una sedia a rotelle. È la nuova frontiera della sanità di Capitanata che si arricchisce di una novità assoluta in tutto il Sud Italia nel campo delle tecnologie riabilitative. Si tratta dell’esoscheletro EKSO, che permette a chi lo indossa, indipendentemente dal grado di difficoltà motoria, di stare in piedi e muoversi correttamente con tutto il proprio peso corporeo. Ad averlo in dotazione la Struttura Sanitaria Riabilitativa “Gli Angeli di Padre Pio” della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus di San Giovanni Rotondo.
L’esoscheletro permette il movimento attraverso sensori che rilevano il peso spostato e fanno scattare i singoli passi. Motori a batteria governano le gambe in sostituzione delle funzioni neuromuscolari. Una sorta di robot indossabile, in pratica, che consente a persone con paralisi (anche totale) e scarsa forza negli avambracci di reggersi in piedi e deambulare. Si indossa come una tuta sopra gli indumenti e viene attivato grazie al bilanciamento del corpo. La struttura di acciaio e carbonio è attivata da quattro motori elettromeccanici alimentati da due batterie che gli danno un autonomia di circa quattro ore. Indossato l’esoscheletro, quindici sensori riconoscono le intenzioni dell’utente in tempo reale calcolando e compiendo i movimenti corrispondenti. L’esoscheletro può essere utilizzato in due modalità: la prima è quella con l’ausilio di un telecomando e con l’aiuto di un fisioterapista per coordinare i movimenti; la seconda, quando si è preso confidenza con l’apparecchio, prevede l’utilizzo di due stampelle intelligenti; in questa fase si deambula da soli.Il suo utilizzo principale sarà presso le unità spinali e i centri di neuroriabilitazione.

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n. 10 / Dicembre 2017

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