Le scuole non sono poi così “sgarrupate”

Le scuole non sono poi così “sgarrupate”

Comune a caccia di fondi per la videosorveglianza
Sulla manutenzione il sindaco Landella rivendica il risultato
a cura di Mariangela Mariani
“I dirigenti scolastici non vedevano un operaio da dieci anni. Ora sono presenti e si occupano della manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole”. Il sindaco di Foggia Franco Landella replica al mantra delle scuole sgarrupate e senza investimenti. L’equivoco, peraltro, è dietro l’angolo: non tutti gli edifici scolastici sono di competenza comunale.
Gli istituti superiori sono ad appannaggio della Provincia, e da quegli edifici, sistematicamente, partono i cortei degli studenti che invocano investimenti sull’edilizia scolastica. Lì, pur raschiando il fondo del barile, è sempre difficile reperire risorse. Il primo cittadino rispedisce al mittente le accuse e non ci sta a subire attacchi che girano virulenti in città: “Vorrei ricordare a chi continua a diffondere menzogne che abbiamo fatto un appalto all’indomani del mio insediamento con cui abbiamo assorbito gli ex lavoratori socialmente utili. I dirigenti scolastici, che mi fanno i complimenti, possono testimoniarlo: a differenza degli anni passati gli operai intervengono nelle scuole ed effettuano i lavori e non trovo livelli di inefficienza. Abbiamo sopperito sì ad un vuoto di dieci anni di un centrosinistra che ha portato questa città al dissesto finanziario - conclude il sindaco, con un’argomentazione a lui assai cara, quella dell’eredità - e stiamo cercando di fare sacrifici per dare i servizi alla collettività”.
Sul tema, il grande accusatore è Giuseppe Mainiero, consigliere comunale di Fratelli D’Italia, di fatto fuoriuscito dalla maggioranza pur occupando quei banchi.
Suo un emendamento che proponeva di dirottare sull’edilizia scolastica il milione di euro destinato alla riqualificazione di via Lanza (“l’allargamento di 230 metri lineari di marciapiede”, come lo definisce lui). Bocciato. “Nel piano triennale delle opere pubbliche - tuona - non hanno messo un centesimo sull’edilizia scolastica. Le scuole sono messe malissimo, non si effettuano interventi strutturali da un sacco di tempo, necessitano tutte di lavori.
Abbiamo restituito mezzo milione al Cipe perché non abbiamo realizzato le opere in due istituti: bastava espletare le gare entro aprile e il Comune non l’ha fatto”. Sui certificati di agibilità delle scuole garantisce l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Foggia Claudia Lioia: “La prova provata che gli edifici non ne siano privi sono i finanziamenti assegnati, altrimenti non sarebbero stati stanziati”.
Il progetto del Miur “Scuole Belle” ha consentito interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale degli edifici.
Gli importi sono stati versati direttamente alle scuole. “So che quasi tutti gli istituti di Foggia ne hanno goduto e hanno fatto interventi di ristrutturazione con i fondi ricevuti - spiega l’assessore Lioia - Noi stiamo lavorando invece sull’efficientamento energetico. C’è un’apertura della Regione, con stanziamenti anche molto importanti, e intendiamo partecipare. Stiamo cercando di reperire risorse per la sorveglianza delle scuole, quindi videocamere e/o inferriate per evitare gli atti vandalici perché stanno diventando un problema serissimo, con una dispersione di risorse che dispiace”.

