La presidentessa che vuole  portare l’Unifg in città

La presidentessa che vuole portare l’Unifg in città

La prima volta di una donna alla guida del Consiglio degli Studenti
Francesca Romana Cicolella: “L’università è un’isola felice, ma deve imparare a uscire dai confini dei singoli Dipartimenti”

Non è fuggita da Foggia, è rimasta, sebbene fosse partita con l’idea di finire la Triennale e scappare. E oggi può vantare un primato: prima donna alla presidenza del Consiglio degli Studenti Unifg. Francesca Romana Cicolella (in foto) ha fatto una bella gavetta da quando ha messo piede nell’università in via Arpi. A un mese dall’iscrizione è entrata nell’associazione studentesca Area Nuova. A novembre era già candidata.
“In realtà, mi sono avvicinata ad Area Nuova perché mi avevano proposto di entrare a far parte del giornale dell’associazione - racconta la neopresidentessa - All’epoca, da aspirante giornalista accettai subito ed entrai in squadra. Dopo qualche mese, mi hanno chiesto di diventare caporedattore del giornale perché la squadra era già ben collaudata. Sono diventata rappresentante subito, dopo due mesi ero già in Consiglio e da lì è venuto tutto naturale. Dopo la laurea, non sono riuscita a staccarmi da Area Nuova, perché quando ci investi tanto e fai tanti progetti, quando ti piace quello che fai, diventa un modo di vivere l’università che è anche un modo di approcciarsi alla vita completamente diverso e di fare esperienza. L’università è diventata casa mia”.
Francesca Romana Cicolella, 25 anni, è ora iscritta al Corso di Laurea Magistrale in Filologia Moderna ed è anche rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione dell’università. Raccoglie il testimone da Guido Di Toro e resterà in carica per i prossimi due anni.
Per quanto l’università di Foggia sia giovane, fa un certo effetto pensare che in 17 anni di vita siano passati solo uomini alla guida dell’organo centrale della rappresentanza studentesca. Le donne, da buone militanti, erano nelle retrovie.
“All’interno di Area Nuova le donne hanno sempre avuto un ruolo fondamentale, a Lettere specialmente. A volte, però, forse la donna tende a costituire forza lavoro, quindi a non voler apparire. Dentro Area Nuova siamo sempre stati tutti uguali. Sono contenta, sinceramente, di essere la prima donna, perché, effettivamente, mi sono resa conto, adesso che ce l’ho, che è un ruolo che è sempre stato associato ad un uomo”.
Al primo Senato Accademico utile ha già portato le prime mozioni. “Abbiamo riproposto le borse di studio per merito: due studenti più meritevoli di tutti i Dipartimenti avranno un esonero totale dalle tasse. È una proposta di cui andiamo abbastanza fieri, perché ovviamente l’università va incontro ai suoi studenti basandosi sul reddito, ma è giusto che venga premiato anche il merito. Abbiamo vinto il bando della legge n.390 per il finanziamento di attività autogestite dagli studenti: sono 15mila euro. Siamo stati l’unica associazione studentesca a presentare un progetto, abbiamo ottenuto la maggior parte dei fondi e partiremo da subito con tutti i progetti che avevamo in cantiere, almeno due per ogni Dipartimento. Sono tutti corsi pratici, legati al mondo del lavoro che è quello che un po’ manca in questa università. Stiamo puntando molto a creare un contatto, perché l’università forma da un punto di vista teorico e la nostra lo fa anche bene, ma da un punto di vista pratico è carente. Ci sono i recruitment day, ma per un ragazzo un corso organizzato da coetanei in cui poter incontrare un professionista è un’altra cosa. Stiamo scrivendo un altro progetto che presenteremo all’Adisu Puglia (Agenzia regionale per il Diritto allo Studio Universitario, ndr) e stiamo cercando di fare una progettualità completamente basata sulla comunicazione.
L’idea è quella di permettere agli studenti di imparare ad utilizzare il web e tutti i mezzi di comunicazione per trovare lavoro e per imparare a fare impresa, perché quello che conta oggi è saper fare start up. Stiamo cercando di colmare un po’ la lacuna che, in realtà, non è dell’Università di Foggia ma dell’università italiana”.
Il progetto più ambizioso del programma di Francesca Romana Cicolella ruota intorno alla cultura: “L’università è un’isola felice che deve imparare a uscire fuori. È chiusa nei confini dei singoli Dipartimenti. Ed è una cosa che noi vogliamo superare: vorremmo che le attività culturali fossero una spinta per far avvicinare la città all’università e l’università alla città, in un proficuo e costruttivo dialogo”.                     Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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