L’Aqv e l’immenso femminile: a che punto siamo?

L’Aqv e l’immenso femminile: a che punto siamo?

L’incontro è stato moderato dal direttore di ‘6Donna, Maria Grazia Frisaldi
Relatrice di punta, la prorettore UniFg Milena Sinigaglia: “Bisogna avere coraggio e saper sfidare sé stesse”

L’associazione Qualità della Vita di Foggia riparte dalle donne, e si è riproposta di indagare “l’immenso femminile” nelle sue molteplici sfumature, stimolando sull’argomento un confronto critico e un dialogo proficuo. Per farlo, ha messo in rete le esperienze dell’associazionismo, dell’informazione, dell’università e della scuola. Un mondo di ingegni e talenti, quello delle donne, particolarmente caro all’associazione foggiana che, proprio da questo tema, ha deciso di far partire il suo nuovo anno sociale.
La serata, partendo dalla presentazione del volume “Sette Note di Vita” di Basilio Paolo Colucci (Edizioni del Rosone), si è interrogata sul valore, sull’importanza e sul ruolo ricoperto negli ultimi decenni dalle donne, nel costruire - mattone dopo mattone - l’odierna società. Un percorso tutto in salita, partito dalla rivendicazione di ruoli e diritti, ma soprattutto di occasioni e opportunità.
Ad aprire la serata è stato l’avvocato Luigi Miranda, presidente dell’Aqv che si è soffermato sul ruolo chiave delle donne - “che, non possiamo negarlo, hanno una marcia in più”, ha ammesso - nel mondo della politica e nei luoghi decisionali dell’Italia e dell’Europa.
La serata è stata moderata da Maria Grazia Frisaldi, direttore responsabile del mensile foggiano “6Donna”, unico free-press di genere della Puglia, che si è soffermata sull’importanza dell’informazione di genere, “che non vuol dire applicare un filtro rosa alla realtà, distorcendola. Ma significa togliere i paraocchi ad una società a senso unico e accettare che esiste un altro punto di vista - quello delle donne - che non è certamente esclusivo ma che è necessario per una visione delle cose che sia realmente plurale”.
Relatrice di punta della serata è stata Milena Sinigaglia, prorettore dell’Università di Foggia, prima donna a ricoprire questo importante incarico presso l’UnFg e una delle pochissime in tutt’Italia. La sua testimonianza, diretta e a cuore aperto, è stata la dimostrazione che quel “tetto di cristallo”, che spesso incombe sulla testa di tante professioniste impedendo loro di assumere ruoli di prestigio, si può infrangere con il talento e la determinazione: “Bisogna saper accettare le sfide, e soprattutto avere il coraggio di sfidare sé stesse”, ha chiosato Sinigaglia.
La parola è quindi andata all’autore del romanzo, che ripercorre gli ultimi 40 anni del 1900. Parliamo di atmosfere figlie della dolce vita e di quel sogno italiano che ha dato la stura alla rivoluzione delle donne, di cui oggi tutti possono beneficiare.
Medico di professione e scrittore per passione, Basilio Paolo Colucci intreccia storie e destini di donne e di uomini, come le sette note sul pentagramma, dando vita a armonie più o meno piacevoli. Un viaggio lungo quattro decenni, in cui a muovere i fili della società sono stati i sogni delle donne che si sono avvicendate, generazione dopo generazione. La serata è stata impreziosita dagli interventi di Pierpaolo Orlando, direttore dell’Accademia di dizione di Foggia che ha interpretato dei passi del volume “Sette Note di Vita” e alcune pietre miliari di Madre Teresa di Calcutta e Alda Merini.
A chiudere la serata sono state le studentesse dell’istituto “Pacinotti” di Foggia, che hanno presentato, come esperte mannequin otto eleganti abiti sartoriali, modelli ideati e prodotti da loro. Creazioni sostenute dalla dirigente scolastica dell’istituto, Maria Antonia Vitale e dalla professoressa Paolina La Manna responsabile del corso di Moda dell’istituto. “Il nostro compito - ha spiegato la preside Vitale - è sostenere la creatività delle nostre giovani studentesse e donne, incanalarla verso gli obiettivi e liberarla”.
Angela Dalicco

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n. 10 / Dicembre 2017

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