Lavori in corso
La testimonianza della dirigente Mariolina Goduto
“Gli operai stanno lavorando proprio adesso nel settore della scuola dell’infanzia della Pascoli”. Mariolina Goduto, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Santa Chiara-Pascoli-Altamura, alla domanda secca se abbia rivisto davvero gli operai, senza esitazione, risponde “certo”. Non solo può testimoniarlo, ma seduta stante ha le prove. “In tutti e tre i plessi abbiamo verificato che, a seguito delle nostre segnalazioni, dopo poco tempo sostanzialmente, pochissimi giorni, arriva la squadra e provvede agli interventi - riferisce - Parliamo della manutenzione ordinaria, di piccole sistemazioni, sostituzione di vetri, maniglie, neon, lavori sugli impianti. L’anno scorso, per esempio, si è verificato un problema all’impianto di riscaldamento nel plesso centrale e ci ha lavorato la stessa ditta”.
La direzione è ubicata nel plesso centrale, quel gioiellino che è la Santa Chiara col suo incantevole chiostro e l’orologio retrò in cima alla scalinata che catalizza l’attenzione all’ingresso. Diventerà la scuola dei fanciulli, proprio come recita il tabellone. Già adesso le prime si trovano soltanto lì, e l’anno prossimo nell’istituto Pascoli ci saranno, a scorrimento, le classi dalla terza in poi e la scuola media. È una decisione presa sulla base delle caratteristiche degli edifici e per la presenza di laboratori particolarmente adatti agli alunni più grandi nel plesso accanto alla Cattedrale (una sala cinema da 50 posti dotata di impianti all’avanguardia, laboratori di musica, matematica e scienze, informatica).
La dirigente, rigorosa, non è certo incline alla piaggeria ma, piuttosto, riporta fedelmente la cronologia dei lavori e non tollera strumentalizzazioni. “La Pascoli non ha mai avuto problemi strutturali, naturalmente, nonostante quello che si dice in giro. Il problema che ci ha attanagliato nell’ultima fase dell’anno scolastico, negli ultimi tre mesi in modo particolare - chiarisce la dirigente Mariolina Goduto - è stato determinato dalla rimozione della scala antincendio, ritenuta non a norma rispetto alla recente normativa. Gli operatori e gli studenti dell’edificio potevano utilizzare esclusivamente una scala di sicurezza e le norme, in presenza di una sola via di esodo, impongono che gli alunni e gli operatori della scuola, nel totale, non debbano superare le 120 unità. Motivo per cui abbiamo dovuto contrarre il numero delle classi, spostarne praticamente la metà presso la scuola Santa Chiara, con l’attivazione dei doppi turni di lezione che hanno causato naturalmente tutte quelle problematiche reali e giuste presso l’utenza. La scala è stata smontata e sostituita proprio nei giorni scorsi - conferma la dirigente - quindi l’edificio può accogliere fino a 240 alunni. Ripristiniamo l’assetto precedente con interventi di miglioramento estetico, tra l’altro, già realizzati nei corridoi: pitturazione, sistemazione degli intonaci, rimozione delle macchie di umidità. Precedentemente è stata fatta, però, la copertura del solaio del terrazzo perché da quella, ormai vetusta, derivavano i problemi di infiltrazione. In più, sono in corso i lavori di adeguamento dei bagni nel numero e nelle caratteristiche adatti ai bambini più piccoli della scuola dell’infanzia. Nel giro di pochissimi giorni saranno terminati. Ma dal punto di vista della staticità, della sicurezza l’edificio - garantisce la dirigente Mariolina Goduto - non ha mai avuto problemi.
Anzi, i tecnici mi dicono che è tra gli edifici storici più sicuri”.

La protesta dei genitori


Asilo Tommy Onofri, a sorpresa alla riapertura salta una sezione
“È un inserimento infinito”. Le mamme della sezione sperimentale mai partita dell’asilo comunale Tommy Onofri (in foto) sono esasperate. All’apertura del nido, l’amara sorpresa: la classe non esisteva più. La sezione sperimentale è rimasta scoperta perché non è stato ancora formalizzato il rinnovo del contratto con il Consorzio Icaro, che forniva anche il personale ausiliario. Caos alla partenza, inevitabilmente, senza pulizie e con tre insegnanti in meno. I genitori avevano già pagato la quota di iscrizione a giugno e non avrebbero certo rinunciato al posto. Gli inserimenti dei bambini sono stati divisi in due turni. A spiegare come sono andate le cose è l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Foggia, Claudia Lioia: “Alla Tommy Onofri non è saltata una classe, o meglio, era prevista una classe sperimentale gestita da una cooperativa che al momento, per motivi amministrativi, non ha ancora sottoscritto il contratto e quindi, per evitare disservizi e problemi ai genitori - tutti lavoratori - abbiamo trasferito temporaneamente due educatrici delle scuole dell’infanzia comunale sull’asilo comunale in attesa che riparta la sezione sperimentale”. Sui tempi, non è dato sapere: “Non è un problema tanto nostro quanto regionale, per cui aspettiamo la risposta della Regione”.

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n. 8 / Ottobre 2017

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