Lady PD

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Sfida in rosa per la segreteria provinciale del Partito Democratico
Intervista doppia alle due candidate Iaia Calvio e Lia Azzarone

Non sarà la storica finale degli US Open Vinci-Pennetta ma la partita è così succulenta e inedita, specie nell’ottica di genere, che vale la pena seguire dagli spalti il match. Il successore di Raffaele Piemontese sarà per certo una donna: la sfida per la segreteria provinciale del PD di Capitanata è tutta rosa, tra Lia Azzarone e Iaia Calvio. A cercare precedenti a livello nazionale se ne trovano - raramente, ma è accaduto - quattro anni or sono ad Ancona e nel 2014 addirittura per la segreteria regionale del Molise.
Non vale il primato ma è certamente un segno dei tempi. Vagamente somiglianti nella fisionomia o quantomeno nei colori, ugualmente ammiccanti e femminili ma altrettanto spigolose e pungenti, le due lady del PD sono sponsorizzate da correnti diametralmente opposte. Lia Azzarone, commissario della Asp De Piccolellis, ha le spalle coperte da una triade di big, Piemontese-Campo-Bordo, la roccaforte manfredoniana e il segretario uscente, l’ex sindaca di Orta Nova Iaia Calvio, già vice segretaria provinciale del PD (“operazione di facciata” l’ha definita lei stessa a posteriori) ha accanto un mastino della politica, l’europarlamentare Elena Gentile (accoppiata quantomeno insolita considerati i pregressi) e la benedizione nell’Alto Tavoliere dell’ex consigliere regionale Dino Marino. Deluso il pubblico da casa che pregustava confronti velenosi. La netiquette e lo stile delle due contendenti non lo prevedono, e i supporter non si sono infiammati. Lia Azzarone, militante perseverante, è una fedelissima dell’attuale assessore regionale al Bilancio; Iaia Calvio, denunciando il malaffare una volta caduta la sua amministrazione, è diventata, a torto o a ragione, donna simbolo della legalità. A fine ottobre si saprà chi l’ha spuntata (entro il 29 ottobre si svolgerà l’Assemblea provinciale che concluderà il Congresso del Partito Democratico, a cui partecipano i 7330 iscritti alla data del 25 settembre). Rispondono al fuoco incrociato senza risparmiarsi e senza sotterfugi. In un’intervista doppia abbozzano il loro PD del futuro.

Questa inedita sfida al femminile quale significato riveste e quanto pensa ci sia di rivoluzionario rispetto ai rapporti tra i due sessi in politica e alla leadership femminile?
Iaia Calvio:
Se una sfida al femminile alla leadership del partito in Capitanata è ancora “ rivoluzionaria” siamo messi maluccio. È sicuramente una bella novità, ma qui stiamo parlando di due idee di partito e non credo che abbia nulla a che fare con il genere dei candidati che le incarnano.
Lia Azzarone:
È il segno dei tempi. Rivoluzionario mi pare un po’ troppo, certo è una bella evoluzione. Usciamo dal ghetto delle quote e, comunque vada, una di noi dirigerà la Federazione provinciale del PD, cioè del partito politico più diffuso e radicato in provincia di Foggia e con il maggior consenso elettorale. Una bella sfida e una bella responsabilità.

Quanto è differente, rispetto alla sua avversaria, la sua proposta in termini di linee programmatiche?
Iaia Calvio:
In un aspetto: si pone in netta discontinuità rispetto a quello che è stato fino ad oggi il Partito Democratico, chiarendo e sottolineando che denunciare certi cortocircuiti non significa denigrare la comunità cui appartengo, ma esprime il bisogno mio e credo di molti altri di porvi rimedio e di curare gli aspetti che finora hanno funzionato male.
Lia Azzarone:
Tanto quanto sono differenti i concetti ‘cambiamento’ e ‘nuovismo’. Io ho ricevuto dalla base del PD, prima ancora che da un pezzo del gruppo dirigente, la sollecitazione a candidarmi per rafforzare il positivo processo di evoluzione della nostra comunità politica. Quello che ci ha portato, dal 2015 in poi, a vincere le elezioni regionali e amministrative, ad aprire nuovi Circoli e riaprire quelli chiusi, a guardare con più attenzione alla società civile. La mia avversaria si presenta come ‘il nuovo’ nel tentativo di nascondere le sue responsabilità e quelle del pezzo di gruppo dirigente che le ha chiesto il sacrificio della candidatura. È il nuovismo che punta a confondere tutto per giustificare ogni contraddizione e incoerenza.

Quali priorità avrà il suo PD in provincia di Foggia?
Iaia Calvio:
Serve un PD di Capitanata che torni ad essere comunità, occorre riprendere confidenza con la realtà materiale, con le questioni concrete. Dunque, priorità avranno le criticità che riguardano i vari territori che fino a questo momento sono rimasti soli a condurre battaglie politiche sulle quali invece è assolutamente necessario fare squadra.
Lia Azzarone:
Provocare e favorire tutti i processi originati dalla ricerca di coesione sociale e di condivisione degli obiettivi, perché solo così saremo competitivi e attrattivi. Dobbiamo avere cura dei luoghi. Dobbiamo dare o conservare qualità al contesto naturale, innanzitutto uscendo dal ciclo dei rifiuti impostato sul modello discarica e attivandoci contro ogni abuso del suolo e del sottosuolo. Dobbiamo riconoscere il valore assoluto della legalità. Dobbiamo stare dalla parte del lavoro e dobbiamo accogliere tanto i migranti in cerca di futuro che le imprese portatrici di investimenti e opportunità.

