Samantha Fontana, il sorriso dell’omeopatia

Samantha Fontana, il sorriso dell’omeopatia

La farmacista e omeopata 45enne foggiana si aggiudica il Premio 6Donna 2017
La medicina alternativa come ‘risorsa’ in ambito oncologico: “Allevia le sofferenze dei malati in trattamento chemioterapico”

Idealmente, dedica la vittoria del Premio 6Donna 2017 a Giulia, Francesca e a tutte le persone incontrate negli ultimi 15 anni. “Tutte storie simili, eppure uniche”, spiega. Sono quelle dei pazienti oncologici che Samantha Fontana, farmacista e omeopata 45enne foggiana, ha supportato durante il tempo buio delle aggressive cure contro il cancro con terapie omeopatiche finalizzate ad alleviare le terribili conseguenze dei trattamenti chemioterapici. Effetti collaterali che per molti malati risultano essere anche peggio della malattia in sé.
Nella candidatura giunta a suo nome, si legge di una «una mamma, di un’amica dal cuore immenso e dal sorriso contagioso; ma soprattutto di una professionista, una farmacista scrupolosa, che integra la medicina tradizionale con quella alternativa, senza però mai sostituirla».
“Tante persone le ho viste andar via, è inevitabile. Con altri sono rimasta in contatto”, spiega la donna dell’anno 2017 facendo chiarezza sul suo impegno. “Sull’argomento c’è ancora una scarsa conoscenza in generale, tanti dubbi e tante remore. L’omeopatia, sia ben chiaro, non cura il cancro; è una malattia che va trattata chirurgicamente o con cicli di chemioterapia e radioterapia; trattamenti aggressivi che si portano dietro una serie di disturbi correlati, che possono essere notevolmente alleviati con medicinali omeopatici”, continua.
Come si è avvicinata all’omeopatia è presto detto: “Mi sono laureata al Bari nel 2002. All’università ho sostenuto 17 esami di chimica; poi sono diventata mamma e ho capito che la sola chimica non mi poteva più bastare. Così ho iniziato ad avvicinarmi all’omeopatia, grazie anche ad una serie di opportunità di studio e di crescita che mi sono state offerte nel corso degli anni. Peraltro - puntualizza - oggi, c’è un ricorso al farmaco esagerato e troppo semplicistico e spesso si considera il farmacista come un mero bottegaio. Nulla di più sbagliato. In ambito oncologico poi, il farmacista può davvero offrire al medico quel quid in più in termini di rispetto e recupero della dignità del malato, mettendo loro a disposizione una sorta di arsenale terapeutico”.
In Italia si lavora su questo versante relativamente da poco tempo (solo il 33% degli italiani ricorre abitualmente all’omeopatia). “In Francia, invece, dal 2003 esiste un Protocollo farmaceutico oncologico con relativo Protocollo omeopatico di accompagnamento”, continua.
Proprio nella capitale di Francia, Samantha Fontana affronterà presto una nuova tappa della sua formazione, «selezionata tra i tre migliori farmacisti omeopati del Sud Italia - come si legge nella segnalazione - a partecipare al corso di formazione organizzato dal CEDH, Centre d’Ensignement Développement de l’Homéopathie, scuola internazionale impegnata nell’omeopatia clinica. I corsi, che si terranno a Parigi, partiranno in autunno prossimo». Per lei, è un riconoscimento importante: “Sono onorata di potervi partecipare, di essere tra i 10 farmacisti selezionati in Italia. Sono un’entusiasta della vita e del mio lavoro: il mio sogno in materia è quello di poter contribuire a creare una figura di farmacista formatore ufficiale”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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