“Cara Giulietta”

“Cara Giulietta”

La lettera d’amore più bella è di Claudia D’Agnone 

« (...) Io credo che l’amore sia questo, che l’amore sia il colore, un colore forte, allegro, che, irregolare, cade sul foglio, lo macchia, lo sporca, lo rende meno perfetto. Perché la perfezione è noiosa, l’amore non lo è mai». Ecco un brano tratto dalla lettera che Claudia D’Agnone, ventiduenne foggiana, ha scritto a Giulietta Capuleti. Si tratta della lettera d’amore vincitrice del primo premio del concorso “Cara Giulietta” 2013, indetto ogni anno dal “Club Giulietta” di Verona. Venuta a conoscenza del Club dopo aver visto il film del 2010 “Letters to Juliet” di Gary Winick, Claudia ha scritto all’eroina shakespeariana come fanno ogni anno più di diecimila ragazze da tutto il mondo. Il suo intento era scoprire se “le segretarie di Giulietta” (volontarie del Club che si occupano di rispondere alle lettere d’amore, ndr) rispondessero davvero. Così a giugno ha spedito la sua missiva senza neanche rileggerla. Appelli disperati, lacrime di felicità, sospiri d’amore e persino richieste di sortilegi: le lettere d’amore indirizzate a Giulietta hanno quasi sempre questo contenuto. Claudia invece è una vincitrice atipica: non è innamorata, legge Jane Austen, ma la sua storia è paragonabile a quella di Emily Bronte: capace di scrivere dell’amore vero pur non avendolo (ancora) mai provato. Claudia è stata l’unica vincitrice italiana per il concorso di quest’anno. Perché proprio la tua lettera è stata scelta fra le tante che ogni anno vengono indirizzate a Giulietta? Il concorso non premia chi scrive bene ma chi è capace di trasmettere un messaggio originale ed innovativo. La mia lettera è stato il frutto di un momento, scritta senza la pressione di voler vincere il concorso. Quella volta avevo uno strano desiderio di essere ascoltata, ma non volevo parlare con i miei amici, non volevo una risposta immediata. Volevo solamente essere certa che qualcuno leggesse. Così mi sono ricordata del film e ho deciso di inviare il mio flusso di coscienza alla famosa eroina, un po’ perché l’argomento si prestava e un po’ perché ero curiosa di vedere se mi avessero risposto davvero. E l’hanno fatto. Cosa hai provato quando hai saputo di essere la prima classificata? Non ci potevo credere. La mie prime reazioni sono state quelle di felicità e gratificazione per il fatto stesso che le segreterie di Giulietta avessero preso in considerazione il mio sfogo a tratti anche un po’ infantile. Sono molto felice della vittoria. Inoltre questa esperienza ha sicuramente dato una bella spinta alla mia autostima! Che cos’è per te l’amore? Molti credono che in amore si diventi un’entità unica, ma io non la penso così. Questa visione per cui ci si annulla in un terzo essere che non è né me e né te mi pare poco realistica e anche poco duratura. Se non sai chi sei, non puoi pretendere che un altro ti aiuti a capirlo. Solamente due individualità ben definite possono scegliere coscientemente di percorre la stessa strada insieme e di amarsi con consapevolezza. Davvero. Dalila Campanile

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n. 10 / Dicembre 2017

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