Tutte le verità della pasionaria

Tutte le verità della pasionaria

Forza Italia ha monopolizzato la sua presenza in Amiu.
Le confessioni di Lucia Lambresa sulla vicenda “Metteranno le mani nelle tasche dei cittadini, io avrei preteso un’organizzazione più efficiente”

Messa all’uscio, si gode lo spettacolo a debita distanza e canalizza l’amarezza. In fondo, da buona ex missina, Lucia Lambresa professa intimamente la filosofia dei molti nemici e molto onore. A scanso di equivoci, valuta attentamente l’opportunità di certe uscite, nel timore che possano risultare intrise del risentimento di chi ha ricevuto il benservito. Sassolini dalla scarpa nemmeno se ne vuole togliere, non ci prova gusto. La delusione l’assale. È fuori dai giochi. A giugno, una volta cessato, il suo incarico nel Consiglio di Amministrazione nell’azienda dell’igiene urbana Amiu Puglia non è stato rinnovato. Aveva già subodorato la malaparata. Se n’è andata giusto in tempo, prima che scoppiasse il bubbone della sede di Corso del Mezzogiorno. Dal punto di vista squisitamente politico, la pasionaria resta nella casa che si è costruita da sola, ancorata al Movimento Impegno Civico che porta il suo nome,  la lista con cui si era presentata alle ultime elezioni.
“Siamo un’associazione costituita. Da quando si è sciolta Alleanza Nazionale non abbiamo più ritenuto di aderire a partiti intesi in maniera tradizionale - spiega Lucia Lambresa - Infatti anche “Io Sud” di Adriana Poli Bortone era un movimento di tipo localistico civico e quindi continuiamo ad avere questo tipo di impostazione. Chiaramente, l’estrazione più vicina a noi, più consona, è quella di centrodestra. La delusione, infatti, del rapporto così come si è sviluppato con questa amministrazione  non è legata al fatto che ci sia stato l’avvicendamento delle nomine in Amiu Puglia, quanto piuttosto è stata determinata dal fatto che nel patto siglato c’era l’ipotesi di costituire un cantiere che portasse tutte le anime del centrodestra ad essere unite per tutte le future battaglie che in città quest’area politica dovesse affrontare. Tant’è che alla Regione abbiamo dato una mano a Forza Italia, alle europee abbiamo votato, per esempio, per Fratelli d’Italia, alle politiche per la Destra, ciascuno di noi secondo le sue sensibilità, però in un’area ben definita. Quella con Gianni Mongelli è stata un’esperienza con la persona Mongelli, non con il centrosinistra o un partito”.
C’è la volontà di avvicinarsi a qualche partito o lo esclude?
Sinceramente, a livello locale funziona bene l’aspetto programmatico, poi se ci fosse stata correttezza anche nei rapporti nulla poteva essere escluso. Non dimentichiamo che ho chiuso la mia presenza partitica da ultimo Presidente Provinciale di Alleanza Nazionale, prima del suo scioglimento e ho rifiutato la vice segreteria provinciale del Pdl.
Perché l’hanno fatta fuori? Il mandato era in scadenza, certo, ma perché l’hanno sostituita?
La domanda è pertinente, perché se ci fosse stato un avvicendamento sarebbe stato preannunciato, discusso e concordato. Invece no, il sindaco Franco Landella mi ha comunicato la rottura del patto. Questo mi è dispiaciuto, perché significava venir meno a quella impostazione di cui parlavo prima di quest’area, che con tutte le sue anime lavorava insieme a livello locale, e poi a livello nazionale ognuno poteva avere simpatie per i partiti che gravitano nell’area di centrodestra. È andata diversamente e questa domanda probabilmente bisognerebbe porla a chi questo patto l’ha interrotto.
Ma c’è stato dialogo tra di voi?
No, dopo quella telefonata e prima di quella telefonata niente, sul punto squisitamente politico.
Come è andata in questi due anni in Amiu?