La componente femminile del partito, la Conferenza delle donne democratiche , andrà pure quella ricostruita. Sembrerebbe imprescindibile rispetto ad una candidatura al femminile alla guida del partito. Quale pensa sia il futuro di quell’organismo? Quanto conta per lei la rappresentanza di genere?
Iaia Calvio:
Non sono un’appassionata delle battaglie di genere, preferisco il merito. Certo, a parità di merito faccio il tifo per le donne. Se però già una sfida al femminile alla leadership del Partito rappresenta ancora un atto rivoluzionario allora vuol dire che è ancora necessario disporre di una sorta di “recinto protetto” dove elaborare politiche che liberino i talenti femminili da tanta misoginia che ancora alberga nella classe politica di Capitanata
Lia Azzarone:
I cosiddetti ‘organismi femminili’, come le ‘quote rosa’, mortificano la rappresentanza femminile e però mi rendo conto della loro funzione culturale, prima ancora che politica. La Conferenza è un organismo previsto dallo Statuto e deve essere ricostituita, tenendo conto che a guidare il PD sarà una donna. Quindi, mi auguro ci sia meno spazio per le rivendicazioni interne e più spazio per le proposte programmatiche da realizzare insieme agli uomini del PD.

Entriamo nei piccoli Circoli: davanti a “inciuci” e ad ambiguità come si comporterà? Quanto ritiene sia importante
il ripristino del rispetto delle regole e quanto intende lavorarci?
Iaia Calvio:
Il ripristino delle regole è fondamentale non solo per i piccoli circoli. In questi giorni, per il congresso sto visitando e ascoltando i circoli: c’è grande disagio. Io credo che bisognerebbe tenere insieme la legittima aspirazione all’autonomia dei circoli che meglio conoscono il proprio territorio con una linea politica chiara, riconoscibile e riconducibile al PD provinciale senza mai venir meno al proprio corredo valoriale . Se non abbiamo lo stesso orizzonte politico a quale genere di comunità apparteniamo?
Lia Azzarone:
La Federazione provinciale ha avuto e avrà rispetto dell’autonomia dei Circoli. Altrettanto rispetto mi attendo dai segretari e dai dirigenti dei Circoli. E mi aspetto partecipazione attiva alla vita del Partito Democratico. Ciascun Circolo avverte come fondamentali le vicende che interessano la comunità in cui operano, eppure bisogna occuparsi anche di ciò che avviene fuori dai confini della nostra città e promuovere quanto di buono fatto a Foggia, a Bari, a Roma e a Bruxelles.

A proposito di donne, il caso Mattinata è recentemente balzato agli onori delle cronache nazionali (la segretaria cittadina è stata tirata in ballo, in particolare, per i fatti giudiziari che riguardano il fratello). Lei da segretaria del PD di Capitanata, come si sarebbe comportata?
Iaia Calvio:
Situazione molto delicata. Per me la legalità è l’unica strada che la Capitanata può percorrere per costruire un progetto di sviluppo più dell’allungamento della pista del Gino Lisa. Se questa terra è occupata dall’illegalità non ci sarà aeroporto che tenga e che potrà attrarre investimenti. Non conosco la segretaria di Mattinata e non conosco la situazione locale, ma se le cose stessero come sono state raccontate il circolo andrebbe commissariato.

Lia Azzarone:
Avrei chiesto a Libera Scirpoli, che stimo e apprezzo come donna e dirigente politico, di fare esattamente ciò che ha fatto lei prendendo pubblicamente le distanze dalle vicende giudiziarie che riguardano il fratello.

Dovesse perdere questa sfida, dovesse dunque tradirla il suo partito, ripenserebbe il suo impegno nel PD?
Iaia Calvio:
Perdere una sfida democratica, in maniera democratica, non significa essere “tradita” dal proprio partito.  In un confronto democratico si può vincere e si può perdere. Non sarebbe questo il “tradimento” del partito. Ne ho subiti ben altri di tradimenti dal Partito Democratico di Capitanata. In ogni caso, se il Partito non cambierà e continuerà ad  essere prigioniero di logiche “feudali” non è escluso che possa prevalere l’aspirazione di libertà alla lealtà che finora ho sempre avuto nei confronti del Partito.
Lia Azzarone:
Ma quale tradimento. Sarebbe la libera scelta di una comunità libera che rispetterei come ho sempre fatto. Nei 10 anni di vita del PD, il mio impegno non è mai venuto meno, perché sono una militante convinta che ha contribuito alla sua fondazione. Qua sto e qua resto. E comunque, il congresso lo vincerò.



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n. 10 / Novembre 2017

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