Social e sessismo, nel regno dei leoni da tastiera

Social e sessismo, nel regno dei leoni da tastiera

Quando la Rete alimenta la spirale d’odio, Olivieri (Cgil): “Stop all’impunità”
La Consigliera di Parità pronta a iniziative per contrastare i soprusi verbali

I leoni da tastiera sguazzano nel torbido di titolacci costruiti ad arte e ad effetto e di morbose ricostruzioni. I loro commenti sui social, e più in generale nella Rete, grondano di populismo razzista, sessismo sfrenato e denigrazioni virali. La democrazia distorta del web è un detonatore delle frustrazioni che scatena la violenza verbale gratuita. L’esternazione su Facebook dell’ormai ex segretario cittadino di San Giovanni Rotondo di Noi con Salvini, (sugli stupri di Rimini: “Ma alla Boldrini e alle donne del Pd, quando dovrà succedere?”), ha suscitato le reazioni delle esponenti locali della battaglia permanente contro le discriminazioni di genere, a cominciare dalla segretaria provinciale della Cgil di Foggia Loredana Olivieri. “Oltre a educare all’uso del linguaggio e di questi strumenti, è arrivato il momento che sia la legge a intervenire e punire chi si macchia di un reato che ha conseguenze sociali molto pericolose”. La dirigente della CGIL invoca l’applicazione delle pene: “Razzismo, incitamento alla violenza sulle donne, cyberbullismo sono reati e come tali vanno perseguiti”. Gli autori, insomma, devono essere chiamati a rispondere della gravità delle loro affermazioni diffuse attraverso la Rete, devono assumersene la responsabilità. “E che dalle parole si possa passare a degenerazioni e violenze di fatto - avverte Loredana Olivieri - è la preoccupazione che deve mettere tutti in allarme”.
Recentemente, anche l’Ordine dei Giornalisti e l’Associazione della Stampa della Puglia si sono pronunciati dopo i vili, volgari e violenti attacchi sessisti e razzisti subiti da tre giornaliste pugliesi: “Deve essere chiaro che il web e i social non sono i luoghi dell’impunità”. Le colleghe sono piombate in una spirale di offese e minacce disgustose, pregne di un odio su cui la società è chiamata ad interrogarsi.  
L’Ufficio della Consigliera di Parità della provincia di Foggia intende sviluppare specifiche iniziative: “Purtroppo, quello sessista è un linguaggio che nell’ambito della società viene utilizzato eccome, non siamo ancora riusciti a scardinarlo e viene utilizzato soprattutto per offendere le donne, per stigmatizzarle - afferma l’avvocato Antonietta Colasanto - Come sempre, noi ci impegneremo come Ufficio per cercare di abbinare a eventi che verranno organizzati in questo periodo per contrastare la violenza nei confronti delle donne approfondimenti sul tema della violenza verbale, che molte volte e in molte occasioni credo offenda più di uno schiaffo dato, magari, istintivamente. Per quanto riguarda il tema specifico dell’utilizzo del linguaggio sessista sui social network - prosegue la Consigliera di Parità della provincia di Foggia - ritengo che sia l’atteggiamento di persone che intanto non riescono a vivere una vita reale ma conducono, purtroppo per loro, solo una vita virtuale. Sono persone che non hanno il coraggio di uscire allo scoperto, quelli che vengono definiti leoni da tastiera e che offendono, tra l’altro, gratuitamente, a mio modo di vedere, dando sfogo alle loro frustrazioni. In effetti, non ci sarebbe motivo in alcune occasioni di accanirsi e io stessa, personalmente, sono stata vittima, qualche mese fa, di atteggiamenti poco piacevoli utilizzati proprio dai cosiddetti leoni da tastiera.
Vogliamo definirli leoni - conclude la Consigliera di Parità Antonietta Colasanto - io invece direi che dovremmo far riferimento alla favola di Fedro: la pelle di leone al primo vento vola via e viene fuori un bell’asinello. O una bella asinella”.               
m.m.

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n. 10 / Dicembre 2017

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