Mongelli non vuol fare l’agnello sacrificale

Mongelli non vuol fare l’agnello sacrificale

Timida e scontata la difesa d’ufficio del primo cittadino nel giorno del suo compleanno
Imbrogliato sull’affare Teatro Giordano, sostiene. E’ un’attenuante o un’aggravante?
 
Un’occasione sprecata? Probabilmente. Bella l’idea di sottoporre il sindaco meno amato d’Italia a un confronto diretto e pubblico “con i cittadini e per i cittadini”. Solo che i cittadini non c’erano, in un auditorium dell’Amgas che presentava ampi vuoti nel giorno del compleanno del primo cittadino, nonostante l’impegno e la professionalità degli organizzatori. C’era gran parte del consiglio comunale in parata, c’era la società civile organizzata e rappresentata in associazioni e gruppi a rivendicare attenzioni, a ricordare impegni assunti, persone che la politica la frequentano e che con la politica hanno di solito rapporti di buon vicinato. La formula del ‘question time’ ha sacrificato l’approfondimento al ritmo, ma ha permesso comunque agli spettatori - in streaming o presenti in sala- di farsi un’idea sull’aria che tira. Ammirevole il coraggio di Gianni Mongelli nel rischiare la caduta verticale senza paracadute, ma può bastare il coraggio per meritare una nuova chance? Il coraggio di ammettere, senza troppi giri di parole, di essere stato “imbrogliato” rispetto alla fine degli eterni lavori del teatro Giordano, da chi gli aveva prospettato ben altri tempi? Le parole sono pietre, e mentire a un sindaco è un fatto di una gravità inaudita: ma un sindaco non dovrebbe, al tempo stesso, far scattare tutte le verifiche necessarie e indispensabili per non giocarsi la faccia nella tua totale inconsapevolezza e mancanza di responsabilità? Al tempo stesso, altrettanto irritante –per orecchie sensibili- potrebbe risultare quel continuo ‘lo faremo presto’ ogni volta che veniva fatto cenno a una ferita aperta di questa città sfortunata? A pochi mesi ormai dalla scadenza del mandato, quando non è più il tempo delle cose da fare ma di tirare le somme di quelle fatte? Dopo delusioni e dimissioni (annunciate, minacciate, presentate e poi revocate), la notizia del dì di festa è stata la volontà del sindaco di riprovarci, nonostante l’imbarazzante bilancio di questi ultimissimi anni di ‘Foggia Capitale’: ma difficile che questa sia la volontà del partito di maggioranza nel centro sinistra, e il tiro alla fune animerà i prossimi mesi, con scaricabarile fin troppo prevedibili. E i cittadini comuni, cosa pensano? La non partecipazione all’incontro loro riservato era un messaggio forte e chiaro o una casualità? Non ci resta che… attendere.Cla. B.

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n. 10 / Dicembre 2017

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