Il parco acquatico si farà, “forse”

Il parco acquatico si farà, “forse”

La situazione sembrava compromessa. Invece il progetto potrebbe realizzarsi presto. Dieci milioni di investimento, duecentotrenta persone già selezionate per un ambizioso progetto bloccato sino ad ora da mancate autorizzazioni

Inversione di tendenza: finalmente anche la provincia di Foggia comincia a fare impresa. Forse.
Boccata d’ossigeno per l’economia del territorio. Previste 230 assunzioni per un investimento di milioni di euro. Forse.
Dal prossimo anno il divertimento “made in Sud Italia” avrà un nuovo volto, quello del Parco Acquatico Filo d’Acqua. Forse.
Sono titoli che probabilmente compariranno a breve sui giornali. Perché il progetto c’è ed è anche ambizioso. Si tratta di un mega Parco acquatico, annunciato come il più grande impianto del Sud Italia, che dovrebbe essere realizzato su un’area di diciotto ettari nel territorio di Ascoli Satriano, a meno di venti chilometri da Foggia. Costo dell’operazione, dieci milioni di euro. I lavori tardano a partire per gli immancabili (in Italia) cavilli burocratici.
“Ufficialmente il progetto è stato presentato al Comune di Ascoli Satriano il 2 agosto del 2012. Da allora – spiega Domenico Fiano, presidente della Filo d’Acqua s.r.l. - è all’esame della Giunta comunale. Lo scorso dicembre sembrava essere tutto pronto per la definitiva approvazione quando il TAR Puglia ha cambiato le carte in tavola. Sancendo che la Zona industriale di Ascoli Satriano dovesse essere ricompresa nell’area di competenza del Consorzio ASI, ha reso quest’ultimo un ulteriore interlocutore amministrativo. Tradotto in soldoni: nuove autorizzazioni e ancora tanta burocrazia”.
Nonostante un atto di compromesso già stipulato per l’acquisto dei terreni prescelti, i lavori del Parco acquatico che, nelle intenzioni dei soci, sarebbe dovuto essere inaugurato già la scorsa estate, sono attualmente bloccati. Questo, nonostante la Filo d’Acqua abbia già selezionato duecentotrenta persone (quasi tutte provenienti da Foggia e provincia, alcune anche dalle regioni limitrofe), da impiegare nella prima fase delle attività nell’ambito delle numerose figure professionali previste (addetti alla manutenzione, animazione, ristorazione, sicurezza).
Una situazione di stasi amministrativa che penalizza l’intero territorio, in termini di occasioni mancate, e soprattutto i piccoli e medi imprenditori e professionisti, non solo di Foggia e provincia, ma provenienti anche da altre regioni italiane, che hanno sposato il progetto (sino ad ora oltre venti).
Ma, è notizia, peraltro ufficiosa, delle ultime ore, sembra che qualcosa si stia smuovendo. L’autorizzazione potrebbe arrivare a breve.
Più che ambizioso il progetto: la struttura dovrà funzionare in tutte le stagioni. Oltre al parco acquatico, la cui capienza annunciata è di seimila persone, prevede infatti la realizzazione di un teatro per grandi eventi, oltre ad una Spa altamente attrezzata. In una seconda fase è in programma la costruzione di un residence con piscine coperte.
La società, dotata di un proprio consiglio d’amministrazione, ha già a disposizione i fondi necessari per la realizzazione dei lavori. Da sempre battagliero, Fiani non demorde: “Ho già detto al sindaco di Ascoli Satriano che, se non ci sarà concessa a breve l’approvazione del progetto, ci sposteremo. Basta anche un solo metro per entrare in territorio di Candela. Lì troveremmo un’amministrazione già palesemente interessata al progetto, terreni esclusi dalla pertinenza del Consorzio ASI e proprietari dichiaratamente pronti a vendere”. Una soluzione, non auspicata da nessuno, considerato il denaro già investito sino ad ora e che, altrimenti, andrebbe perso, che potrebbe essere definitivamente scartata già nelle prossime ore.
Nella speranza che la situazione si sblocchi anche formalmente, l’augurio è che l’unico titolo ad oggi possibile non sia il solito: “Le istanze di sviluppo della nostra economia frenate ancora una volta dall’ennesimo caso di intollerabile burocrazia”.  
Angela Dalicco

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n. 10 / Dicembre 2017

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