L’Amiu è una bella esperienza dal punto di vista professionale per chi ha un approccio tecnico, ovviamente io ci mettevo come sempre l’anima e forse ho anche “esagerato” nel difendere in maniera forte gli interessi della mia città, cercando di ottenere il massimo nell’utilizzo delle risorse, perché chiaramente i cittadini pagano le tasse e devono avere il miglior servizio possibile al miglior costo possibile.
A tal proposito, lei un bilancio non l’ha votato. Cosa non va in Amiu secondo lei adesso?
Adesso è troppo presto per esprimere un giudizio perché sembrerebbe il risentimento di chi...
Però c’è stata dentro, chi meglio di lei conosce la situazione e quelle cose le ha già contestate all’epoca?
Certo, io non ho votato praticamente tutti i documenti contabili e di programmazione, nel senso che o mi sono astenuta o addirittura ho votato contro. Ma rappresentava anche uno stimolo per la dirigenza, perché facesse meglio. Con l’arrivo del nuovo presidente non so le cose come sarebbero andate (dall’estate è subentrato l’avvocato Sabino Persichella, ndr), perché la mia esperienza è stata con Gianfranco Grandaliano che veniva dal fallimento di Amica e io questa cosa l’ho sofferta molto, tanto da essermi dimessa da vicesindaco di Foggia per non far aumentare le tasse ai cittadini e cercare di salvare la nostra azienda. E anche in questo caso, non ho votato l’ultimo bilancio di previsione perché molte procedure non erano chiare, in relazione proprio all’acquisizione della sede, alla gestione del personale e dei servizi, alla raccolta differenziata ed eventualmente anche agli sviluppi futuri di quella che è la nostra partecipazione in Amiu.
E la tassazione...
Certo, perché in quel bilancio ormai è già previsto l’aumento della tassa che per quest’anno è stato coperto con i ricavi del 2016, ma l’anno prossimo metteranno le mani nelle tasche dei cittadini e io avrei preteso un’organizzazione più efficiente.
Però perché la differenziata qui non decolli lei lo sa dire?
Io sono convinta che Foggia sia pronta perché ho avuto l’esperienza con Amica che ha avuto risultati eccezionali per quei tempi. Per fare le cose bisogna volerle fare. Non tanto saperle, ma volerle fare.
Perché non si è mai voluto mettere mano, finora, al contratto di servizio che invocano i lavoratori e fare un affidamento definitivo?
Anche su questo, sono la meno titolata a rispondere perché il contratto di servizio si fa tra il Comune e l’azienda. Io ho preteso dall’azienda, spesso e volentieri e in tutte le occasioni, che fossimo coinvolti nella elaborazione della proposta da fare al Comune e anche qui ho trovato molta chiusura, perché mi rispondevano di avere un rapporto diretto con l’assessore al ramo e con il sindaco per cui i consiglieri erano quasi “inutili”. Ho avuto però delle interlocuzioni  a fine dell’anno scorso con gli uffici comunali e ho dato dei suggerimenti, dopo di che non so adesso cosa accadrà e se sono stati presi in considerazione.
Che succede secondo lei a questa amministrazione che sta ragionando da tempo su una verifica che va avanti da mesi?
È incomprensibile che tutto poi si sia fermato all’avvicendamento - come lo ha chiamato il sindaco - in Amiu dove tre esponenti dello stesso partito, di Forza Italia hanno sostituito delle rappresentanze che erano abbastanza variegate. Forza Italia ha monopolizzato la sua presenza in Amiu. Questa verifica però non si chiude e la crisi nemmeno, quindi non lo so cosa si aspetta, e infatti io volevo capire per potermi esprimere politicamente in maniera più compiuta, ma a questo punto se il trascinarsi, il tirare a campare è il comune denominatore delle amministrazioni comunali mi dispiace che questo lo stia facendo il centrodestra.

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n. 10 / Dicembre 2017

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