Il volo dei desideri

Il volo dei desideri

Tutti i sogni infranti della città

Neanche davanti alla morte Foggia rallenta. Il 20 novembre le automobili sfrecciavano ancora nel centro e nella periferia, infischiandosene dei pedoni. Si va a tutta birra per le strade della città, come se non ci fossero limiti da rispettare, spadroneggiando al volante, schiacciando l'acceleratore, azzardando con arroganza. Non abbiamo imparato niente dalla vita spezzata di Luigia Campanaro.
I sogni di una ragazza di 25 anni che sorride nel giorno della Laurea e nelle foto della compagnia ScenAperta, incredula, sono volati via in una notte, per una macchina che l'è piombata addosso, in una via sempre troppo buia e con le auto in doppia fila nelle notti della movida. L'impatto ha massacrato tre famiglie, compresa quella del giovane alla guida. Ma Foggia non riduce la velocità nelle strade coi semafori giallo lampeggiante. Finisce la sua corsa in una rotonda o accavallata su un'auto parcheggiata. E non decelera.
IL LAVORO Foggia è una città a doppia velocità. "Ci avete tolto qualcosa si grande... il futuro". Una tegola giudiziaria ha messo a repentaglio il destino di più di 800 persone, giovani, aspiranti commesse e commessi, amministrativi, magazzinieri, e tutto l'indotto. Chi si era licenziato, chi aveva già fatto le valige dal Molise, chi si era messo finalmente l'anima in pace dopo aver inviato curriculum a raffica. Hanno passato le feste col magone. In città qualche serranda si abbassava, altre si rialzavano, nel bailamme del commercio. Implacabile, la magistratura, frena gli entusiasmi degli investitori. In mezzo le vite degli altri, quelli che non vogliono fuggire da Foggia, nonostante tutto.
LA SICUREZZA Dietro le vetrine, i volti affranti dei negozianti sono l'emblema della crisi e della persecuzione della malavita. Sono costretti ad aperture massacranti e se ne devono inventare una ogni giorno per spingere i consumi, fino a quando la criminalità non viola il loro mondo ovattato, coi sogni chiusi in un registratore di cassa. Se non scoppiano le bombe, i ladri svaligiano gli esercizi commerciali, li ripuliscono fino all'ultima gruccia. E per rialzarsi i commercianti devono farsi forza, dopo una notte nera, e sperare solo che non tornino.
L'ACCOGLIENZA Nella notte dei palloncini rossi che volano in aria insieme ai sogni dei bambini a Foggia, quando si accendono ventimila lampadine di Natale, una vita arrivata da lontano in cerca di fortuna rimane imprigionata in un inferno di fuoco. Poteva scapparci il morto in tanti altri incendi. A rimetterci, nel ghetto dei Bulgari, è stato un ragazzo di vent'anni, che forse aveva i sogni più grandi della sua età. Tutto quello che possiamo offrire ai migranti si riduce ad una baraccopoli in cui morire. In Prefettura, pochi giorni prima, venivano dispiegati i nuovi modelli di accoglienza. E se un sindaco batte i pugni e l'altro mette i paletti, sotto sotto c'è un sistema che non riesce a garantire standard adeguati per gestire i flussi e a offrire accettabili condizioni di vita a chi magari è già scampato alla morte una volta.  
LA CASA A Foggia le case non bastano mai. E anche quest'anno si è rivisto un presepe sotto al Comune. Il 23 gennaio scade il bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Punto e accapo. L'emergenza abitativa continua ad attanagliare le viscere della città. I sogni della gente dei bassi, dei container, delle case sgarrupate sono riposti in una graduatoria, che ormai è un esercizio di stile per fasce deboli. Gli abusivi tutti da una parte e gli aventi diritto dall'altra, che una volta tirata la linea della legalità comunque non c'è posto. Il primo nella graduatoria del palazzone SperAnziani di via D'Addedda vive in una scatola di latta in via San Severo. Si chiama Tonino e ha 76 anni. E di tutti i desideri ne ha uno che non si avvera, nemmeno quando gli certificano che ha tutti i requisiti per avere una casa vera, quella che i vandali hanno sventrato.
Luigia e Tonino sono il simbolo della città dei sogni infranti. Quelli di una giovane 25enne non potrà portarli indietro nessuno. Quelli di un anziano, paradossalmente, si possono ancora salvare.  E a loro sono dedicate le speranze di un 2017 migliore.

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n. 10 / Dicembre 2017

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