Ecco l’aula d’ascolto protetta, fiore all’occhiello della Questura

Ecco l’aula d’ascolto protetta, fiore all’occhiello della Questura

E’ stata donata dal Club per l’Unesco di Foggia, grazie ad una raccolta fondi
E’ il frutto più concreto del concerto-evento di beneficenza del Maestro Allevi. Soddisfatta Floredana Arnò: “Un progetto importantissimo per la società civile”

La questura di Foggia è tra le poche in Italia ad essere dotata di un’aula d’ascolto protetta per minori e donne vittime di violenza. Un risultato importante, figlio di un nuovo mecenatismo sociale e solidale promosso in città dal Club per l’Unesco di Foggia, che ha saputo convogliare su questo progetto le migliori risorse della città, e dando vita ad una raccolta fondi realizzata grazie ad una maratona di eventi culturali.
Lo scorso 9 giugno, alla presenza delle autorità politiche e militari di Foggia e di quanti hanno contribuito al buon esito dell’iniziativa, è stata inaugurata la nuova aula d’ascolto protetta all’interno degli uffici di via Gramsci: un luogo familiare ed accogliente che rappresenterà un importante strumento per l’ascolto delle fasce protette della popolazione, in situazione di disagio o vittime di violenza.
Qui si alterneranno poliziotti, psicologi e magistrati per raccogliere le storie delle vittime, in un ambiente accogliente, dotato delle tecnologie più avanzate (e discrete) per il corretto svolgimento dell’acquisizione di testimonianze o dell’escussione dei testimoni. L’aula infatti è vestita di colori, ricca di giocattoli e di tutti quegli elementi che, soprattutto per i bambini, contrastano con la freddezza di un’aula di giustizia, principale fattore ambientale che potrebbe condizionare le deposizioni. Orgogliosa del risultato raggiunto, la presidentessa del Club per l’Unesco di Foggia, Floredana Arnò: “Solo poche città in Italia possono vantare un ambiente del genere, un progetto che ritengo importantissimo per la società civile. Tutto è partito un anno e mezzo fa circa, con una raccolta fondi avviata dal Club per l’Unesco di Foggia, attraverso una serie di eventi e iniziative culturali, terminati il 20 febbraio scorso, con il concerto-evento (realizzato con il contributo del Gruppo Salatto di Foggia) del Maestro Giovanni Allevi, che con grande sensibilità ha sposato il progetto dedicando alla nostra città ben due giorni, durante i quali ha veicolato messaggi di grande importanza”.
Un lavoro di squadra importante dietro questa inaugurazione, a tutto vantaggio della città nella sua interezza. “Le forze di polizia sono nella società civile e la società civile deve fidarsi delle forze dell’ordine”, ha spiegato il questore Piernicola Silvis, rimarcando l’importanza di questa ampia collaborazione. “E’ fondamentale che ci sia questo rapporto: solo così si combatte la violenza, si combatte il malaffare e la criminalità organizzata”.
All’inaugurazione hanno voluto prendere parte quanti hanno contribuito alla realizzazione del progetto – il sindaco di Foggia, Franco Landella e l’assessore alla Cultura Anna Paola Giuliani, Potito Salatto per il Gruppo Salatto di Foggia e il presidente della Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri) della provincia di Foggia, Pasquale Conoscitore - e quanti ne gioveranno, come il procuratore reggente di Foggia, Francesca Romana Pirrelli, la presidentessa della Camera Minorile di Capitanata, Maria Emilia De Martinis e i vertici della questura di Foggia, del Tribunale dei Minori di Bari e del Tribunale di Foggia.
“Questa stanza che ci è stata donata dall’Unesco - spiega Alfonsina De Sario, dirigente dell’Ufficio Minori della questura - ci sarà di grande aiuto perché fa pensare ad un ufficio di polizia aperto alle problematiche della famiglia e della società civile”.   m.g.f.

COS’È UN’AULA DI ASCOLTO?
E’ una struttura che consente ai minori o a vittime e spettatori di reati (come minori o donne vittime di violenza o stalking) di poter fornire la propria testimonianza in un ambiente protetto in presenza di personale specializzato atto a garantire supporto psicologico, nel pieno rispetto della privacy. Può essere utilizzata anche nel caso in cui il giudice abbia necessità di raccogliere la testimonianza di bambini durante un processo di separazione dei genitori, per consentire loro di sottrarsi allo stress di un’aula giudiziaria e permettere il loro accoglimento in un contesto consono alla loro tenera età.

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n. 10 / Novembre 2017

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