Un radiotracciante “sfida” i tumori

Un radiotracciante “sfida” i tumori

Gli Ospedali Riuni di Foggia primi­ in Puglia a dotarsi di tale metodica diagnostica
Il primo paziente sarà sottoposto al ‘Gallio 68’ entro la fine dell’anno: permetterà di identificare anche tumori di piccole dimensioni (7-8 mm)

Un’arma in più contro i tumori neuroendocrini. E’ la freccia nell’arco (il primo in tutta la Puglia) degli Ospedali Riuniti di Foggia: è la Pet/Tac con radioisotopo Gallio 68. L’ospedale foggiano è il primo tra gli ospedali pugliesi a dotarsi di tale metodica diagnostica all’avanguardia. Il nuovo radiotracciante consente di individuare lesioni anche molto piccole e pertanto avrà un positivo impatto nella gestione dei tumori neuroendocrini, neoplasie rare che possono colpire vari organi: lo stomaco, l’intestino, il colon, il pancreas, il polmone. Una diagnosi precoce significa maggiore certezza di sopravvivenza.
Grazie ai Fondi europei erogati dalla Regione Puglia con il progetto “Cluster in Bioimaging”, gli Ospedali Riuniti hanno firmato una convenzione con Itel, officina farmaceutica pugliese che fornisce radiotraccianti alle Medicine Nucleari della Puglia e di altre regioni limitrofe. Senza costi per l’Azienda ospedaliero - universitaria, la Itel metterà a disposizione strumentazione, materiali e personale della propria divisione Itelpharma. L’accordo prevede anche la formazione del personale tecnico ospedaliero, finalizzata alla futura produzione del radiotracciante in totale autonomia e in conformità alla Farmacopea Europea e alle Norme di Buona Preparazione dei radiofarmaci per Medicina Nucleare. Il primo paziente potrà essere sottoposto ad esame con Gallio 68 entro la fine dell’anno.
Soddisfatto il direttore generale degli Ospedali Riuniti, Antonio Pedota: “Il nostro ospedale è dotato di strutture e tecnologie idonee per avviare la produzione nel rispetto delle norme di buona preparazione definite a livello europeo e nazionale. Questo accordo ci consente di mettere a sistema il nostro potenziale, e soprattutto di dare concretezza al diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione, senza aumentare la spesa sanitaria”.
L’impiego di questo tracciante radioattivo permetterà, come sottolinea, invece, il direttore della Struttura di Medicina Nucleare del nosocomio foggiano, “di identificare tumori di piccole dimensioni (7-8 mm), e quindi permette di contrastare la malattia con maggiore tempestività ed efficacia aprendo anche spazi per terapie efficaci basate sull’impiego di altri radiofarmaci. Con questa iniziativa gli OO.RR. si allineano a standard e metodiche all’avanguardia, senza più la necessità per la Puglia di dover inviare i propri pazienti fuori regione”.
“Siamo molto orgogliosi di poter mettere la nostra esperienza a servizio del territorio”, chiosa il presidente della ITEL, Leonardo Diaferia. “Questa convenzione rappresenta un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato, perché consente nuove sinergie tra chi opera nel settore della sanità e soprattutto permette lo scambio di conoscenza scientifica e la diffusione di competenze di alto profilo”.

GALLIO 68, COS’E’? E’ un tracciante radioattivo il cui potere si dimezza dopo solo 68 minuti (ragione per la quale è fondamentale produrlo nello stesso luogo dove deve essere impiegato). Una volta iniettato attraverso una flebo, questo farmaco ha la capacità di legarsi a particolari strutture, chiamati ‘recettori per la somatostatina’ che si trovano sulla superficie del tumore. Da qui il radiofarmaco emette radiazioni, chiamate positroni. La macchina PET/CT registra queste radiazioni e le trasforma in immagini che localizzano la lesione.

Angela Dalicco

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n. 10 / Dicembre 2017

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