Strade alle pezze

Strade alle pezze

Foggia cantiere aperto: lavori infiniti in via Parisi e dintorni
Il Comune copre le buche, ma i foggiani non vogliono le toppe

Alla prima pioggia, la tattica chirurgica degli automobilisti che conoscono a memoria la geografia delle buche si scompagina, saltano gli schemi da battaglia navale e, inesorabilmente, scansare i crateri annacquati diventa un terno al lotto. Dei quasi 150 chilometri di strade nella cinta urbana di Foggia si salvano poche lingue di asfalto.  Gli operai della squadra ausiliaria del Comune passano coi rulli e coprono le magagne, ma i rappezzamenti continuano a saltare. Le strade di cartone si sgretolano dopo un acquazzone e la brecciolina sparsa sulla carreggiata segnala il pericolo voragine.
Gli interventi I rappezzamenti abbondano: solo a inizio marzo sono state rattoppate via Salandra, via Manerba, via Cavotta, tratturo Camporeale, uno degli ingressi della città, disastrato e sconnesso biglietto da visita; operai a lavoro per coprire le buche in via Martire, via La Rosa, via La Rocca, via Lenotti e via D’Addedda. Scorre anche la vernice: la segnaletica orizzontale è tornata in via Da Zara (insieme alle strisce blu che mancavano), via De Stisi, via Figliolia, via Rosati e via Testi.
Ma i cittadini continuano a brontolare per le trincee. “Non è possibile cambiare pneumatici ogni 5-6mesi”, scrivono sui social sotto le foto dei lavori. E ancora: “Qui più che pezze va rifatto l’asfalto”. Puntualmente, arriva una vagonata di segnalazioni dai commenti ai post: tutta la zona della Macchia Gialla dove c’è la chiesa di San Pietro è impraticabile, cortile Luigi Zuppetta, via Sant’Eligio, e più passa il tempo più la lista si allunga. La strada del tribunale è martoriata da una vita. Via Trinitapoli manco a parlarne. Viale I Maggio - le tre corsie - è tutto dissestato, con le radici degli alberi che hanno sollevato la pavimentazione. L’ultimo censimento delle buche, inteso come faldone, risale all’amministrazione Mongelli. E così tante sfuggono ai ripristini. “Penso che gli ultimi rappezzamenti fatti siano peggio delle buche che coprono - è caustico Giorgio Cislaghi, del Circolo Che Guevara di Foggia che da sempre pungola l’amministrazione insieme ai consiglieri di opposizione Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura - perché non ristabiliscono l’integrità del manto stradale, anzi creano delle insidiose deformazioni del manto stradale. Preoccupa come è stato rappezzato viale Fortore perché era una strada rifatta da poco che è tornata a essere piena di insidie”. Impensabile un piano organico di rifacimento del manto stradale, non ci sono le risorse e l’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Bove continua a predicarlo, pur confermando l’impegno ad eliminare le buche e le condizioni di pericolo. Agire con l’asfalto a freddo è soltanto un palliativo per la messa in sicurezza, lo sa bene, quello a caldo garantisce una tenuta migliore e in primavera inoltrata sarà possibile intervenire. È arrivata una tiratina d’orecchi anche alle società che effettuano scavi: l’Amministrazione ha chiesto una maggiore sinergia.
I tempi biblici di Aqp Nei quartieri settecenteschi, nel groviglio di strade alle spalle della chiesa delle Colonne fino a piazza Medaglie d’Oro, residenti e commercianti combattono ancora con i lavori, infiniti, alla rete idrica. Il manto stradale è scarificato da mesi, dall’estate scorsa. Ormai è un cantiere permanente. Anche il Comune ha fatto la voce grossa con Aqp, ma non accelerano. Sullo sterrato, il passaggio delle macchine alza polveri in continuazione, con la pioggia diventa fanghiglia, i tombini sputano acqua, le infiltrazioni sono arrivate nei bassi e nelle grotte durante gli interventi. Gli abitanti sono esasperati. I commercianti lamentano perdite economiche: i fornitori non possono scaricare, i clienti cambiano strada, per paura di cadere, e gli esercizi commerciali diventano inaccessibili per anziani e disabili. Fine pena mai. Le condizioni sono persino peggiorate, e all’orizzonte non si vede la chiusura del cantiere: “È uno stillicidio - dice lo chef Gianfranco Brescia, che ormai in via Parisi guida la rivolta, denunce alla mano, considerate le ripercussioni sulla sua attività che è stato costretto a chiudere nei giorni infernali, quando il fango gli entrava nel ristorante - Uno sconforto senza fine. Hanno fatto dei rabbocchi agli scavi esistenti mettendo sabbia e il risultato che è diventata una polveriera, in tutti i sensi. Siamo stanchi e disarmati”.

Consulta Comunale per la Parità, entra Dimitri Lioi

La Consulta Comunale per la Parità e le Pari Opportunità di Foggia non è più un organismo esclusivamente al femminile. Da febbraio è entrato anche Dimitri Lioi, presidente dell’Associazione “Giovanni Panunzio - Eguaglianza Legalità Diritti”. Con proprio decreto, il sindaco Franco Landella lo ha nominato, ad integrazione, in seno alla Consulta, accogliendo la richiesta, formulata a novembre scorso dall’associazione, “per poter favorire e condividere collegialmente una politica efficace contro le discriminazioni nel territorio cittadino”. La partecipazione è a titolo gratuito, dunque incarico oneroso per chi vive fuori come Dimitri Lioi, ma l’avvocato bergamasco, da sempre impegnato a rinsaldare i rapporti tra l’associazione e il restante tessuto sociale della città, è presente con una certa frequenza a Foggia e impaziente di partecipare alla prossima riunione. La presidentessa Ilaria Mari è felicissima del nuovo ingresso: sbagliato - aveva detto in occasione delle celebrazioni del 25 novembre - escludere gli uomini, rischiando di incorrere in una visione parziale. In tutto, ad oggi, sono 29 i componenti della Consulta, numero che per certi versi rappresenta comunque un handicap e complica le attività dell’organo consultivo, ma che certamente si arricchisce di un ulteriore punto di vista.

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n. 10 / Dicembre 2017

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